24

Apr
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube
E-mail
EMAIL

 

[email protected]

Il Blog di Beppe Grillo Blog ufficiale di Beppe Grillo con articoli, approfondimenti ed opinioni
PER LA TUA PUBBLICITÀ

 

[email protected]

Menu   ≡ ╳
  • HOME
  • IO GRIDO
  • CERVELLI
  • TERRA FUTURA
  • COSE PREZIOSE
  • MOBILITA’
  • SALUTE
  • VIDEO
  • ARCHIVIO
    • 2005
    • 2006
    • 2007
    • 2008
    • 2009
    • 2010
    • 2011
    • 2012
    • 2013
    • 2014
    • 2015
    • 2016
  • CONTATTI
☰
Il Blog di Beppe Grillo
Home > TERRA FUTURA
39 views 4 min 0 Comment

Meta e Google condannate a pagare 3 milioni per dipendenza da social

beppegrillo.it - Marzo 25, 2026

Una sentenza senza precedenti: una giuria di Los Angeles ha stabilito che Meta e Google, attraverso Instagram e YouTube, sono responsabili dei danni subiti da una ragazza oggi ventenne, agganciata da bambina da piattaforme progettate per trattenere l’attenzione il più a lungo possibile. Il risarcimento compensativo è di 3 milioni di dollari, il 70% a carico di Meta, il 30% a carico di Google. La negligenza nella progettazione delle piattaforme e l’assenza di avvertimenti sui rischi per gli utenti più giovani ( su questi due punti si è concentrato il verdetto).

Non è tanto la cifra a contare, ma che per la prima volta una causa del genere ha ottenuto un verdetto netto contro due colossi tecnologici sul terreno della salute mentale dei minori, una sentenza storica insomma. La ragazza, indicata negli atti con le iniziali KGM, ha raccontato di avere cominciato a usare YouTube a 6 anni e Instagram a 9, fino a passare online gran parte delle sue giornate da bambina. I giurati hanno concluso che quell’esposizione e quel rapporto compulsivo con le piattaforme hanno contribuito concretamente al peggioramento del suo stato psicologico.

Nel corso del processo sono emersi dettagli precisi. Già intorno ai 10 anni la ragazza soffriva di depressione e aveva episodi di autolesionismo. Le furono poi diagnosticati disturbo da dismorfismo corporeo e fobia sociale, condizioni che lei collega all’uso intensivo di Instagram e YouTube durante l’infanzia. La giuria non si è interrogata in astratto sull’effetto dei social, ha esaminato un caso e ha detto che, in quel caso, le piattaforme hanno avuto un ruolo causale. Il cuore dell’accusa era la dipendenza costruita a tavolino, scroll infinito, autoplay, sistemi di raccomandazione che spingono un contenuto dopo l’altro, design ottimizzato per ridurre al minimo gli attriti e massimizzare il tempo trascorso online. Reuters ha sottolineato un punto giuridico rilevante, ovvero che la causa si è concentrata sulla progettazione del prodotto, non sui singoli contenuti pubblicati dagli utenti. Questa scelta ha reso più difficile per le aziende usare le protezioni legali a cui hanno fatto ricorso in passato.

Per anni il dibattito si è fermato ai sintomi, le challenge tossiche, i video estremi, i filtri deformanti, gli influencer predatori; in questo processo il bersaglio era l’architettura della piattaforma, il modo in cui viene progettata per trasformare l’attenzione in materia prima, soprattutto quando l’utente ha dodici anni e non sa ancora bene cosa sta succedendo.

Ai 3 milioni di danni compensativi si aggiunge la possibilità di danni punitivi, che devono ancora essere quantificati e quindi l’importo finale potrebbe crescere. Meta e Google hanno già contestato il verdetto e stanno valutando l’appello. Google sostiene che YouTube sia una piattaforma video costruita in modo responsabile, non un social network. Meta respinge le conclusioni della giuria. TikTok e Snap avevano già chiuso la loro posizione con un accordo riservato prima dell’inizio del processo.

Il caso di Los Angeles era un “banco di prova”, il primo di oltre venti processi pilota previsti nei prossimi anni, dentro un contenzioso più ampio che coinvolge famiglie, scuole e istituzioni. Reuters segnala che nel 2025 almeno venti stati americani hanno approvato leggi sui minori e i social, mentre il Congresso federale non ha ancora varato una regolazione complessiva.

Questa sentenza ci dimostra chiaramente una cosa: quando un prodotto viene progettato per catturare utenti giovanissimi e trattenerli il più possibile, e quei bambini ne escono danneggiati, qualcuno certamente è responsabile.

PREVIOUS

L’India paga il lavoro invisibile di milioni di donne

NEXT

Zettajoule, il contatore nascosto della febbre del pianeta
Related Post
Giugno 25, 2025
Il fumo non è mai sparito
Aprile 23, 2018
Elevata presenza di microplastiche nel Mediterraneo
Dicembre 10, 2025
Cibo e fossili: 5 miliardi di danni ambientali ogni ora
Dicembre 18, 2025
Voli aerei: sei disposto a pagare di più per inquinare di meno?
Comments are closed.

TERRA FUTURA

Il Blog di Beppe Grillo
Deezer: Il 44% dei nuovi brani musicali caricati online è generato dall’IA
Il Blog di Beppe Grillo
6 donne vincono il Goldman Prize 2026, il “Nobel” dell’Ambiente
Il Blog di Beppe Grillo
Neuroni artificiali stampati che “parlano” con il cervello
Il Blog di Beppe Grillo
Nella guerra di propaganda sull’IA, l’Iran sta vincendo
Il Blog di Beppe Grillo
Sciami di IA potrebbero manipolare la democrazia senza che nessuno se ne accorga
Il Blog di Beppe Grillo
Una persona su sette soffre di disturbi mentali. E a rispondere ora è un algoritmo
Il Blog di Beppe Grillo
L’IA rischia di diventare il 5° paese al mondo per consumo energetico
Il Blog di Beppe Grillo

CONTATTI

Per inviare messaggi, comunicati stampa, segnalazioni, richieste di interviste, denunce o lettere aperte a Beppe Grillo: [email protected]

PUBBLICITA'

Per la tua pubblicità su questo Blog: [email protected]
  • HOMEPAGE
  • COOKIE POLICY
  • PRIVACY POLICY
  • CONTATTI
© Copyright 2026 - Il Blog di Beppe Grillo. All Rights Reserved - Powered by happygrafic.com