Oltre 200 tra i più autorevoli economisti, ricercatori ed esponenti dell’industria tecnologica mondiale hanno firmato un appello per chiedere ai governi di prepararsi alle conseguenze economiche dell’intelligenza artificiale.
Tra i firmatari figurano i massimi esperti di economia della tecnologia e di intelligenza artificiale come Erik Brynjolfsson che dirige attualmente lo Stanford Digital Economy Lab, 16 premi Nobel per l’Economia, tra cui Joseph Stiglitz, Daron Acemoglu, Simon Johnson, Paul Krugman e Ben Bernanke, insieme al pioniere dell’intelligenza artificiale Yoshua Bengio, all’ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt e a dirigenti e ricercatori di OpenAI, Anthropic e Google.
L’appello, pubblicato il 13 luglio dal Digital Economy Lab dell’Università di Stanford, porta il titolo “We Must Act Now”, dobbiamo agire ora. Il documento composto da poche righe ma descrive una trasformazione economica potenzialmente più ampia della Rivoluzione industriale e destinata a svilupparsi in tempi molto più rapidi.
Ecco il testo dell’appello:
“Nei prossimi dieci anni, l’intelligenza artificiale potrebbe diventare radicalmente più potente. Questo potrebbe determinare una trasformazione senza precedenti della nostra economia, più grande della Rivoluzione industriale, ma destinata a svilupparsi in un arco di tempo enormemente più breve. Potrebbe comportare rischi, tra cui la perdita di posti di lavoro su larga scala, e opportunità, come un significativo miglioramento del tenore di vita. Economisti, responsabili politici e leader del settore tecnologico devono agire ora per comprendere gli effetti economici dell’intelligenza artificiale trasformativa e costruire gli incentivi, le tutele e le istituzioni necessarie a indirizzarla verso una direzione che integri le capacità umane e produca benefici per la società.”
Le capacità dei sistemi avanzano a una velocità superiore rispetto alla comprensione delle loro conseguenze economiche e sociali. Il Fondo monetario internazionale stima che quasi il 40% dei posti di lavoro nel mondo sia esposto agli effetti dell’intelligenza artificiale, una quota che raggiunge il 60% nelle economie avanzate. Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, un lavoratore su quattro svolge già una professione potenzialmente interessata dall’IA generativa, mentre nei Paesi ad alto reddito la proporzione sale a uno su tre. Il World Economic Forum prevede entro il 2030 la scomparsa o sostituzione di 92 milioni di posti di lavoro a causa dei grandi cambiamenti economici e tecnologici e segnala che il 40% delle aziende pensa di ridurre il personale nei settori in cui l’intelligenza artificiale può automatizzare le attività. Allo stesso tempo potrebbero nascere nuove professioni, ma la velocità dello spostamento rischia di lasciare milioni di persone senza competenze, tutele e alternative immediate.





