Nel nord della Cina, ai margini del deserto del Gobi, esattamente ad Ulanqab, dove quasi metà dell’elettricità proviene dall’eolico e dal solare, sta prendendo forma quello che punta a diventare uno dei più grandi data center al mondo per superficie. Si chiama Envision Galaxy Campus e la sua caratteristica più interessante riguarda il sistema di raffreddamento dei server: al posto dell’acqua, l’impianto utilizza un liquido refrigerante a base di alcol industriale, che permette, secondo i responsabili, di raffreddare le apparecchiature senza consumare risorse idriche, inoltre oltre l’80% dell’energia necessaria arriverà direttamente dai propri impianti eolici.
Il progetto fa parte della gigantesca espansione delle infrastrutture informatiche che sta trasformando Ulanqab in uno dei principali poli tecnologici cinesi. Nella città, che conta meno di due milioni di abitanti, è prevista la realizzazione di quasi 90 data center, destinati a sostenere la crescente domanda di capacità di calcolo dell’intelligenza artificiale. Nel parco industriale di Bayin sono già presenti strutture riconducibili ad alcuni dei maggiori gruppi tecnologici del Paese, tra cui Huawei, gigante delle telecomunicazioni e dei semiconduttori, Kuaishou, una delle principali piattaforme cinesi di video e social media, e VNET, società specializzata in infrastrutture digitali e servizi cloud. A pochi chilometri dal parco di Bayin sorge l’Envision Galaxy Campus, pensato per ospitare server e processori destinati all’intelligenza artificiale e ai servizi cloud.
La CNN ha visitato il complesso, incontrando Ricky Zheng, direttore generale del progetto, che ha illustrato le soluzioni adottate per affrontare due delle maggiori difficoltà dell’industria dell’intelligenza artificiale, la disponibilità di elettricità e quella di acqua.
I data center sono grandi strutture che ospitano migliaia di server, computer che lavorano ininterrottamente per elaborare e conservare informazioni. Con la diffusione dell’intelligenza artificiale, la loro potenza di calcolo è aumentata enormemente, insieme alla quantità di calore generata dai processori. Mantenere queste apparecchiature alla temperatura corretta richiede sistemi di raffreddamento sempre più sofisticati, che in molti impianti tradizionali utilizzano acqua attraverso torri evaporative. In questi sistemi una parte dell’acqua evapora per disperdere il calore e deve essere continuamente reintegrata. Il consumo può essere considerevole; per dare un ordine di grandezza, Microsoft ha stimato che l’adozione di un sistema di raffreddamento senza evaporazione possa evitare l’utilizzo di oltre 125 milioni di litri d’acqua all’anno per singolo data center, rispetto ai consumi medi utilizzati dall’azienda come riferimento nel 2024. Si tratta di una stima progettuale, che varia in funzione delle dimensioni dell’impianto e della tecnologia sostituita, ma che permette di comprendere quanto la gestione del raffreddamento possa incidere sull’utilizzo delle risorse idriche.
Il Galaxy Campus cinese affronta il problema attraverso una combinazione di soluzioni tecnologiche e condizioni geografiche favorevoli. Ulanqab, il luogo dove si trova è in una regione caratterizzata da temperature relativamente basse per buona parte dell’anno, un vantaggio naturale che riduce il lavoro richiesto ai sistemi di raffreddamento. A questo si aggiunge l’impiego di un refrigerante a base di alcol industriale, che secondo Envision consente di eliminare il consumo d’acqua nel processo di raffreddamento.
La prima fase del complesso è stata inaugurata nell’agosto 2026. Il progetto comprende una struttura di 120.000 metri quadrati e prevede, nelle successive fasi di espansione, una capacità elettrica superiore a 2 gigawatt. L’azienda punta inoltre ad alimentare direttamente oltre l’80% dell’impianto attraverso parchi eolici di sua proprietà, utilizzando batterie per accumulare energia e sistemi elettronici avanzati per regolare la potenza destinata ai server.
Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), nel 2025 i data center hanno consumato circa 485 terawattora di elettricità nel mondo, una quantità destinata quasi a raddoppiare entro il 2030, raggiungendo circa 950 terawattora. Per i centri dedicati specificamente all’intelligenza artificiale, il consumo elettrico potrebbe addirittura triplicare nello stesso periodo. La crescita delle infrastrutture informatiche avrà quindi conseguenze rilevanti sulle reti elettriche, sulla produzione di energia e sulla disponibilità di risorse naturali. L’acqua rappresenta una delle questioni più delicate, soprattutto nelle regioni in cui le nuove installazioni si aggiungono ai consumi delle città, dell’agricoltura e dell’industria.
Eliminare l’evaporazione durante il raffreddamento, tuttavia, significa ridurre il consumo idrico diretto dell’impianto, e non necessariamente azzerare tutta l’acqua necessaria al suo funzionamento. Occorre considerare anche quella utilizzata per produrre elettricità, fabbricare i componenti elettronici e costruire le infrastrutture. Inoltre, i sistemi di raffreddamento che rinunciano all’evaporazione possono richiedere più energia elettrica per disperdere il calore. La valutazione ambientale deve quindi considerare contemporaneamente acqua, energia e condizioni climatiche locali. Per il Galaxy Campus, in particolare, saranno necessari dati operativi indipendenti per verificare il consumo idrico effettivo del sistema dichiarato dall’azienda e quantificarne i benefici rispetto alle tecnologie convenzionali. Resta il fatto che l’industria dell’intelligenza artificiale sta iniziando a intervenire su una delle principali criticità ambientali delle proprie infrastrutture.





