Il Movimento Laudato Sì, insieme a più di 130 organizzazioni religiose e cristiane di 20 Paesi europei ha lanciato un appello alle istituzioni dell’Unione Europea dal titolo “Europe, Be Faithful for Our Common Home”, Europa, sii fedele alla nostra casa comune: la casa comune brucia, la dipendenza da carbone, petrolio e gas rende il continente fragile, e l’Europa deve tornare ai suoi principi fondativi, dignità umana, diritti, pace, bene comune, trasformandoli in una scelta politica concreta, quella di uscire dai combustibili fossili.
L’appello arriva in un momento delicato; l’Unione Europea discute il prossimo bilancio pluriennale, mentre cresce la pressione per alleggerire le norme ambientali e sociali. I promotori denunciano il rischio che la parola “semplificazione” diventi il nuovo nome della deregolamentazione. Il riferimento è anche al pacchetto Omnibus, presentato dalla Commissione europea per semplificare gli obblighi di sostenibilità e due diligence delle imprese. Le organizzazioni religiose temono che questo percorso possa indebolire gli impegni climatici, ridurre le tutele ambientali e sociali e aumentare la dipendenza dai combustibili fossili.
Nell’appello la cura del creato viene presentata come una responsabilità verso i poveri, gli anziani, i bambini, gli agricoltori colpiti da siccità e alluvioni, le persone senza casa, le famiglie in povertà energetica, le comunità del Sud globale e tutte le popolazioni esposte agli effetti più duri della crisi climatica. Papa Leone XIV, parlando alla COP30, ha ricordato che per queste persone il cambiamento climatico “non è una minaccia lontana” e che ignorarle significa negare la nostra umanità comune.
La campagna lanciata richiede azioni coraggiose:
-
Fine immediata di tutte le nuove esplorazioni di combustibili fossili
-
Una chiara strategia di eliminazione graduale: carbone entro il 2030, gas entro il 2035, petrolio entro il 2040
-
Fine dei sussidi alla ricerca e all’estrazione dei combustibili fossili e una tassa permanente sui profitti derivanti dai combustibili fossili
-
Una transizione equa che tuteli i lavoratori, le famiglie vulnerabili e le comunità
-
Finanziamenti climatici ambiziosi e accessibili, e liberazione delle risorse per il Sud del Mondo
Il documento si appoggia anche ai dati della scienza: l’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel suo scenario per arrivare a emissioni nette zero entro il 2050, ha indicato che non abbiamo bisogno di nuovi giacimenti di petrolio e gas e nemmeno di nuove miniere di carbone o estensioni di quelle esistenti. Investire ancora in nuove infrastrutture fossili significa creare dipendenza, costi futuri e ritardi nella transizione ecologica. Secondo l’aggiornamento 2026 del database Carbon Majors, nel 2024 solo 32 aziende sono state collegate a oltre la metà delle emissioni globali di CO₂ da combustibili fossili e cemento. Lo stesso rapporto attribuisce 34,7 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente a 166 produttori attivi di petrolio, gas, carbone e cemento. La crisi climatica viene spesso raccontata come una somma di piccoli gesti individuali. Questi numeri mostrano anche la concentrazione del potere industriale e la necessità di regole, tasse, responsabilità e scelte politiche.
L’opinione pubblica europea appare più avanti di molti governi. Secondo l’Eurobarometro 2025, l’85% dei cittadini dell’Unione considera il cambiamento climatico un problema grave, l’81% sostiene l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e l’88% appoggia maggiori investimenti europei in rinnovabili ed efficienza energetica.
Tra i firmatari compaiono realtà come Movimento Laudato Si, Caritas Europa, CIDSE, Pax Christi International, Jesuit Refugee Service Europe, insieme a molte organizzazioni italiane, tra cui FOCSIV, AGESCI, ACLI, Azione Cattolica Italiana, Pax Christi Italia, Comunità Papa Giovanni XXIII, Fondazione Lanza, Aggiornamenti Sociali e numerose reti ecclesiali e sociali.
L’Europa è nata per difendere la dignità umana, e oggi quella dignità passa dall’aria che respiriamo, dall’acqua che beviamo e soprattutto dalla terra che lasceremo ai nostri figli. Uscire dai fossili è una scelta di sopravvivenza e di buon senso.
La casa comune brucia… dimentichiamo che è l’unica che abbiamo e che sta a noi salvarla.





