A Malta il governo ha scelto una strada inedita per affrontare uno dei problemi più difficili delle città moderne: il traffico. Invece di introdurre soltanto nuovi divieti o aumentare i costi per chi utilizza l’auto, il governo maltese ha deciso di offrire un incentivo economico ai giovani disposti a rinunciare alla patente per cinque anni.
Il programma, chiamato “Driving Licence Surrender Scheme” (Programma di riconsegna della patente di guida) , prevede un contributo totale di 25 mila euro per chi restituisce volontariamente la propria patente e accetta di non guidare per un periodo di cinque anni. La somma viene distribuita in cinque rate annuali da 5 mila euro, così da mantenere l’impegno nel tempo. L’iniziativa è rivolta ai residenti a Malta con un’età massima di 30 anni, in possesso di una patente maltese da almeno dodici mesi e residenti sull’isola da almeno sette anni. La patente viene sospesa per tutta la durata del programma e chi decide di tornare alla guida dopo il periodo previsto dovrà completare 15 ore di formazione presso una scuola guida autorizzata. Il governo maltese ha stanziato 5 milioni di euro per il progetto, che funziona sulla base del principio “primo arrivato, primo servito”. L’obiettivo dichiarato è ridurre il numero di persone che possiedono e utilizzano un’automobile, diminuendo di conseguenza il numero di veicoli presenti sulle strade.
Malta è uno dei territori più densamente popolati d’Europa. La crescita demografica, gli spazi limitati e un numero elevato di automobili hanno trasformato la congestione stradale in una delle principali sfide del Paese. Il ministro dei Trasporti Chris Bonett ha presentato il progetto come parte di una strategia più ampia chiamata “Reshaping our Mobility” (rimodellare la nostra mobilità), che punta a modificare il rapporto dei cittadini con l’automobile attraverso incentivi, trasporto pubblico e soluzioni innovative di mobilità. Secondo le autorità maltesi, alcune centinaia di giovani hanno già aderito alle prime fasi del programma, trasformando quella che sembrava una proposta provocatoria e distopica in un vero esperimento di politica urbana.
Il caso Malta arriva in un momento in cui molte città europee stanno ripensando il ruolo dell’automobile. Londra, ad esempio, ha scelto la strada della tariffazione degli ingressi nel centro urbano attraverso il sistema di congestion charge, con l’obiettivo di ridurre il numero di veicoli nelle aree più trafficate. Altre città stanno investendo nella “mobilità come servizio”, integrando autobus, biciclette, car sharing e sistemi digitali per rendere più semplice spostarsi senza possedere un’auto.
Oltre alla riduzione immediata del numero di automobili in circolazione, il progetto maltese introduce un elemento più profondo: l’idea di educare una nuova generazione a considerare l’automobile come una possibilità e non come una necessità. Per decenni, soprattutto nel Novecento, il possesso della macchina è stato associato a indipendenza, libertà e successo personale. Oggi, nelle grandi aree urbane, il rapporto tra giovani e automobile sta cambiando. Sempre più persone valutano la possibilità di muoversi attraverso una combinazione di trasporto pubblico, biciclette, servizi condivisi e mobilità digitale, considerando l’auto privata come un costo economico e un impegno da gestire. Secondo i dati dell’International Transport Forum dell’OCSE, in diversi Paesi europei la percentuale di giovani con patente di guida è diminuita rispetto alle generazioni precedenti. In Germania, ad esempio, la quota di persone tra i 18 e i 24 anni con patente è scesa rispetto agli anni Novanta, mentre in città come Londra, Parigi e Amsterdam molti giovani scelgono di vivere senza possedere un’automobile.
Il programma maltese prova quindi a intervenire proprio su questa fase della vita; offrire un incentivo economico per cinque anni può accompagnare un giovane verso un modello di mobilità diverso, creando nuove abitudini e dimostrando che è possibile organizzare la propria vita quotidiana anche senza un’auto privata.





