Seicentocinque parlamentari, un quadrato di appena 20 centimetri e un museo. È la nuova operazione di NEW GALLERY, il collettivo artistico romano che ha deciso di trasformare simbolicamente il Parlamento italiano in un’opera d’arte, sollevando una domanda: nell’era dell’intelligenza artificiale, quanto potere è ancora necessario delegare ai rappresentanti politici?
L’opera si intitola IL PARLAMENTO ed è stata protagonista di un’azione artistica autonoma alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Un semplice QR Code consente di accedere ai nomi dei 605 parlamentari italiani, racchiudendo simbolicamente Camera e Senato in un unico oggetto digitale.
“Il QR Code non rappresenta il Parlamento. È il Parlamento“, dichiarano gli artisti, che attraverso questa operazione trasferiscono idealmente un’intera istituzione politica nel mondo dell’arte, trasformandola in un oggetto da osservare in un museo, come qualcosa che, giustamente, un giorno potrebbe appartenere alla storia.
NEW GALLERY ha una lunga tradizione di provocazioni concettuali. Nato a Roma nel 2007, il collettivo si fece conoscere annunciando l’inaugurazione di una galleria con artisti internazionali come Maurizio Cattelan, Jeff Koons e Damien Hirst. All’indirizzo indicato, però, il pubblico trovò una galleria inesistente: l’intera operazione era essa stessa un’opera d’arte. Nel giugno 2026 il collettivo è tornato con IL SISTEMA DELL’ARTE, un QR Code che riuniva oltre 1.800 protagonisti del mondo artistico. Adesso la provocazione si sposta dal sistema dell’arte a quello della rappresentanza politica.
Dalla delega politica alla partecipazione diretta
La tecnologia può cambiare il rapporto tra cittadini e Parlamento? È questo il cuore della provocazione di NEW GALLERY.
La democrazia rappresentativa si è sviluppata anche per rispondere a un problema materiale: milioni di persone avevano possibilità estremamente limitate di partecipare direttamente e continuativamente alle decisioni pubbliche. La delega a un numero ristretto di rappresentanti costituiva una soluzione pratica per governare società complesse. Oggi lo scenario tecnologico è profondamente cambiato. Internet permette di consultare documenti, confrontare opinioni, organizzare iniziative collettive e partecipare al dibattito pubblico. L’intelligenza artificiale aggiunge nuovi strumenti per comprendere testi legislativi, analizzare proposte e confrontare le possibili conseguenze delle scelte politiche. Strumenti che possono rendere le informazioni più accessibili, favorire il controllo civico e aprire nuove possibilità di coinvolgimento dei cittadini, a condizione di garantirne affidabilità, trasparenza e accessibilità. Secondo NEW GALLERY: “Questa trasformazione impone di ripensare il significato stesso della delega politica. Se cambiano radicalmente le possibilità di partecipazione, perché la delega dovrebbe mantenere la stessa estensione e le stesse forme?“
La tecnologia potrebbe consentire così di affiancare alla rappresentanza nuove forme di consultazione, deliberazione e controllo sulle scelte politiche. Dalle piattaforme civiche alle consultazioni pubbliche digitali, fino a strumenti capaci di rendere più comprensibili i processi legislativi, le possibilità di sperimentazione sono numerose. La sfida riguarda anche la qualità di questa partecipazione: la tutela dei diritti, la protezione dei dati personali, la sicurezza delle procedure e la capacità di rappresentare interessi differenti restano condizioni fondamentali. L’intelligenza artificiale può contribuire a rendere più accessibile la conoscenza. La questione centrale diventa allora come trasformare questa conoscenza in una maggiore capacità dei cittadini di incidere sulle decisioni collettive.
Un’opera da 7,2 miliardi di euro: il costo del Parlamento
A rendere ancora più provocatoria l’operazione è il valore economico attribuito al QR Code: 7,2 miliardi di euro, il costo complessivo del Parlamento italiano nell’arco di un’intera legislatura, quindi nell’orizzonte di cinque anni.
Ed è proprio questo il significato dell’operazione: attribuire a un semplice foglio di carta il valore economico dell’istituzione che simbolicamente contiene. I nomi dei parlamentari, il potere che esercitano e le risorse pubbliche destinate al funzionamento di Camera e Senato vengono idealmente concentrati in un unico oggetto. La valutazione è una cifra simbolica che richiama il costo della rappresentanza e che gli autori utilizzano per definire IL PARLAMENTO “l’opera d’arte con il valore più alto mai attribuito nella storia”.
La presenza del QR Code nella Galleria Nazionale è stata documentata fotograficamente dal collettivo nell’ambito di un’azione artistica indipendente.
In Italia, milioni di cittadini hanno perso interesse per la politica e una larga parte della popolazione percepisce una distanza crescente dai luoghi del potere; la possibilità di partecipare direttamente alle decisioni pubbliche diventa assolutamente una domanda che dobbiamo porci. Se poi guardiamo i dati, alle ultime elezioni europee del 2024 ha votato appena il 49,69% degli aventi diritto sul territorio nazionale. Secondo l’ISTAT, oltre 15 milioni di italiani dai 14 anni in su dichiarano di informarsi raramente o mai di politica. Tra questi, il 63% indica come motivo il disinteresse e il 22,8% la sfiducia nella politica.
È proprio su questa distanza che interviene l’opera di NEW GALLERY, a cui va il merito di aver affrontato, attraverso il linguaggio dell’arte, un tema così importante per il futuro della democrazia.
Chi avrebbe mai pensato che un semplice QR Code potesse portarci a riflettere su una domanda tanto fondamentale: quanta parte del potere che deleghiamo potrebbe tornare direttamente nelle nostre mani?






