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Marzo 16, 2026
di Igor G. Cantalini TikTok rappresenta oggi uno dei social più potenti di cattura dell’attenzione mai sviluppati nell’ambiente digitale. La piattaforma agisce in profondità sui meccanismi psicologici di milioni di adolescenti, influenzando abitudini cognitive, relazioni sociali e percezione di sé. La sua forza deriva dalla capacità di osservare ogni gesto, ogni pausa, ogni preferenza, trasformandoli [...]
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Marzo 15, 2026
30 km all’ora posson bastare
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- Marzo 6, 2026
di Fabio Massimo Parenti Stati Uniti e Israele vanno chiamati alle loro responsabilità se non vogliamo farci trascinare in un conflitto senza ritorno. Usa e Israele non possono sconfiggere l’Iran senza il coinvolgimento dell’Europa, e per questo stanno già cercando l’incidente. Ci hanno testato con l’Ucraina, proveranno a costringerci anche con l’Iran. Ci stiamo giocando il futuro pezzo per pezzo e le classi dirigenti europee e italiane, miopi e stordite, non sono in grado nemmeno di pronunciare una parola di condanna dell’aggressione contro l’Iran e degli attentati terroristici contro i civili. Agenti del Mossad sarebbero stati arrestati in Arabia e in Qatar perché progettavano attentati in quei paesi, l’uso dei curdi a stelle e strisce per penetrare in Iran potrebbe far intervenire la [...]
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- Marzo 6, 2026
C’era una volta l’uomo libero, quello che camminava fiero per le strade senza chinare il capo. Ora, al suo posto, abbiamo un esercito di zombie moderni, con il collo piegato in un inchino eterno verso quel piccolo dio rettangolare, chiamato smartphone. E i dati ce lo confermano: siamo ufficialmente schiavi del touchscreen. Dal 2024, la media globale del tempo che le persone passano incollate al proprio smartphone ha raggiunto le 4 ore e 16 minuti al giorno. Negli Stati Uniti, gli utenti arrivano a toccare punte di 4 ore e 49 minuti quotidiani, una cifra che è salita in modo costante dal 2019, quando era di "appena" 3 ore e 45 minuti. È una maratona digitale globale: in Polonia si arriva a 3 [...]
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- Marzo 4, 2026
Buongiorno, care concittadine e cari concittadini. Mi rivolgo a voi per informarvi della crisi che si è scatenata in Medio Oriente, della posizione del governo italiano e delle azioni che stiamo portando avanti. Come sapete, lo scorso sabato Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, che a sua volta ha risposto bombardando in modo indiscriminato nove paesi della regione e una base britannica situata in uno stato europeo, a Cipro. Voglio innanzitutto esprimere la solidarietà del popolo italiano ai paesi attaccati illegalmente dal regime iraniano. Da allora le ostilità sono continuate, quando non addirittura aumentate, provocando centinaia di morti nelle case, nelle scuole e negli ospedali. Si sono verificati anche il crollo delle borse internazionali e la disgregazione del traffico aereo e dello stretto di Hormuz, attraverso il quale fino a pochissimo tempo fa transitava il 20% del gas e del petrolio mondiali. Nessuno sa con certezza cosa accadrà ora, e non sono neppure chiari gli obiettivi di chi ha lanciato il primo attacco. Dobbiamo però prepararci, come affermano gli stessi promotori, alla possibilità che questa sia una guerra lunga, con numerose vittime e quindi con conseguenze gravi anche a livello globale in termini economici. La posizione del governo italiano di fronte a questa situazione è chiara e coerente. È la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. In primo luogo, no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto i più indifesi, la popolazione civile. In secondo luogo, non possiamo accettare che il mondo possa risolvere i propri problemi soltanto attraverso conflitti e bombe. Infine, no a ripetere gli errori del passato. In definitiva, la posizione del governo italiano si riassume in quattro parole: no alla guerra. Il mondo, l’Europa e l'Italia sono già stati qui prima. Ventitré anni fa un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente. Una guerra che allora si disse servisse a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, a portare la democrazia e a garantire la sicurezza globale. Vista oggi con il senno di poi, produsse l’effetto opposto e scatenò la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia vissuto dalla [...]
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