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Ottobre 26, 2025
di Igor G. Cantalini Negli ultimi anni si è diffusa una tendenza alquanto inaspettata, sempre più persone in età avanzata trascorrono una parte crescente delle proprie giornate davanti a uno schermo. Smartphone, tablet, televisori connessi, computer e console di gioco stanno ridisegnando la quotidianità di milioni di anziani, che utilizzano la tecnologia con la stessa [...]
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Ottobre 24, 2025
Perché la Cina sta vincendo la guerra commerciale
ULTIMI POST DELLA SETTIMANA
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- Ottobre 13, 2025
Immaginate città intere che respirano grazie all’acqua dei loro laghi. Immaginate edifici che si scaldano e si rinfrescano senza fumo, senza condizionatori rumorosi, senza tubi di scarico che sputano calore nell’aria. Sotto la superficie calma di un lago si nasconde una riserva termica naturale, silenziosa e costante, capace di riscaldare d'inverno e rinfrescare d'estate. L’utilizzo dell’acqua di lago è sostenibile per diverse ragioni: il calore viene estratto e restituito nella stessa zona, senza necessità di trasporti su lunga distanza come avviene con i combustibili fossili, e il sistema di riscaldamento di questo tipo può ridurre mediamente dell’80% le emissioni di CO₂ rispetto ai metodi tradizionali basati su petrolio o gas. Questa tecnologia esiste già e in molti luoghi è pienamente operativa. A Zurigo [...]
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- Ottobre 12, 2025
Il governo irlandese ha approvato i piani per implementare in modo permanente un regime di reddito di base che sosterrà fino a 2.200 artisti, lavoratori creativi e musicisti a partire dal prossimo anno. Dopo essere stato sperimentato nel 2022 (ne avevamo parlato anni fa), il programma di reddito universale per le arti (BIA) diventerà permanente con il bilancio 2026, come garantito dal ministro della Cultura Patrick O'Donovan. Il progetto nasce per affrontare l’instabilità finanziaria che caratterizza la vita di molti lavoratori del settore creativo, incoraggiandoli a richiedere un’indennità settimanale stabile. Uno studio di Give Us The Night ha scoperto che il numero di locali notturni attivi in Irlanda è sceso da 522 a 83 nell'arco di 25 anni con un calo dell'84% nel [...]
DALL'ARCHIVIO DELBLOG
Telecamere, algoritmi, database: la città che ti riconosce
La Cina sta costruendo la più [...]
Omar Yaghi, da rifugiato palestinese a Premio Nobel per la Chimica
Più di un anno fa, sulle [...]
COSEPREZIOSE
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- Maggio 15, 2025
di Beppe Grillo C’è chi dice che il futuro del lavoro sarà senza lavoro e chi invece dice che lavoreremo ancora di più ma se guardiamo alle menti più lucide del Novecento, la direzione era un’altra. Meno ore, più qualità della vita, più tempo per pensare, creare, vivere. Già nel 1930, nel celebre saggio Prospettive economiche per i nostri nipoti (Economic Possibilities for Our Grandchildren), l’economista John Maynard Keynes immaginava che nel giro di un secolo, (quindi ora!) intorno al 2030 si potesse vivere bene lavorando solo 15 ore a settimana. Scriveva che “il problema economico potrebbe essere risolto, o almeno essere in vista di una soluzione, entro cento anni con turni di tre ore o la settimana di quindici ore”, grazie al progresso tecnologico e all’aumento della produttività. Che quella previsione avesse basi concrete lo dimostra anche questo esempio: nel 1998 i lavoratori delle aziende statunitensi svolsero un totale di 194mila miliardi ore di lavoro. 15 anni dopo, nel 2014, il valore dei beni e i servizi prodotti delle imprese americane al netto dell'inflazione era aumentato di circa 3500 miliardi di dollari, un incremento dell'output del 42%. La quantità del lavoro umano richiesta per ottenere tale risultato è stata di 194miliardi di ore. In altre parole, la produttività è cresciuta senza un aumento delle ore lavorate, nonostante nel frattempo siano nate in 15 anni migliaia di nuove imprese. Eppure oggi, nel 2025, ci stiamo allontanando da quella visione lungimirante. In Italia siamo ancora fissati con le 40 ore settimanali. Si discute da tempo di una riduzione a 32 ore a parità di salario (salarium, denaro per il sale) ma è tutto fermo. Quando nel 2011 lanciai la proposta delle 20 ore settimanali retribuite, sembrava una provocazione, ma era persino moderata rispetto a quella del gesuita ed economista Oskar von Nell-Breuning, che già nel 1980 proponeva un solo giorno di lavoro alla settimana, 8 ore! Secondo Nell-Breuning, il lavoro umano poteva essere suddiviso così: un terzo serve a produrre danni ambientali, psicologici, sociali, un altro terzo serve a controllare o riparare quei danni, e solo l’ultimo terzo è realmente utile. Dunque, basterebbe fare bene quel terzo utile e avremmo [...]
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