Satelliti confermano che il massiccio progetto di riforestazione cinese, avviato nel 1978, sta contribuendo in modo significativo al “rinverdimento” globale. I dati raccolti dalle agenzie spaziali internazionali mostrano un aumento visibile della copertura vegetale nell’emisfero nord, e una parte consistente di questo cambiamento proviene proprio dalla fascia settentrionale della Cina. Questa notizia ha riportato l’attenzione sul progetto noto come “Grande Muraglia Verde”, un’iniziativa ambientale di scala planetaria che merita di essere conosciuta per i suoi risultati e per le lezioni che offre al resto del mondo.
Il progetto consiste in una fascia di foreste piantate lungo il confine nord della Cina, dove il deserto del Gobi avanzava minacciando terreni agricoli e centri abitati. L’avvio risale al 1978, con un completamento previsto per il 2050. In questi decenni sono stati piantati circa 66 miliardi di alberi su una superficie pari a quasi la metà del territorio cinese. L’obiettivo principale è fermare la desertificazione, proteggere i suoli fertili e migliorare la qualità dell’aria nelle città.
Le osservazioni satellitari documentano effetti positivi concreti, nelle aree riforestate le precipitazioni sono aumentate durante la stagione umida; le tempeste di sabbia che raggiungevano Pechino si sono ridotte in frequenza e intensità. In alcune aree specifiche del progetto, la copertura forestale è passata dall’8% al 73% nel periodo 1986-2024. I dati NASA 2000-2020 attribuiscono alla Cina circa il 25% dell’aumento globale della copertura forestale in quel periodo. Le stime indicano che il progetto catturi ogni anno decine di milioni di tonnellate di CO₂ e alcune ricerche segnalano anche un miglioramento della produttività agricola nelle zone protette dalla nuova vegetazione.
Anche l’Africa sta realizzando la propria “Grande Muraglia Verde” (ne abbiamo parlato qui), una fascia verde che attraversa undici paesi dal Senegal al Gibuti per fermare l’avanzata del Sahara. Le condizioni però sono diverse: i finanziamenti dipendono da donatori internazionali, (in Cina i finanziamenti sono arrivati dallo stato in modo continuativo per oltre quarant’anni) il coordinamento deve mediare tra governi con priorità differenti e le capacità tecniche variano da regione a regione. L’esperienza cinese indica che la continuità dei fondi, la flessibilità nelle strategie e il monitoraggio scientifico sono fattori chiave per iniziative che richiedono decenni per mostrare risultati completi.
La Grande Muraglia Verde della Cina è un lavoro in corso e i suoi effetti completi si vedranno solo tra vent’anni. Nel frattempo, dimostra che è possibile intervenire su larga scala per contrastare la desertificazione.





