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Cina e India spingono il sorpasso delle rinnovabili

beppegrillo.it - Maggio 25, 2026

Il mondo ha bisogno di elettricità, e sempre di più. I veicoli elettrici e i data center consumano quantità crescenti di energia, come emerge dal rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia pubblicato ad aprile sul settore energetico globale. Secondo l’AIE, la domanda globale di energia è cresciuta più lentamente nel 2025 rispetto al 2024, con un aumento dell’1,3%. La domanda globale di elettricità, invece, è aumentata di circa il 3%, confermando l’ingresso in quella che l’agenzia definisce “l’era dell’elettricità”.

Le fonti a basse emissioni stanno assumendo un ruolo sempre più importante. Solare, eolico, e altre rinnovabili hanno coperto quasi il 50% della crescita della domanda globale di energia, mentre il solare fotovoltaico da solo ha contribuito per oltre un quarto. In un’analisi parallela, il think tank Ember ha rilevato che nel 2025 la domanda globale di elettricità è aumentata di 849 terawattora, con il solare che ha coperto da solo il 75% di questo incremento. Ember ha analizzato i dati di 91 Paesi, che rappresentano circa il 93% della domanda elettrica globale.

Secondo Ember, nel 2025 le rinnovabili hanno superato per la prima volta un terzo della produzione elettrica globale, arrivando a superare leggermente il carbone. L’AIE conferma la tendenza, pur usando una formulazione più cauta, secondo cui le rinnovabili hanno ormai quasi raggiunto il carbone nel mix elettrico globale.

I principali motori di questo cambiamento sono stati la Cina e l’India.

Pur continuando a crescere economicamente, i due Paesi hanno registrato solo un leggero aumento, o addirittura un calo, della domanda di carbone e petrolio. Entrambi stanno portando avanti da anni una forte espansione delle energie rinnovabili.

La Cina consuma circa il 30% di carbone in più rispetto a tutto il resto del mondo messo insieme, eppure nel 2025 la produzione elettrica cinese da carbone è diminuita di circa l’1,5%. Secondo Ember, anche la quota di elettricità generata da combustibili fossili in Cina è calata, mentre la domanda elettrica continuava a crescere. Il dato colpisce ancora di più se si considera che nel 2025 la Cina ha messo in funzione quasi 80 gigawatt di nuova capacità da centrali a carbone, il livello più alto degli ultimi anni. Secondo l’AIE, queste centrali servono soprattutto a coprire i picchi di domanda e a rafforzare la sicurezza energetica. Nello stesso periodo, però, l’espansione delle rinnovabili è stata molto più ampia. La Cina ha installato circa 315 gigawatt di nuova capacità solare e 119 gigawatt di nuova capacità eolica. Ember stima per il solare cinese un dato ancora più alto, pari a circa 378 gigawatt.

Una delle ragioni principali del calo del carbone in Cina è il rallentamento del settore immobiliare. Le industrie siderurgiche e del cemento consumano meno carbone, e questo suggerisce che una parte del declino possa diventare strutturale. Allo stesso tempo, la Cina continua ad avere bisogno di carbone per l’industria chimica e per la produzione di materie plastiche. Anche il petrolio ha mostrato segnali di rallentamento nel 2025. La domanda globale è aumentata dello 0,7%, meno rispetto agli anni precedenti, mentre l’elettrificazione del trasporto su strada e l’uso crescente dei biocarburanti hanno frenato la crescita dei consumi. In Cina, il carburante per aerei è stato il principale settore dei trasporti ancora in aumento, mentre benzina e diesel sono rimasti sostanzialmente stabili.

L’India ha beneficiato anche di condizioni meteorologiche favorevoli. Nel 2025 una stagione dei monsoni precoce e intensa ha ridotto il fabbisogno di energia per il raffreddamento e per il pompaggio dell’acqua in agricoltura. Le piogge abbondanti hanno inoltre aumentato la produzione idroelettrica. Secondo l’AIE, la produzione elettrica da carbone in India è diminuita di circa il 3%, un evento raro nella storia energetica del Paese.

In Cina era tutto pianificato, in India è stato solo merito del clima? La risposta è più complessa. Anche l’India ha investito molto nelle energie rinnovabili. Secondo l’AIE, la domanda di petrolio del Paese è cresciuta solo dello 0,6% nel 2025, anche grazie al maggiore uso di biocarburanti nel trasporto su strada.

Come ricorda il sito Utopia, l’India, storicamente legata al carbone, è diventata il terzo mercato mondiale per le energie rinnovabili. Tra aprile 2025 e marzo 2026 ha installato 44,61 gigawatt di nuova capacità solare e 6,05 gigawatt di eolico, secondo i dati diffusi dal governo indiano.

Nel 2025, il consumo globale di combustibili fossili è diminuito per la prima volta in un anno di forte crescita economica. I principali motori di questo sviluppo sono stati Cina e India. 

Il quadro globale mostra un cambiamento ancora fragile, però molto significativo. Il consumo di combustibili fossili è aumentato solo leggermente nel 2025, mentre la produzione elettrica da fonti fossili è diminuita dello 0,2%. Per la prima volta in oltre un secolo, secondo Ember, le rinnovabili hanno generato più elettricità del carbone a livello globale.

Nei Paesi OCSE, il picco delle emissioni legate alla produzione elettrica da combustibili fossili è ormai alle spalle. La quota dei combustibili fossili nel mix elettrico dell’OCSE è in calo dal 2007, mentre rinnovabili e nucleare coprono una parte crescente della domanda.

Secondo l’AIE, la domanda di petrolio è cresciuta nel 2025 a un ritmo più lento rispetto al passato. Una delle ragioni è la diffusione dei veicoli elettrici, che sta riducendo la crescita della domanda nel trasporto su strada. Nel 2025 le auto elettriche vendute nel mondo hanno superato i 20 milioni di unità e hanno rappresentato circa un quarto di tutte le nuove auto vendute.

Il consumo mondiale di carbone è aumentato solo dello 0,4% rispetto al 2024. Gli Stati Uniti rappresentano una delle principali eccezioni, con un aumento del 10% dovuto soprattutto al maggiore uso del carbone nella produzione elettrica, favorito dai prezzi più alti del gas e dalla crescita della domanda di elettricità.

Anche il gas ha rallentato. Dopo il +2,8% del 2024, la domanda globale è aumentata dell’1% nel 2025. In Europa il consumo è cresciuto soprattutto per effetto di un inverno più freddo e di una maggiore produzione elettrica da gas, in un contesto di minore disponibilità di eolico e idroelettrico.

A tutto questo si aggiunge l’ascesa dei sistemi di accumulo a batteria, che secondo l’AIE sono oggi la tecnologia energetica in più rapida crescita. Nel 2025 sono stati installati 108 gigawatt di nuova capacità di accumulo, il 40% in più rispetto al 2024. Questo riduce progressivamente una delle principali incertezze dell’eolico e del solare. Quando il vento cala o il sole non produce, l’energia accumulata nelle batterie può contribuire a stabilizzare la rete. Per Ember, questo passaggio potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase. Nicolas Fulghum, senior data analyst del think tank, ha spiegato che per decenni la crescita della domanda di elettricità ha significato anche crescita della produzione da fonti fossili. Ora il mondo si sta muovendo verso uno scenario diverso, in cui l’aumento della domanda elettrica può essere coperto sempre di più da fonti pulite.

Un solo anno resta un periodo troppo breve per parlare di svolta definitiva. Il segnale però è forte. La domanda di carbone, petrolio e gas comincia a separarsi dalla crescita dell’elettricità. È una buona notizia per lo sviluppo delle energie rispettose del clima, anche se molti osservatori ricordano che la transizione dovrebbe procedere con maggiore velocità.

La Cina è all’avanguardia nell’espansione dei sistemi di accumulo a batteria. 

La Cina è ancora una volta in testa anche nell’espansione dei sistemi di accumulo. Nel 2025 ha rappresentato circa il 60% della nuova capacità globale di batterie, superando di gran lunga gli Stati Uniti, che pure hanno installato molti sistemi di accumulo. Le batterie stanno diventando sempre più importanti anche nei data center, dove servono come riserva per coprire brevi interruzioni di corrente. Nel complesso, data center e veicoli elettrici sono tra i fattori che spingono verso l’alto la domanda globale di elettricità. Il think tank Ember sottolinea il declino del peso del carbone nella produzione elettrica globale e la crescita rapidissima dei parchi solari. L’Asia resta l’unica grande regione in cui il carbone conserva ancora un ruolo centrale. Proprio per questo, ciò che accade in Cina e in India conta più di ogni altra cosa: se la loro domanda elettrica continua a crescere mentre carbone e petrolio rallentano, la transizione energetica mondiale entra in una fase nuova.

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