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Marzo 29, 2026
Un team di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha fatto una scoperta destinata a cambiare il modo in cui la scienza guarda alla degradazione della plastica nei mari: i batteri marini non agiscono da soli ma si organizzano in veri e propri consorzi microbici per smantellare i polimeri plastici biodegradabili, lavorando in squadra [...]
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Marzo 27, 2026
Volkswagen verso l’industria della guerra
LA VIGNETTA DI MAURIZIO DI BONA
ULTIMI POST DELLA SETTIMANA
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- Marzo 22, 2026
In occasione della Giornata dell’Acqua che si celebra oggi in tutto il mondo, condividiamo un estratto tratto dal libro "Acqua per la pace" di Maurizio Montalto, una riflessione che invita a riscoprire il valore profondo di questa risorsa essenziale. Attraverso lo sguardo spirituale e umano della tradizione francescana, l’acqua viene riconosciuta come bene comune, legame tra vita, giustizia e pace (La nostra prima stella). Un richiamo alla responsabilità collettiva verso il creato e verso le generazioni future, nella consapevolezza che la tutela dell’acqua coincide con la tutela della dignità umana e dell’equilibrio del nostro pianeta. «Laudato si’, mi’ Signore, per sora Acqua, la quale è molto utile, et humile, et pretiosa, et casta.» (San Francesco d’Assisi, Cantico delle Creature) "Nel cuore della spiritualità [...]
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- Marzo 20, 2026
Il Rapporto Mondiale sulla Felicità ha evidenziato come l'uso eccessivo dei social media stia causando infelicità tra i giovani di tutto il mondo, con un impatto più marcato nei paesi anglofoni e nell'Europa occidentale. Lo studio, condotto dal Wellbeing Research Centre dell'Università di Oxford, ha inoltre accertato che il tipo di piattaforma utilizzata e la durata del suo utilizzo incidono in modo significativo sul benessere degli utenti. Una ricerca parallela condotta in 17 paesi dell'America Latina ha mostrato che l'uso frequente di WhatsApp e Facebook è associato a una maggiore soddisfazione per la propria vita, mentre l'utilizzo di Instagram, TikTok e X (più condizionati da algoritmi e contenuti di influencer) tende a ridurre la felicità e a generare problemi di salute mentale. Analoghe [...]
DALL'ARCHIVIO DELBLOG
Da “terrorista dell’acqua” allo Stockholm Water Prize
Kaveh Madani è uno scienziato iraniano [...]
COSE PREZIOSE
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- Marzo 4, 2026
Buongiorno, care concittadine e cari concittadini. Mi rivolgo a voi per informarvi della crisi che si è scatenata in Medio Oriente, della posizione del governo italiano e delle azioni che stiamo portando avanti. Come sapete, lo scorso sabato Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, che a sua volta ha risposto bombardando in modo indiscriminato nove paesi della regione e una base britannica situata in uno stato europeo, a Cipro. Voglio innanzitutto esprimere la solidarietà del popolo italiano ai paesi attaccati illegalmente dal regime iraniano. Da allora le ostilità sono continuate, quando non addirittura aumentate, provocando centinaia di morti nelle case, nelle scuole e negli ospedali. Si sono verificati anche il crollo delle borse internazionali e la disgregazione del traffico aereo e dello stretto di Hormuz, attraverso il quale fino a pochissimo tempo fa transitava il 20% del gas e del petrolio mondiali. Nessuno sa con certezza cosa accadrà ora, e non sono neppure chiari gli obiettivi di chi ha lanciato il primo attacco. Dobbiamo però prepararci, come affermano gli stessi promotori, alla possibilità che questa sia una guerra lunga, con numerose vittime e quindi con conseguenze gravi anche a livello globale in termini economici. La posizione del governo italiano di fronte a questa situazione è chiara e coerente. È la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. In primo luogo, no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto i più indifesi, la popolazione civile. In secondo luogo, non possiamo accettare che il mondo possa risolvere i propri problemi soltanto attraverso conflitti e bombe. Infine, no a ripetere gli errori del passato. In definitiva, la posizione del governo italiano si riassume in quattro parole: no alla guerra. Il mondo, l’Europa e l'Italia sono già stati qui prima. Ventitré anni fa un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente. Una guerra che allora si disse servisse a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, a portare la democrazia e a garantire la sicurezza globale. Vista oggi con il senno di poi, produsse l’effetto opposto e scatenò la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia vissuto dalla [...]
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