17

Sep
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube
E-mail
EMAIL

 

[email protected]

Il Blog di Beppe Grillo Blog ufficiale di Beppe Grillo con articoli, approfondimenti ed opinioni
PER LA TUA PUBBLICITÀ

 

[email protected]

Menu   ≡ ╳
  • HOME
  • IO GRIDO
  • CERVELLI
  • TERRA FUTURA
  • COSE PREZIOSE
  • MOBILITA’
  • SALUTE
  • VIDEO
  • ARCHIVIO
    • 2005
    • 2006
    • 2007
    • 2008
    • 2009
    • 2010
    • 2011
    • 2012
    • 2013
    • 2014
    • 2015
    • 2016
  • CONTATTI
☰
Il Blog di Beppe Grillo
Home > TERRA FUTURA
676 views 4 min 0 Comment

Basta chimica: sapone pulito al 100%

beppegrillo.it - Maggio 25, 2018

di Gunter Pauli – Il mercato mondiale dei saponi è una miniera d’oro, vale 38 miliardi di dollari e solo 50 aziende detengono il 90% del mercato.

Il settore continua senza sosta ad espandersi sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo con una crescita annua costante dell’1-3%.

I detersivi per bucato rappresentano il 40% del mercato, i saponi il 20%, i detersivi per piatti il 15%.

Per darvi un’idea, il settore del sapone e dei detergenti è stato descritto come il SUV dei prodotti di consumo: è vecchio, dispendioso e costoso per il consumatore, ma redditizio per i produttori.

Ma come è fatto il sapone che usiamo?

Il sapone era costoso e veniva usato solo dai ricchi fino a quando il chimico francese Nicolas Leblanc non trovò un modo economico per farne uno con il sale. Per secoli l’ingrediente principale è stato l’olio d’oliva, ampiamente disponibile in Francia, Spagna e Italia. Nel XIX secolo l’olio di palma ha gradualmente sostituito l’olio d’oliva nelle sue formulazioni. I tedeschi hanno poi prodotto detergenti sintetici a base di catrame di carbone nel 1916, poi negli anni ’50 l’industria si è spostata ai derivati del petrolio.

A causa di una spinta verso l’automazione, l’industria ha impiegato meno lavoratori. Le aziende di saponi hanno aumentato il loro fatturato del 18% nell’ultimo decennio, riducendo l’occupazione del 28% nello stesso periodo.

Ma ad un tratto tutto il settore è stato costantemente attaccato per i suoi danni all’ambiente. Così il ritorno all’olio di palma come principio attivo rinnovabile e biodegradabile è sembrato un passo nella giusta direzione. Ma l’aumento della domanda di olio di palma ha portato ad un’espansione delle piantagioni in Asia e in America Latina, accelerando la distruzione della foresta pluviale e la cancellazione di molti habitat naturali.

Ma cosa si può fare?

L’innovazione principale non è la facilità d’uso e l’aumento delle prestazioni, ma piuttosto la ricerca di ingredienti che non abbiano conseguenze indesiderate e non causino danni collaterali. Mentre i leader di mercato mettono i loro team di ricerca alla ricerca di sbiancanti ottici meno tossici, enzimi più efficienti, saponi che lavorano in acqua fredda, detergenti che richiedono meno acqua, in Louisiana una piccola società ha cercato di trovare un’altra soluzione.

Un uso alternativo per le bucce d’arancia di scarto nelle fabbriche locali di succo d’arancia. Dalle bucce è possibile estrarre il limonene, un detersivo naturale. Così le bucce invece di marcire e produrre gas metano, vengono utilizzate per creare un importante vantaggio “sistemico”. Utilizzare ciò che è disponibile localmente e dare valore a ciò che non ha valore.

Questa è una grande opportunità.

Tutte le regioni produttrici di agrumi potrebbero optare per la creazione di industrie locali di detersivi basati sugli scarti della lavorazione della frutta. Mentre i frutti devono affrontare una concorrenza globale, l’uso di alte concentrazioni di limonene estratto localmente non solo genera posti di lavoro locali, ma riduce anche il carico sulle risorse idriche locali.

I prodotti per la pulizia a base di limonite stanno lentamente guadagnando terreno sul mercato. Gli investitori brasiliani hanno già costruito una dozzina di impianti di estrazione di limonene intorno ai loro impianti di produzione di succhi di frutta.

Ci sono un mondo di alternative. L’importante è ripensare i settori partendo dalle materie prime di scarto. Mentre i posti di lavoro scarseggiano, le opportunità di un nuovo mondo vanno colte al volo.

Tag: featured

PREVIOUS

No agli espianti, No ai pesticidi!

NEXT

Convertire CO2 in plastica
Related Post
Marzo 26, 2018
Vermi, gli infermieri della natura
Maggio 27, 2020
La mascherina auto-pulente e riutilizzabile
Ottobre 25, 2018
Generare elettricità infinita con l’osmosi
Febbraio 26, 2018
Il Futuro dei nostri figli
Comments are closed.

TERRA FUTURA

Il Blog di Beppe Grillo
La rivoluzione solare che sta cambiando l’Africa
Il Blog di Beppe Grillo
Le città europee sono diventate il punto critico della crisi climatica
Il Blog di Beppe Grillo
L’inquinamento colpisce prima della nascita
Il Blog di Beppe Grillo
Anche azzerando la plastica entro il 2050, le microplastiche continueranno a crescere negli oceani
Il Blog di Beppe Grillo
L’IA potrebbe prendere il controllo di Internet entro un anno: l’allarme del capo di Anthropic
Il Blog di Beppe Grillo
A Berlino l’insalata cresce sul tetto del supermercato
Il Blog di Beppe Grillo
Quanti Big Mac ti compra il tuo stipendio?
Il Blog di Beppe Grillo

CONTATTI

Per inviare messaggi, comunicati stampa, segnalazioni, richieste di interviste, denunce o lettere aperte a Beppe Grillo: [email protected]

PUBBLICITA'

Per la tua pubblicità su questo Blog: [email protected]
  • HOMEPAGE
  • COOKIE POLICY
  • PRIVACY POLICY
  • CONTATTI
© Copyright 2026 - Il Blog di Beppe Grillo. All Rights Reserved - Powered by happygrafic.com