In un frutteto del Derbyshire, in Inghilterra, ci sono sedie che crescono a testa in giù. Sembrano oggetti usciti da una fiaba agricola, eppure sono vere. Le coltivano Alice e Gavin Munro, fondatori di Full Grown, un progetto nato nel 2006 con un’idea radicale, guidare gli alberi mentre sono vivi, accompagnarli nella crescita e trasformarli in mobili senza passare dal ciclo tradizionale del taglio, dell’assemblaggio e della produzione industriale. Full Grown descrive il proprio lavoro come un incontro tra natura, arte, scienza, orticoltura, manifattura e design.
Il processo richiede anni. I rami giovani vengono guidati sopra strutture di supporto, potati, orientati e innestati in punti precisi, fino a formare un unico pezzo solido. Una sedia può impiegare tra i sei e i nove anni per raggiungere la forma desiderata, poi viene raccolta, essiccata e rifinita. In alcuni casi il percorso arriva vicino ai dieci anni. Il risultato è un mobile cresciuto, più che costruito, dove la forma nasce dalla pazienza invece che dalla fabbrica.
L’idea arrivò a Gavin Munro da bambino, osservando un bonsai che gli sembrava una piccola sedia. Quel ricordo è rimasto lì, a maturare. Negli anni della giovinezza, segnati dalla sindrome di Klippel-Feil e da diversi interventi alla colonna vertebrale, Gavin ha imparato a convivere con tempi lunghi, attese, correzioni, adattamenti. Solo più tardi un amico gli fece notare quanto quella esperienza personale somigliasse al suo lavoro sugli alberi, modellati e innestati lentamente, su una scala temporale simile.
Prima di fondare Full Grown con Alice, Gavin aveva lavorato anche alla costruzione di mobili in California, usando legno galleggiante cucito insieme. Da lì nacque una domanda diversa. Perché prendere un albero, farlo crescere per decenni, abbatterlo, trasportarlo, tagliarlo, incollarlo, avvitarlo e lucidarlo, quando si può provare a farlo crescere già nella forma finale?
La coppia lavora con diverse specie, tra cui salice, quercia e frassino. Nel loro frutteto oggi crescono sedie, sgabelli, panchine, lampade e perfino lampadari. Alcuni pezzi sono esperimenti, altri diventano oggetti finiti. Il progetto procede con una lentezza quasi provocatoria, dentro un’epoca che misura tutto in velocità, consegne immediate e produzione seriale.
Una delle loro creazioni più note è la Gatti Chair, cresciuta in salice. Secondo Plant Heritage, la prima pianta fu messa a dimora nel 2009, poi tagliata a ceduo nel 2011, mentre i nuovi getti furono guidati nella forma della sedia dal 2012 in avanti. La sedia venne raccolta nel 2018 e oggi l’originale si trova in una collezione privata negli Stati Uniti. Una sua fusione in bronzo è stata scelta per il Plant Heritage Missing Collector Garden al RHS Chelsea Flower Show 2026.
Alice e Gavin Munro stanno anche preparando la Full Grown Academy, un percorso pensato per condividere le conoscenze accumulate in vent’anni di prove ed errori. L’obiettivo è aiutare altre persone a coltivare oggetti nei propri giardini, nei musei o in spazi educativi. Sul sito di Full Grown il programma viene annunciato per il 2026 con un invito quasi poetico, imparare a coltivare arte, panchine e, un giorno, sedie.








