27

Jan
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube
E-mail
EMAIL

 

[email protected]

Il Blog di Beppe Grillo Blog ufficiale di Beppe Grillo con articoli, approfondimenti ed opinioni
PER LA TUA PUBBLICITÀ

 

[email protected]

Menu   ≡ ╳
  • HOME
  • IO GRIDO
  • CERVELLI
  • TERRA FUTURA
  • COSE PREZIOSE
  • MOBILITA’
  • SALUTE
  • VIDEO
  • ARCHIVIO
    • 2005
    • 2006
    • 2007
    • 2008
    • 2009
    • 2010
    • 2011
    • 2012
    • 2013
    • 2014
    • 2015
    • 2016
  • CONTATTI
☰
Il Blog di Beppe Grillo
Home > CERVELLI
31 views 4 min 0 Comment

L’economia dell’oblio

beppegrillo.it - Gennaio 6, 2026
di Igor G. Cantalini

Per anni l’economia digitale ha funzionato secondo una regola semplice: esserci sempre. Postare, commentare, lasciare tracce, accumulare dati. Ogni gesto online diventava informazione, ogni informazione valore economico. Più eri visibile, più eri monetizzabile; oggi questa logica mostra i suoi limiti. Troppa esposizione produce rumore stress e vulnerabilità,  e soprattutto perde valore.

Sta emergendo un modello diverso, ancora poco raccontato, che potremmo chiamare economia dell’oblio. Un’economia fondata sulla sottrazione, sul non esserci, sulla possibilità di sparire. Non come rifiuto della tecnologia, ma come scelta razionale in un ambiente ormai saturo.

Nell’economia dell’oblio il bene scarso è il silenzio. Il valore si sposta dall’esposizione all’assenza, la memoria infinita lascia spazio alla cancellazione selettiva. In un mondo in cui ogni gesto viene registrato, archiviato e indicizzato, la possibilità di non lasciare tracce assume il valore di un lusso. Lo vediamo già nelle piattaforme più diffuse, Spotify, Youtube etc… I servizi gratuiti ti espongono, ti interrompono, ti profilano, se paghi invece, compri continuità, fluidità, invisibilità commerciale. Stai pagando per avere di men, meno pubblicità, meno interferenze, meno sorveglianza.. Il silenzio diventa premium.

Lo stesso meccanismo si estende ai dati personali. Paghi per non essere tracciato, per non essere profilato, per non essere analizzato in tempo reale. La pubblicità si trasforma in una tassa sull’esposizione, l’oblio in un servizio, l’accesso resta gratuito, la sparizione no.

Anche la tecnologia si sta adattando, nascono sistemi progettati per dimenticare, archivi temporanei, messaggi che si autodistruggono, (vedi le nuove funzioni su Whatsapp) identità digitali leggere e intermittenti. Non tutto deve durare per sempre e non tutto deve essere ricordato.

Attorno a questo cambio di paradigma stanno emergendo nuove professioni, spesso poco visibili ma in rapida crescita. Esperti di pulizia delle tracce digitali, che rimuovono contenuti, collegamenti, vecchi profili e dati indicizzati dai motori di ricerca. Consulenti di reputazione inversa, che non lavorano per aumentare la visibilità ma per ridurla e distribuirla nel tempo. Architetti della privacy e dell’anonimato, chiamati a progettare sistemi e piattaforme che raccolgano il minimo indispensabile di dati e li eliminino automaticamente.

Secondo stime di mercato citate in report internazionali sulla privacy digitale, i servizi legati alla gestione dei dati personali e alla riduzione dell’esposizione crescono con tassi annui superiori al 20%, in un settore che vale già decine di miliardi di dollari a livello globale. A queste figure si affiancano tecnici specializzati in cancellazione selettiva, crittografia temporanea, gestione di archivi a scadenza e consulenza legale sul diritto all’oblio.

Questo cambiamento ha conseguenze profonde anche sul piano sociale: sapere quando apparire e quando sparire diventa una competenza di base, decidere cosa resta e cosa no. Governare la propria dissolvenza digitale assume lo stesso peso che aveva la presenza sui social nella fase precedente. L’economia dell’oblio trasforma la memoria in una risorsa selettiva, consapevole e costosa; in un ambiente informativo sovraccarico, il valore si concentra nella capacità di sottrarre e di scegliere cosa conservare. Il futuro appartiene a chi governa la cancellazione con precisione e responsabilità.

Sparire diventa una scelta di presenza consapevole, significa decidere dove e come esistere, in un mondo che spinge verso una presenza continua, l’assenza assume il valore di una forma concreta di libertà.

 

 

L’AUTORE

Igor G. Cantalini – Esperto di comunicazione e marketing digitale di 45 anni, laureato in Scienze della Comunicazione, ha lavorato con brand di fama nazionale e internazionale, specializzandosi successivamente in Intelligenza Artificiale. Scrittore e divulgatore, pubblica articoli su  vari temi.

PREVIOUS

Come la tassa europea sul carbonio cambierà il commercio e gli acquisti

NEXT

Piccolo è bello
Related Post
Novembre 5, 2018
Sustainable City, la città sostenibile
Febbraio 23, 2019
La Cina accelera sugli aumenti salariali per diminuire il risparmio precauzionale
Maggio 22, 2018
18 tra le menti più innovative al mondo al TEDx di Roma
Dicembre 12, 2023
Il lavoro deve essere ripensato
Comments are closed.

TERRA FUTURA

Il Blog di Beppe Grillo
L’IA di Google si affida a Youtube per i consigli sulla salute
Il Blog di Beppe Grillo
16 morti sul lavoro dall’inizio del 2026
Il Blog di Beppe Grillo
Perché vietare i social agli under 16 non risolve i problemi reali
Il Blog di Beppe Grillo
Più tasse per i super ricchi. L’appello di 400 milionari.
Il Blog di Beppe Grillo
Il 2026 segna la svolta dell’IA sul lavoro, a rischio i neolaureati
Il Blog di Beppe Grillo
La violenza ha creato il capitalismo?
Il Blog di Beppe Grillo
Smartphone e salute mentale dei giovani: un equilibrio difficile ma necessario
Il Blog di Beppe Grillo

CONTATTI

Per inviare messaggi, comunicati stampa, segnalazioni, richieste di interviste, denunce o lettere aperte a Beppe Grillo: [email protected]

PUBBLICITA'

Per la tua pubblicità su questo Blog: [email protected]
  • HOMEPAGE
  • COOKIE POLICY
  • PRIVACY POLICY
  • CONTATTI
© Copyright 2025 - Il Blog di Beppe Grillo. All Rights Reserved - Powered by happygrafic.com