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Nei Quartieri Spagnoli la musica diventa futuro

beppegrillo.it - Luglio 28, 2026

Un bambino prende in mano un violino per la prima volta e, invece di trascorrere mesi da solo a imparare le note, si siede subito accanto agli altri.  È da questa idea semplice e rivoluzionaria che nasce l’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Imparare la musica facendo parte, fin dal primo giorno, di una comunità.

Il progetto viene elaborato nel 2013 da Vincenzo “Enzo” De Paola, imprenditore napoletano da sempre vicino alla musica, con l’obiettivo di creare un percorso educativo e artistico rivolto ai bambini e ai ragazzi del quartiere. L’ispirazione arriva dal modello pedagogico ideato in Venezuela dal musicista José Antonio Abreu, conosciuto come El Sistema, fondato sulla pratica orchestrale collettiva come strumento di crescita personale e partecipazione sociale. Ma l’idea si lega anche a un’antica tradizione napoletana: già nel Trecento, in città, era stata creata un’orchestra di ragazzi di strada per offrire loro protezione e una possibilità di riscatto.

Alla base dell’intuizione di De Paola ci sono quelli che lui stesso ha definito i suoi due grandi amori, Napoli e la musica. Nei primi tempi il progetto era ancora tutto da costruire, compreso il rapporto con le famiglie. De Paola ha raccontato di aver percorso i vicoli dei Quartieri Spagnoli, fermando le persone e chiedendo se avessero figli interessati a suonare. Decisiva fu la sensibilità di alcuni genitori, che compresero quanto la musica potesse aiutare a incanalare positivamente le energie dei ragazzi. La fiducia è nata lentamente, grazie alla presenza quotidiana e alla possibilità concreta di partecipare senza affrontare alcun costo. Nel maggio del 2014 l’idea viene presentata pubblicamente durante un incontro sulla valorizzazione del centro storico di Napoli, ospitato a Palazzo Filomarino. De Paola, allora presidente dell’Accademia Europea di Musica ed Arti dello Spettacolo, propone un’orchestra capace di offrire ai ragazzi un percorso formativo e di integrazione attraverso la musica.

Il progetto riceve anche il sostegno di Gino Paoli, all’epoca presidente della SIAE, che contribuì a finanziare l’acquisto dei primi strumenti. L’Orchestra parte con trentasette bambini e ragazzi, senza selezioni attitudinali e senza richiedere alcuna preparazione musicale. Le lezioni e l’utilizzo degli strumenti sono completamente gratuiti: violini, viole, violoncelli, contrabbassi, flauti, oboi, fagotti, corni, trombe, tromboni e percussioni vengono affidati agli allievi, che alternano le prove collettive allo studio individuale. A guidare fin dall’inizio il lavoro artistico e didattico è il maestro Giuseppe Mallozzi, direttore principale dell’Orchestra. La particolarità del metodo sta proprio nell’ingresso immediato nel gruppo. I ragazzi suonano insieme dal primo giorno, e la tecnica si sviluppa progressivamente, mentre ciascuno impara ad ascoltare gli altri, rispettare i tempi, accettare le correzioni e assumersi la responsabilità della propria parte. Accanto ai giovani suonano anche maestri e altri adulti, affinché modelli positivi, regole e comportamenti possano essere trasmessi concretamente da una generazione all’altra.

“Un bambino che prende in mano uno strumento non prende in mano una pistola”, sottolinea De Paola.

L’orchestra diventa così una piccola società: ciascuno deve svolgere bene il proprio compito perché il gruppo possa raggiungere un risultato comune.  L’obiettivo è avvicinare i ragazzi alla musica attraverso la bellezza dell’esperienza orchestrale, resa accessibile da un metodo pratico e immediato. Suonare insieme diventa uno strumento per contrastare il disagio e la dispersione scolastica, rafforzare la consapevolezza di sé e far emergere capacità spesso ancora inespresse.

Il lavoro dell’Orchestra punta in particolare a coinvolgere i bambini e i ragazzi che vivono situazioni di difficoltà, aiutandoli a sviluppare competenze, attitudini e capacità relazionali. Nel gruppo imparano a collaborare, ad ascoltare gli altri e a riconoscere il valore del proprio contributo. La musica diventa così qualcosa di più di una disciplina artistica: è un esercizio quotidiano di cittadinanza. I ragazzi acquisiscono senso di responsabilità, imparano a rapportarsi con gli adulti e concentrano il proprio interesse su un’attività capace di allontanarli da occupazioni meno sane. Alle attività musicali si sono aggiunti negli anni il sostegno scolastico, i laboratori educativi e le visite sul territorio, sempre offerti gratuitamente. L’Orchestra è diventata così un centro di riferimento per i minori, con un’attività educativa ampia e articolata.

Dal 2022 è nata anche una Junior Orchestra, composta da una trentina di musicisti, soprattutto bambini tra i 7 e i 13 anni, affiancati da alcuni adulti. Dal 2023 sono state inoltre attivate borse di studio e lavoro destinate a nove ragazzi cresciuti all’interno dell’ensemble, per aiutarli a proseguire gli studi in conservatorio e ad avvicinarsi professionalmente al mondo della musica. Alcuni dei giovani entrati nel progetto nei primi anni frequentano oggi il liceo musicale o il conservatorio e stanno costruendo una vera carriera artistica. Quella che era cominciata come una scommessa ha attraversato oltre dieci anni di attività. Nel 2024 l’Orchestra coinvolgeva complessivamente circa settanta persone, provenienti da contesti sociali e quartieri diversi della città, e ha celebrato il proprio decennale al Teatro Trianon Viviani. Nello stesso anno ha partecipato al concerto “A Napoli la musica cambia” al Teatro San Carlo, insieme con altre orchestre sociali nate nei quartieri della città, in una formazione che ha riunito complessivamente duecento musicisti.

Nel giugno del 2025 i giovani musicisti, diretti ancora una volta da Giuseppe Mallozzi, hanno affrontato anche i Carmina Burana di Carl Orff nel Complesso monumentale di Sant’Anna dei Lombardi, insieme con il Coro della Società Polifonica Pietrasanta. Tra gli orchestrali erano presenti anche bambini appena entrati nel progetto, chiamati subito a vivere l’emozione e la responsabilità di una grande esecuzione pubblica. Nel corso degli anni l’Orchestra ha accolto anche ragazzi con percorsi complessi, offrendo loro un luogo nel quale ricominciare. Alcuni sono rimasti per poco tempo, altri hanno proseguito gli studi musicali. Anche quando l’esperienza si interrompe, spiegano i responsabili del progetto, resta un legame affettivo e un punto di riferimento per la vita.

In un territorio raccontato troppo spesso attraverso i suoi problemi, il progetto di questa orchestra ci mostra cosa può accadere quando ai ragazzi vengono affidati strumenti, e fiducia. Realtà come questa meritano di essere conosciute, replicate e sostenute. Chi desidera contribuire può collegarsi al sito ufficiale dell’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli, dove sono disponibili tutte le informazioni per devolvere il 5 per mille: www.osqs.it.

 

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