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Più giorni di ferie se si viaggia in modo sostenibile

beppegrillo.it - Agosto 17, 2024

Giorni di ferie extra ai dipendenti che optano per un trasporto sostenibile durante le vacanze. E’ la nuova tendenza che arriva dal Regno Unito.

L’iniziativa, chiamata Climate Perks, è nata nel Regno Unito qualche anno fa, per premiare i dipendenti le cui scelte sono più sostenibili, e che decidono di spostarsi in treno, bicicletta, barca a vela…

A livello globale, i voli aerei sono la fonte di gas serra in più rapida crescita, eppure solo meno del 20% della popolazione mondiale ha mai volato.  Rispetto ad altri comportamenti rispettosi del pianeta, volare di meno è una delle azioni più potenti che possiamo intraprendere per ridurre le emissioni di carbonio. Un volo di andata e ritorno in classe economica da Londra a New York emette circa 0,67 tonnellate di CO2 per passeggero, secondo il calcolatore dell’ente per l’aviazione civile delle Nazioni Unite, l’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO). Prendere un volo di andata e ritorno genera più CO2 di quanto i cittadini di alcuni paesi producano in un anno. Viaggiare in treno o in barca emette dall’85 al 95% in meno di carbonio rispetto all’aereo.

Per questo Climate Perks ha deciso di collaborare con i datori di lavoro attenti al clima per offrire “giorni di viaggio” retribuiti al personale che viaggia in vacanza in treno, pullman o nave anziché in aereo, consentendo loro di agire secondo i propri valori. In cambio, i datori di lavoro ricevono l’accreditamento Climate Perks come riconoscimento della loro leadership climatica.

Modi per ridurre le emissioni di carbonio secondo Climate Perks

L’iniziativa è già stata adottata da dozzine di aziende, non solo marchi ecologici (Friends of the Earth, The Climate Coalition), ma anche aziende della City, agenzie di marketing, marchi di moda e  studi contabili. Il numero minimo di giorni di viaggio sostenibili è di due, ma alcune aziende lo hanno aumentato a quattro o addirittura sei, con molti che riferiscono di aver aumentato il coinvolgimento e la soddisfazione del personale.

Climate Perks sta man mano prendendo piede oltre i confini del Regno Unito, ( ora inizia a stabilirsi anche in Svizzera) anche perchè le nuove generazioni sono molto più attente alle aziende per cui lavorano. In un recente sondaggio condotto su 1.000 lavoratori Millennial e della Generazione Z, l’86% degli intervistati ha affermato che rimarrebbe più a lungo in un’azienda trasparente su come sta riducendo il suo impatto sull’ambiente. L’idea per la campagna Climate Perks è nata da una ricerca che ha scoperto che, mentre il 50% delle persone afferma di voler ridurre la quantità di voli in risposta alla crisi climatica, solo il 3% lo sta effettivamente facendo. I ricercatori hanno identificato l’ostacolo principale nel tempo: le persone che non vogliono interrompere le loro vacanze intraprendendo un viaggio più lento e a basso impatto da e verso la loro destinazione.

“Le aziende non dovrebbero vedere questi giorni extra facoltativi come ferie annuali aggiuntive, afferma Emma Kemp, responsabile della campagna Climate Perks, ma come un vantaggio filantropico separato che attirerà i dipendenti eco-consapevoli”.

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