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Il festival che ha proiettato un film in sala a velocità 1,5x

beppegrillo.it - Maggio 31, 2026

Un festival del cinema in Canada ha portato in sala una pratica ormai comune sulle piattaforme digitali, guardare un contenuto a velocità accelerata. È accaduto a Montréal, durante la 44ª edizione dei Rendez-vous Québec Cinéma, con una proiezione speciale del film “Amour apocalypse”, scritto e diretto da Anne Émond. L’iniziativa era pensata per aprire una discussione sulle nuove abitudini di visione della Generazione Z.

Il film, della durata originale di 100 minuti, è stato mostrato in versione accelerata a 1,5x. Nella stessa giornata era prevista anche una proiezione tradizionale, a velocità normale.

Secondo gli organizzatori, l’esperimento nasce dall’osservazione di comportamenti ormai diffusi tra i più giovani, abituati a guardare video, serie, podcast e contenuti online a velocità aumentata, oppure in formati brevi e ad alto ritmo. Il festival ha spiegato di voler usare questa modalità per interrogare il rapporto tra nuove generazioni e cinema, portando dentro la sala una pratica nata sugli schermi personali. La tavola rotonda collegata all’iniziativa si intitolava Gen Z apocalypse e affrontava proprio il tema del consumo accelerato, del binge-watching e dei formati brevi.  La direttrice dei Rendez-vous Québec Cinéma, Laura Rohard, ha presentato l’iniziativa come un modo per capire meglio come le nuove generazioni interagiscono con i film. L’obiettivo dichiarato era aprire un dialogo, usando una proiezione volutamente insolita per mostrare l’impatto delle nuove abitudini di visione sull’esperienza cinematografica.

Anche Anne Émond, regista di Amour apocalypse, ha partecipato alla discussione. Émond ha ricordato che molte delle conversazioni più interessanti nate attorno al film sono avvenute proprio con membri della Generazione Z, aggiungendo che il cinema del Québec può ancora parlare ai giovani, a condizione di riuscire a raggiungerli nei modi giusti. La regista ha comunque precisato di non considerare i film opere pensate per essere viste a velocità accelerata, pur accettando l’esperimento come occasione di confronto.

La scelta del festival ha attirato attenzione proprio perché tocca uno dei nodi centrali del consumo culturale contemporaneo. La velocità accelerata è ormai una funzione normale su molte piattaforme, usata per risparmiare tempo o attraversare più contenuti nello stesso intervallo. Portarla in una sala cinematografica cambia però il contesto, perché il cinema resta legato a un tempo condiviso, deciso dall’opera e vissuto collettivamente dal pubblico. L’esperimento dei Rendez-vous Québec Cinéma non è stato presentato come un nuovo standard per il cinema, bensì come una provocazione culturale. Il punto era osservare cosa accade quando un’abitudine digitale privata entra in uno spazio tradizionalmente costruito sull’attenzione, sulla durata e sull’immersione. In questo senso, la proiezione di Amour apocalypse a 1,5x racconta il modo in cui la Generazione Z, cresciuta tra piattaforme digitali, sta modificando anche le domande che l’industria culturale si pone sul futuro del pubblico.

Una proiezione a 1,5x può sembrare una trovata pubblicitaria, invece racconta qualcosa di molto più significativo, sul nostro rapporto con l’attenzione e con l’attesa, in un tempo in cui tutto deve arrivare prima e ogni lentezza viene vissuta come un ostacolo; il cinema ricorda ancora una cosa semplice: alcune esperienze hanno bisogno del loro tempo.

 

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