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Il golpe inglese – Mario J. Cereghino e Giovanni Fasanella

beppegrillo.it - Settembre 8, 2011

Il golpe inglese, un libro scritto da un bravissimo archivista, Mario Josè Cereghino e da un giornalista, il sottoscritto, Giovanni Fasanella. Sottotitolo molto significativo del libro: da Matteotti a Moro: le prove della guerra segreta per il controllo del petrolio e dell’Italia.

Intervista a Giovanni Fasanella e Mario J. Cereghino, autori de “il golpe inglese”:

Documenti Top Secret (espandi | comprimi)
Blog: Perché il titolo: “Il golpe inglese”?
G. Fasanella: s’intitola “Il golpe inglese” perché ricostruisce il colpo di stato forse più lungo della storia: il tentativo britannico -durato almeno 50 anni, dall’assassinio di Matteotti al caso Moro- di condizionare il corso della politica interna ed estera dell’Italia, che Londra ha sempre considerato un proprio “protettorato”.Una guerra segreta combattuta contro di noi per il controllo del Mediterraneo, delle fonti energetiche e delle rotte petrolifere. Non è un libro di chiacchiere, dietrologie o ipotesi complottistiche, ma si basa interamente su centinaia di documenti secret e top secret che abbiamo trovato negli archivi di Kew Gardens. Rapporti, lettere, analisi ed altro materiale di governi, diplomazia e intelligence di Sua Maestà britannica. Sono dunque gli stessi inglesi che raccontano, attraverso le loro stesse parole scritte nero su bianco, come hanno condizionato il corso della storia italiana.
Blog: E in che modo hanno condizionato?
G. Fasanella:Con ogni mezzo. In particolare costruendo loro “quinte colonne” interne negli ambienti del potere: informazione, cultura, politica, diplomazia, apparati… Fra i documenti che pubblichiamo, ci sono elenchi di decine e decine di giornalisti, politici, sindacalisti, cardinali, militari e prefetti “influenzati” dagli uffici della propaganda dei Servizi inglesi. I “clienti” italiani, come vengono definiti dalla centrale londinese.

Enrico Mattei e l’ intelligence (espandi | comprimi)
M.J. Cereghino: Il mio nome è Mario J. Cereghino e mi occupo di archivi britannici e statunitensi.
Blog: Perché l’Inghilterra considera Mattei nemico?
M.J. Cereghino: L’Eni di Enrico Mattei procura parecchi grattacapi agli inglesi. I giudizi non potrebbero essere più espliciti. “Mattei punta in alto. A nostro parere, è un uomo potente nonché pericoloso”, scrive il Foreign Office nel 1957. Il capo dell’Eni è definito una “verruca”, che minaccia gli interessi britannici nel mondo. Dicono gli inglesi: “Abbiamo tentato di fermarlo in ogni modo ma purtroppo non ci siamo riusciti. Forse è il caso di passare la pratica all’intelligence.” E’ il 1962. Pochi mesi dopo, Mattei muore in un incidente aereo.
Blog: Perché finisce nel mirino anche Aldo Moro?
M.J. Cereghino: Nel 1976, Londra è nel panico per la crescita del Pci di Berlinguer e si pone il problema di come bloccarla. Per un anno intero, elabora un progetto di golpe, ma di fronte ai rischi, le resistenze americane e alle rassicuranti informazioni che arrivano da Mosca, dove non è benvisto il Pci al potere in Italia, gli inglesi si chiedono se il “lupo” sia veramente Berlinguer. E da quel momento gli inglesi spostano la loro attenzione sulla Dc di Aldo Moro. Lasciano cadere l’ipotesi del golpe e optano, come scrivono in un loro documento, per l’appoggio a una “diversa azione eversiva”.

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