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Le città europee sono diventate il punto critico della crisi climatica

beppegrillo.it - Settembre 15, 2026

La crisi climatica non rappresenta più una minaccia futura o circoscritta a scenari remoti, ma si è consolidata come una vera e propria emergenza di sanità pubblica all’interno dei centri urbani europei. E’ questa la sintesi dell’ultimo rapporto del Lancet Countdown sulle città europee, che rivela con particolare durezza ciò che sta accadendo nei centri urbani del continente. Il dato più impressionante riguarda l’Europa meridionale: confrontando il periodo 2015-2024 con il decennio 1991-2000, la mortalità associata al caldo nelle città è aumentata del 160,6%. Nello stesso arco di tempo, nelle città dell’Europa meridionale e orientale le concentrazioni di pollini allergenici sono più che raddoppiate. E tra il 2003 e il 2023 è proprio nelle città del Sud Europa che si è registrato il maggiore aumento del pericolo di incendi, pari al 7%.

I dati confermano che il tessuto urbano funge da moltiplicatore delle temperature. La forte presenza di cemento e asfalto, l’insufficiente copertura vegetale e lo scarso isolamento termico degli edifici generano il fenomeno delle “isole di calore”, impedendo il raffrescamento notturno delle città. Sebbene l’intera popolazione urbana risulti esposta ai rischi, l’impatto maggiore si concentra sulle fasce più vulnerabili: anziani, bambini, soggetti fragili e lavoratori all’aperto.
Oltre all’innalzamento delle temperature, il rapporto evidenzia un forte aumento delle concentrazioni di pollini allergenici nelle città dell’Europa meridionale e orientale. Il prolungamento delle stagioni vegetative, causato dalle temperature elevate, comporta periodi di esposizione più lunghi, con un conseguente incremento di patologie respiratorie, allergie e accessi ai servizi di pronto soccorso.

(A) Intensità media dell’isola di calore urbana (UHI) per città durante i mesi estivi (giugno-settembre) dal 2003 al 2020.
(B) Numero di giorni in cui l’intensità dell’isola di calore urbana è stata superiore a 1,5°C nello stesso periodo.
(C) Variazione del tasso di mortalità legato al calore tra il 1991-2000 e il 2015-2024, espressa come numero di decessi annuali per milione di abitanti.
(D) Serie temporale annuale delle allerte meteo-climatiche per la salute legate al calore per le città europee. Le allerte basse, moderate, elevate ed estreme sono mostrate rispettivamente in giallo, arancione, rosso chiaro e rosso scuro. UHI = isola di calore urbana (Urban Heat Island).

 

Ma il rapporto mostra anche l’altra faccia della medaglia: cambiare le città funziona. Tra il 2014 e il 2019 gli interventi legati al verde urbano, alle superfici e all’adattamento hanno coinciso, nelle città europee analizzate, con una riduzione media di 0,7 gradi dell’intensità dell’isola di calore superficiale durante i mesi estivi.Tra il 2014 e il 2019 gli interventi legati al verde urbano, alle superfici e all’adattamento hanno coinciso, nelle città europee analizzate, con una riduzione media di 0,7 gradi dell’intensità dell’isola di calore superficiale durante i mesi estivi. Il report di Lancet Countdown evidenzia una netta disconnessione tra la pianificazione climatica e la tutela della salute. Nonostante l’evidenza dei danni sanitari legati al cambiamento climatico, appena lo 0,5% dei progetti climatici urbani analizzati include un coinvolgimento diretto dei sistemi sanitari. Lo studio pone l’accento sulla dimensione sociale della crisi climatica. L’impatto del caldo estremo non è uniforme e riflette le disuguaglianze socio-economiche del territorio: i residenti di zone prive di aree verdi, all’interno di abitazioni non isolate o in quartieri ad alta densità di traffico, subiscono gli effetti peggiori rispetto a chi dispone di abitazioni climatizzate e inserite in contesti con maggiore copertura vegetale.

Il rapporto conclude indicando nelle amministrazioni locali il principale attore della transizione. Il contrasto alla crisi climatica e la protezione della salute pubblica dipenderanno in misura strategica dai piani urbanistici, dai regolamenti edilizi e dalle scelte di gestione locale. La ridefinizione del concetto di “infrastruttura”, che deve includere parchi, tetti verdi, fontane e corridoi di ventilazione accanto a strade e ponti, si presenta come il requisito fondamentale per trasformare le città in ecosistemi capaci di tutelare la vita dei cittadini.

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