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Marzo 17, 2026
Nel mondo si sta aprendo una nuova frontiera della trasparenza digitale. Sempre più organizzazioni stanno cercando di creare una etichetta universale o un marchio riconoscibile che distingua ciò che nasce dalla creatività umana da ciò che viene generato dall’intelligenza artificiale. Una corsa contro il tempo che riflette il clima di inquietudine crescente davanti a tecnologie [...]
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Marzo 17, 2026
Il boom dei peptidi acquistati online
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Marzo 16, 2026
TikTok e l’impatto sui giovani
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Marzo 15, 2026
30 km all’ora posson bastare
ULTIMI POST DELLA SETTIMANA
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- Marzo 8, 2026
Il cambiamento climatico viene spesso raccontato attraverso i suoi effetti sull’ambiente, sull’economia e sulla salute. Molto meno attenzione viene dedicata a un’altra conseguenza, documentata da un numero crescente di studi, l’aumento della violenza contro le donne durante ondate di calore, siccità, alluvioni e altri eventi estremi. Un rapporto pubblicato nell’aprile 2025 dalla Spotlight Initiative delle Nazioni Unite segnala che ogni aumento di 1°C della temperatura globale è associato a una crescita del 4,7% della violenza del partner intimo a livello mondiale. Lo stesso rapporto rileva inoltre che i femminicidi possono aumentare del 28% durante le ondate di calore. Si tratta di dati che si inseriscono in un quadro di ricerca ormai ampio. Negli ultimi anni numerosi studi hanno analizzato il rapporto tra temperature [...]
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- Marzo 8, 2026
La Cina sta cercando di fermare il crollo delle nascite con una serie di misure pubbliche, bonus, rimborsi sanitari e incentivi alla maternità, e tra gli strumenti su cui ha deciso di puntare c’è anche la fecondazione in vitro. Per circa trentacinque anni, dal 1980 al 2015, il paese ha imposto per la maggior parte delle famiglie la politica del figlio unico, nel tentativo di frenare la crescita demografica. Oggi, dopo l’introduzione della politica dei due figli nel 2016 e di quella dei tre figli nel 2021, la stessa Cina cerca di fermare il crollo delle nascite e tra gli strumenti su cui ha deciso di puntare c’è anche la fecondazione in vitro. In Cina l’infertilità tra le coppie in età riproduttiva è [...]
DALL'ARCHIVIO DELBLOG
Iran, Medio Oriente, Mondo: Aggressione Usa-Israele e subalternità UE
di Fabio Massimo Parenti Stati Uniti [...]
COSE PREZIOSE
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- Marzo 4, 2026
Buongiorno, care concittadine e cari concittadini. Mi rivolgo a voi per informarvi della crisi che si è scatenata in Medio Oriente, della posizione del governo italiano e delle azioni che stiamo portando avanti. Come sapete, lo scorso sabato Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, che a sua volta ha risposto bombardando in modo indiscriminato nove paesi della regione e una base britannica situata in uno stato europeo, a Cipro. Voglio innanzitutto esprimere la solidarietà del popolo italiano ai paesi attaccati illegalmente dal regime iraniano. Da allora le ostilità sono continuate, quando non addirittura aumentate, provocando centinaia di morti nelle case, nelle scuole e negli ospedali. Si sono verificati anche il crollo delle borse internazionali e la disgregazione del traffico aereo e dello stretto di Hormuz, attraverso il quale fino a pochissimo tempo fa transitava il 20% del gas e del petrolio mondiali. Nessuno sa con certezza cosa accadrà ora, e non sono neppure chiari gli obiettivi di chi ha lanciato il primo attacco. Dobbiamo però prepararci, come affermano gli stessi promotori, alla possibilità che questa sia una guerra lunga, con numerose vittime e quindi con conseguenze gravi anche a livello globale in termini economici. La posizione del governo italiano di fronte a questa situazione è chiara e coerente. È la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. In primo luogo, no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto i più indifesi, la popolazione civile. In secondo luogo, non possiamo accettare che il mondo possa risolvere i propri problemi soltanto attraverso conflitti e bombe. Infine, no a ripetere gli errori del passato. In definitiva, la posizione del governo italiano si riassume in quattro parole: no alla guerra. Il mondo, l’Europa e l'Italia sono già stati qui prima. Ventitré anni fa un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente. Una guerra che allora si disse servisse a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, a portare la democrazia e a garantire la sicurezza globale. Vista oggi con il senno di poi, produsse l’effetto opposto e scatenò la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia vissuto dalla [...]
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