di Petra Reski
Venezia è un’isola? Non per la politica italiana. Quando nel 2022 la Costituzione è stata modificata per compensare gli svantaggi dell’abitare su un’isola, sono state elencate isole come il Lido, Murano, Burano … ma non Venezia. Il pretesto: il ponte che collega Venezia alla terraferma. Una logica che, grazie al tunnel sotto la Manica, renderebbe terraferma persino la Gran Bretagna.
Vivere su un’isola non significa solo rinunciare alle comodità. Può anche significare morire mentre si va in ospedale, perché il trasporto richiede troppo tempo. Oppure che scuole e asili chiudano.
Perché la politica italiana non considera Venezia un’isola, mentre persino i corrieri applicano un sovrapprezzo per consegnare pacchi a chi vive su un’«isola» come Venezia? Perché al riconoscimento dell’identità di Venezia dovrebbero seguire anche dei fatti. Ma per i politici che ci governano Venezia non è altro che la mucca da mungere – e i pochi veneziani rimasti sono l’ultimo ostacolo da eliminare. Un obiettivo che, vista la perdita di mille abitanti all’anno, sarà presto raggiunto.





