Alla Salamanca High School, nello Stato di New York, dal prossimo autunno gli studenti potrebbero trovarsi davanti a un nuovo assistente scolastico, un robot umanoide capace di conversare, mostrare espressioni facciali e interagire in tempo reale con gli studenti. Il progetto pilota, previsto per l’autunno del 2026, introdurrà nella scuola un robot della serie M di Realbotix (del costo di 57.590 dollari) soprannominato Sally, insieme a Optio, un assistente didattico basato sull’intelligenza artificiale. Secondo l’azienda produttrice, il distretto scolastico di Salamanca sarebbe il primo negli Stati Uniti a sperimentare contemporaneamente un robot umanoide e un tutor educativo alimentato dall’IA. Il sistema dovrebbe offrire percorsi di apprendimento personalizzati ed essere accessibile virtualmente agli studenti anche fuori dall’orario scolastico. L’azienda Realbotix sostiene che la tecnologia verrà utilizzata in un ambiente controllato e supervisionato, soprattutto all’interno delle attività STEM dedicate a scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.
L’iniziativa ha però suscitato una dura opposizione da parte degli insegnanti, preoccupati per la gestione dei dati degli studenti, le capacità di registrazione del dispositivo e il ruolo che il robot potrebbe assumere all’interno delle classi. La Salamanca Teachers’ Association ha chiesto al distretto di sospendere il progetto fino a quando i docenti e le famiglie non avranno ricevuto informazioni più precise sul funzionamento del software e sulle misure previste per proteggere la privacy degli studenti: “Quello di cui abbiamo bisogno nelle nostre scuole sono più adulti premurosi e più connessione umana”, ha dichiarato al The Guardian Melinda Person, presidente della New York State United Teachers. Secondo il sindacato, un robot progettato per simulare una relazione umana rischia di impoverire il rapporto educativo e di disumanizzare la professione dell’insegnante. Anche il Dipartimento dell’Istruzione dello Stato di New York ha espresso serie riserve. L’agenzia ha riferito di aver contattato il distretto scolastico, sollevando questioni legate alla privacy, alle tutele necessarie e al rischio che il robot possa svolgere attività che dovrebbero restare sotto la responsabilità di professionisti qualificati. “La tecnologia può e deve sostenere insegnanti e studenti, ma non dovrebbe sostituire il giudizio umano e la responsabilità essenziali per un ambiente di apprendimento sicuro ed efficace”, ha dichiarato un rappresentante del dipartimento.
La controversia riguarda anche il luogo scelto per la sperimentazione. La Salamanca High School si trova nel territorio Allegany della Nazione Seneca e quasi il 40% dei suoi studenti è nativo americano. Alcuni residenti e membri della comunità Seneca hanno giudicato culturalmente insensibile la decisione di sperimentare una tecnologia così controversa proprio in una scuola frequentata da molti giovani nativi americani. Le critiche si inseriscono nella memoria ancora viva delle scuole residenziali nelle quali, per generazioni, i bambini nativi americani furono separati dalle famiglie e sottoposti a programmi educativi finalizzati all’assimilazione culturale. Sierra May Abrams, insegnante supplente e residente della zona, ha accusato le autorità di avere scelto ancora una volta i bambini nativi americani come soggetti di una sperimentazione. Alyson Brown, membro della Nazione Seneca, ha ricordato che molte famiglie locali hanno parenti che frequentarono la Thomas Indian School, un istituto residenziale situato nel territorio di Cattaraugus.
A rendere il progetto ancora più discusso è la storia della società produttrice. Realbotix, precedentemente chiamata Tokens.com e attiva nel settore delle criptovalute, nel 2024 ha acquistato per 16,7 milioni di dollari Simulacra, società collegata alla produzione di bambole realistiche attraverso Abyss Creations. L’azienda ha respinto qualsiasi collegamento tra questi prodotti e il programma scolastico, precisando che il robot destinato a Salamanca è stato progettato per applicazioni educative e che non sostituirà gli insegnanti.
Il caso di Salamanca rappresenta uno dei primi grandi conflitti sull’ingresso dei robot umanoidi nelle scuole; negli Stati Uniti cresce già la preoccupazione di genitori, insegnanti ed esperti per l’impiego dell’intelligenza artificiale nell’istruzione, soprattutto in assenza di prove consolidate sui suoi benefici per lo sviluppo cognitivo e sociale dei ragazzi.





