
Cosa si nasconde dietro i nostri spostamenti quotidiani? Auto elettriche, app per la mobilità, sensori intelligenti, dati in tempo reale: ci sembrano conquiste tecnologiche naturali, quasi ovvie. Ma dietro questa nuova normalità si muove una trasformazione profonda, silenziosa, che riguarda il nostro modo di vivere, lavorare, connetterci.
Fabio Pressi, figura di primo piano nello sviluppo dei sistemi intelligenti per il trasporto in Italia, prova a raccontarla nel suo nuovo libro “Mobilità digitale. Una rivoluzione silenziosa nell’epoca delle connessioni forti”, pubblicato da Luiss University Press.
L’autore ha alle spalle una lunga esperienza operativa (da Infoblu ad A2A E-Mobility, passando per la presidenza di Motus-E) e oggi propone una riflessione attenta: la mobilità sta diventando sempre più un’infrastruttura digitale, e questo cambia tutto. Chi raccoglie i dati dei nostri spostamenti? Chi li controlla? A chi appartengono? Ogni volta che ci muoviamo generiamo dati: posizione, velocità, percorso, comportamenti. Secondo le stime dell’Unione Europea, il valore economico della “data economy” legata alla mobilità supererà i 1.000 miliardi di euro entro il 2030. Un valore enorme, gestito in larga parte da attori extraeuropei. Le grandi aziende tecnologiche, Google, Apple, Tesla, Amazon, hanno un ruolo dominante nei veicoli connessi e nei sistemi di bordo, Tesla, per esempio, raccoglie milioni di gigabyte al giorno dai suoi veicoli. Apple e Google integrano i propri sistemi operativi in milioni di automobili. Il rischio è che la mobilità, bene comune per eccellenza, venga gradualmente “assorbita” da interessi privati e piattaforme chiuse. Negli anni ’90, l’industria automobilistica europea controllava quasi il 40% del mercato globale. Oggi è scesa sotto il 20%, mentre la Cina domina la produzione di batterie e i veicoli elettrici, e gli Stati Uniti detengono la leadership sui software di guida e sulla gestione dei dati.
Nel libro, Fabio Pressi invita a riflettere su un futuro in cui l’Europa possa recuperare terreno, puntando su infrastrutture digitali aperte, regole chiare per l’uso dei dati e una visione strategica che metta al centro il cittadino.
Mobilità digitale non è un testo tecnico, ma un saggio accessibile, documentato, che offre chiavi di lettura utili per chiunque si interroghi sul futuro. Perché la mobilità riguarda tutti: non solo gli addetti ai lavori, ma chiunque viva in una città, si sposti, scelga un mezzo, navighi tra le opzioni offerte dalla tecnologia.
In un’epoca in cui tutto si muove fermarsi a pensare diventa un gesto necessario e questo libro ci aiuta a farlo.