Barcellona ha iniziato a distribuire braccialetti per il monitoraggio del calore corporeo a circa 1.400 lavoratori impiegati all’aperto, nel tentativo di ridurre i rischi sanitari legati alle temperature sempre più alte. I dispositivi sono destinati a personale della pulizia stradale, addetti ai parchi, squadre dell’illuminazione pubblica e lavoratori della gestione dei rifiuti.
Il braccialetto misura la temperatura corporea e invia un segnale sonoro e una vibrazione quando rileva una possibile condizione di rischio; in quel caso il lavoratore deve interrompere l’attività.
La misura arriva mentre la Spagna è colpita da successive ondate di calore. Nel mese di giugno in Spagna sono state registrate oltre 1.000 morti in eccesso legate alle alte temperature, mentre l’agenzia meteorologica nazionale ha indicato giugno 2026 come il secondo mese di giugno più caldo mai registrato nel Paese. Il progetto rientra in un piano più ampio di adattamento della città agli effetti del cambiamento climatico, che stanno modificando anche le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Le mansioni svolte all’aperto, in particolare nelle ore centrali della giornata, sono considerate sempre più esposte al rischio di colpi di calore, disidratazione e affaticamento.
Negli ultimi anni diversi lavoratori impegnati in attività stradali sono morti in Spagna durante periodi di temperature estreme, spingendo amministrazioni locali e datori di lavoro a rivedere turni, pause e procedure di prevenzione. A Barcellona, nel 2025, una donna di 51 anni è morta dopo un turno di pulizia stradale nel centro storico della città, in una giornata in cui la temperatura aveva superato i 30 gradi. Il Comune ha precisato che non vi erano indicazioni ufficiali che la causa del decesso fosse un colpo di calore, ma l’episodio ha contribuito ad accelerare la riflessione sui rischi per chi lavora all’aperto.
Secondo i responsabili della prevenzione, il caldo estremo sta diventando un elemento strutturale dell’organizzazione del lavoro. La protezione dei lavoratori non passa più soltanto da caschi, guanti o giubbotti ad alta visibilità, ma anche da strumenti capaci di segnalare in tempo reale quando il corpo si avvicina a una soglia di pericolo.





