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La rivoluzione solare che sta cambiando l’Africa

beppegrillo.it - Settembre 17, 2026

In Africa è in corso un boom del solare molto più grande di quello raccontato dalle statistiche ufficiali. Secondo una nuova analisi di Ember e dell’African Tech Futures Lab, nel 2026 il continente potrebbe installare circa 17 gigawatt di nuova potenza fotovoltaica, il 45% in più rispetto al 2025 e un nuovo record. È l’equivalente di circa 100.000 pannelli solari al giorno, una crescita che non riguarda più soltanto i grandi impianti, ma sempre più spesso case, negozi, aziende e piccole attività che producono direttamente una parte dell’elettricità che consumano. Gran parte di questi pannelli non compare nelle statistiche energetiche tradizionali. Per capire quanti ne vengano realmente installati, i ricercatori hanno utilizzato i dati delle esportazioni cinesi, costruendo una metodologia per stimare le installazioni in tutti i Paesi africani dal 2023 al 2026.

Tra il 2023 e il 2025, secondo Ember, circa tre quarti della nuova capacità solare installata in Africa sarebbe costituita da solare distribuito, proprio quello più difficile da contare. Solo 12 Paesi africani dispongono di statistiche ufficiali o semiufficiali specifiche su questo tipo di fotovoltaico. I dati ufficiali sulla capacità solare complessiva sono disponibili soltanto per 36 dei 54 Paesi africani e appena 14 avevano comunicato dati relativi al 2025. Una parte consistente della transizione energetica africana potrebbe quindi essere già avvenuta senza essere stata registrata dalle statistiche tradizionali.

All’inizio del secolo i moduli fotovoltaici costavano circa 5-6 dollari per watt; oggi il prezzo è sceso intorno ai 12 centesimi per watt. Il solare non viene quindi scelto soltanto per ridurre le emissioni. In molti Paesi africani è diventato una soluzione economicamente interessante per famiglie e imprese che devono fare i conti con reti elettriche poco affidabili, energia costosa e generatori diesel. Per una piccola impresa significa poter continuare a lavorare durante un blackout; per una famiglia avere luce, ricaricare un telefono o alimentare un frigorifero senza dipendere completamente dalla rete. Il cambiamento riguarda soprattutto il modo in cui viene prodotta l’elettricità.

Per oltre un secolo il sistema energetico è stato costruito intorno a grandi centrali e grandi reti alle quali si collegavano milioni di consumatori. Il fotovoltaico distribuito permette invece a famiglie e imprese di produrre direttamente una parte dell’energia che utilizzano, senza dover necessariamente aspettare la costruzione di nuove centrali e nuove linee elettriche. Non sostituirà le grandi reti, indispensabili per città, industrie, ospedali e infrastrutture, ma può crescere parallelamente ad esse.

In molti Paesi africani milioni di persone sono già passate direttamente al cellulare senza aspettare la costruzione di una rete telefonica fissa capillare. Con l’elettricità potrebbe verificarsi un processo in parte simile: non saltare la rete, che rimane essenziale, ma evitare di dipendere esclusivamente dai tempi necessari per estenderla ovunque.

La crescita del solare distribuito pone però anche problemi nuovi. Una diffusione così rapida e poco visibile rende più difficile pianificare le reti elettriche. Ember e African Tech Futures Lab avvertono che, senza dati adeguati, governi e operatori possono sovrastimare la futura domanda dalla rete, acquistare capacità di generazione non necessaria o prendere decisioni di investimento partendo da una fotografia ormai superata del sistema elettrico. Anche la gestione quotidiana diventa più complessa, perché migliaia di piccoli impianti modificano la domanda durante il giorno e aumentano l’importanza delle batterie e dell’accumulo.

La transizione energetica africana potrebbe  essere quindi molto più avanti di quanto raccontino i numeri ufficiali, non perché siano improvvisamente apparse centinaia di gigantesche centrali solari, ma perché famiglie e imprese stanno installando impianti per conto proprio. È una trasformazione diffusa, difficile da censire e alimentata anche da un crollo del prezzo della tecnologia che pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare. La rivoluzione solare africana è già cominciata… Il problema è che una parte di essa, per ora, non sappiamo ancora contarla.

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