20

Aug
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube
E-mail
EMAIL

 

[email protected]

Il Blog di Beppe Grillo Blog ufficiale di Beppe Grillo con articoli, approfondimenti ed opinioni
PER LA TUA PUBBLICITÀ

 

[email protected]

Menu   ≡ ╳
  • HOME
  • IO GRIDO
  • CERVELLI
  • TERRA FUTURA
  • COSE PREZIOSE
  • MOBILITA’
  • SALUTE
  • VIDEO
  • ARCHIVIO
    • 2005
    • 2006
    • 2007
    • 2008
    • 2009
    • 2010
    • 2011
    • 2012
    • 2013
    • 2014
    • 2015
    • 2016
  • CONTATTI
☰
Il Blog di Beppe Grillo
Home > TERRA FUTURA
928 views 4 min 0 Comment

Dalla terra al sole: l’agricoltura che accende il futuro

beppegrillo.it - Aprile 25, 2025

In Italia ci sono tantissimi progetti che danno valore ai territori, che propongono modelli innovativi capaci di unire economia, ambiente e comunità e noi con il Blog cerchiamo di raccontarvi parte di queste innumerevoli realtà. Oggi vogliamo presentarvi il progetto di Angelo Amato di Lecce, che propone un’idea coraggiosa: trasformare l’agricoltura italiana in un motore di energia pulita, senza rinunciare alla produzione di cibo e al rispetto del paesaggio.

Unire cibo ed energia, sole e raccolti, restituendo dignità economica e ambientale a chi lavora la terra.

In Italia l’agricoltura ha sempre fatto i conti con il sole, ma oggi, tra crisi climatica e transizione energetica, quel sole può diventare anche fonte di elettricità. Come? Attraverso l’agrivoltaico avanzato: una nuova generazione di impianti solari alti fino a 4 metri, con pannelli semitrasparenti, sotto cui si può continuare a coltivare alberi da frutto, ulivi, viti, ortaggi. Non solo: queste strutture proteggono le colture dalle intemperie sempre più violente, riducono il consumo d’acqua, e aprono a un nuovo tipo di agricoltura tecnologica e sostenibile, con irrigazione a goccia controllata dall’intelligenza artificiale e sistemi di stoccaggio dell’acqua piovana. E soprattutto portano reddito energetico: dai 90 ai 110 mila euro lordi per ettaro, ogni anno. Non pochi, per chi finora era costretto a vendere sottocosto il proprio raccolto. Come ogni progetto ambizioso, richiede attenzione su alcuni punti chiave. Il rischio è che i profitti vadano più agli investitori energetici che agli agricoltori. Già nella prima tornata del PNRR, il 70% dei fondi è finito a grandi gruppi, tramite associazioni temporanee d’impresa. Il contadino? Titolare del campo, ma non della rendita. La proposta è chiara: vincolare gli incentivi a un equilibrio minimo tra produzione agricola ed energia, ad esempio richiedendo almeno il 20% di reddito agricolo effettivo. E promuovere colture ad alto valore, come kiwi, melograni, olivi, viti, ortaggi pregiati.

     

C’è un’altra ambizione, ancora più radicale: usare l’energia prodotta nei campi per generare idrogeno verde, un combustibile pulito che emette solo acqua e ossigeno, per far muovere treni, autobus e auto, e potrebbe alimentare intere filiere locali di trasporto pubblico sostenibile. Regioni come la Puglia, il Trentino-Alto Adige e il Veneto ci stanno già lavorando. Alcune hanno comprato treni a idrogeno, altre hanno installato le prime stazioni. E se fossero proprio le aziende agricole a diventare i nuovi distributori di energia, custodendo insieme il cibo e il carburante del futuro? Il sole potrebbe tornare a essere, come ai tempi di Enrico Mattei, una leva di indipendenza energetica, non più in mano a monopoli fossili o batterie asiatiche, ma prodotta in loco, in modo pulito, diffuso, democratico.

È una visione ambiziosa, sì, ma anche concreta e ci riguarda tutti. Il progetto prevede tavoli tra agronomi, istituzioni, banche locali e produttori; investimenti accessibili anche ai piccoli contadini; scuole di formazione per trasformare i prodotti agricoli in filiere locali (olio, vino, succhi, cereali, frutta secca); incentivi alle comunità energetiche rurali; una nuova narrazione della campagna, non più periferia abbandonata, ma centro nevralgico del nuovo modello economico.

L’Italia ha il sole, la terra, e una grande tradizione agricola. Quello che serve adesso è una scelta politica, impedire che il futuro verde venga colonizzato dalla finanza, e rimettere l’agricoltore al centro del gioco.

Perché il sole, se gestito bene, può far crescere non solo i pomodori, ma anche una nuova idea di Paese.

 

Maggiori informazioni sul progetto qui: https://www.youtube.com/watch?v=MOzLpHQAbYE

PREVIOUS

Nagoro, il villaggio degli spaventapasseri e lo spopolamento rurale

NEXT

Un bollettino di guerra sul lavoro, che non può e non deve lasciarci indifferenti
Related Post
Giugno 7, 2026
La pipì che diventa fertilizzante
Novembre 9, 2019
L’asfalto di pneumatici che si ripara con la pioggia
Febbraio 19, 2018
La via della seta artica
Maggio 5, 2019
Elimina le tue e-mail per salvare il pianeta!
Comments are closed.

TERRA FUTURA

Il Blog di Beppe Grillo
Gli effetti del digitale che il telefono non sa contare
Il Blog di Beppe Grillo
Un organismo mondiale per misurare la ricchezza e le disuguaglianze
Il Blog di Beppe Grillo
Il carbone sparisce ma le emissioni risalgono
Il Blog di Beppe Grillo
67 milioni di giovani senza lavoro: la disoccupazione torna a crescere nel mondo
Il Blog di Beppe Grillo
Dipendenza da social: 29 Stati e oltre 3.000 cause contro i giganti della tecnologia
Il Blog di Beppe Grillo
La plastica che seminiamo nei campi
Il Blog di Beppe Grillo
La disoccupazione può cominciare a 5 anni
Il Blog di Beppe Grillo

CONTATTI

Per inviare messaggi, comunicati stampa, segnalazioni, richieste di interviste, denunce o lettere aperte a Beppe Grillo: [email protected]

PUBBLICITA'

Per la tua pubblicità su questo Blog: [email protected]
  • HOMEPAGE
  • COOKIE POLICY
  • PRIVACY POLICY
  • CONTATTI
© Copyright 2026 - Il Blog di Beppe Grillo. All Rights Reserved - Powered by happygrafic.com