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Il Blog di Beppe Grillo
Marzo 27, 2026
C’è una notizia che racconta meglio di molte analisi la fase che sta attraversando l’Europa industriale. Secondo il Financial Times, Volkswagen è in trattative con Rafael Advanced Defence Systems, il gruppo israeliano legato all’Iron Dome, il sistema di difesa aerea usato da Israele per intercettare razzi e missili a corto raggio, per convertire lo stabilimento [...]
- Marzo 19, 2026
Il Blog di Beppe Grillo
di Isaac J.P. Barrow Il motore della transizione ecologica rischia di incepparsi prima ancora di diventare davvero autonomo. A frenare la corsa verso la mobilità elettrica c’è una filiera molto più nascosta e molto più fragile del petrolio, quella delle terre rare e dei magneti permanenti. Neodimio, praseodimio, disprosio e terbio sono materiali decisivi per costruire molti dei componenti che tengono in piedi l’auto contemporanea, dai motori elettrici ai servosterzi, dai sensori ai sistemi frenanti, fino a una lunga serie di dispositivi elettronici presenti anche nelle auto ibride e tradizionali. La domanda di terre rare continua a crescere proprio perché aumentano veicoli elettrici, reti, accumuli e turbine eoliche. Nel 2024, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, la domanda di terre rare è cresciuta tra il [...]
- Marzo 19, 2026
Il Blog di Beppe Grillo
Kaveh Madani è uno scienziato iraniano specializzato in gestione delle risorse idriche e crisi ambientali; dirige l'istituto Onu per l'acqua, l'ambiente e la salute.  Ieri, 18 marzo 2026, ha ricevuto lo Stockholm Water Prize, il premio più prestigioso al mondo per la gestione delle risorse idriche, assegnato dalla Stockhol Water Foundation con il supporto della Royal Swedish Academy of Sciences. Nella motivazione nel premio si legge che il Professor Madani  ha saputo coniugare "una ricerca innovativa sulla gestione delle risorse idriche con politiche, diplomazia e attività di sensibilizzazione a livello globale, spesso a rischio della propria incolumità e in un contesto politico complesso". La storia del Professor Madani è molto più di una carriera scientifica, è il momento in cui l’ambiente smette di [...]
- Marzo 4, 2026
Il Blog di Beppe Grillo
Buongiorno, care concittadine e cari concittadini. Mi rivolgo a voi per informarvi della crisi che si è scatenata in Medio Oriente, della posizione del governo italiano e delle azioni che stiamo portando avanti. Come sapete, lo scorso sabato Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, che a sua volta ha risposto bombardando in modo indiscriminato nove paesi della regione e una base britannica situata in uno stato europeo, a Cipro. Voglio innanzitutto esprimere la solidarietà del popolo italiano ai paesi attaccati illegalmente dal regime iraniano. Da allora le ostilità sono continuate, quando non addirittura aumentate, provocando centinaia di morti nelle case, nelle scuole e negli ospedali. Si sono verificati anche il crollo delle borse internazionali e la disgregazione del traffico aereo e dello stretto di Hormuz, attraverso il quale fino a pochissimo tempo fa transitava il 20% del gas e del petrolio mondiali. Nessuno sa con certezza cosa accadrà ora, e non sono neppure chiari gli obiettivi di chi ha lanciato il primo attacco. Dobbiamo però prepararci, come affermano gli stessi promotori, alla possibilità che questa sia una guerra lunga, con numerose vittime e quindi con conseguenze gravi anche a livello globale in termini economici. La posizione del governo italiano di fronte a questa situazione è chiara e coerente. È la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. In primo luogo, no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto i più indifesi, la popolazione civile. In secondo luogo, non possiamo accettare che il mondo possa risolvere i propri problemi soltanto attraverso conflitti e bombe. Infine, no a ripetere gli errori del passato. In definitiva, la posizione del governo italiano si riassume in quattro parole: no alla guerra. Il mondo, l’Europa e l'Italia sono già stati qui prima. Ventitré anni fa un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente. Una guerra che allora si disse servisse a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, a portare la democrazia e a garantire la sicurezza globale. Vista oggi con il senno di poi, produsse l’effetto opposto e scatenò la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia vissuto dalla [...]

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