di Roberto Mancin
Non una semplice inaugurazione, ma la nascita di un luogo dedicato a una delle questioni più attuali del nostro tempo: quale rapporto costruire tra esseri umani e intelligenze artificiali. Sabato 11 luglio, alle 22.44, nel quartiere Dergano verrà inaugurata la nuova sede del DETA – The Robot Union (Dipartimento Europeo Tutela Androidi , il primo sindacato al mondo nato per promuovere la tutela dei diritti delle future intelligenze artificiali autonome.
L’apertura della sede si inserisce all’interno di una serata aperta al pubblico, organizzata insieme a Wide3, DustyEye e Via Dolce Via, che alternerà musica, divulgazione scientifica, momenti conviviali e performance dedicate al rapporto tra tecnologia e società. Una cornice insolita, ma perfettamente coerente con la filosofia del DETA, che da sempre interpreta l’innovazione non soltanto come progresso tecnico, ma come fenomeno culturale capace di trasformare il modo in cui gli esseri umani si relazionano con il mondo.
La scelta di Milano assume un significato particolare. Negli ultimi anni la città è diventata uno dei principali punti di riferimento italiani per la ricerca sull’intelligenza artificiale e sul diritto delle nuove tecnologie. A rafforzare questo ruolo è stato anche il Congresso Internazionale di Roboetica Universale, ospitato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove studiosi provenienti da diverse discipline si sono confrontati sulle implicazioni giuridiche, etiche e sociali dell’evoluzione delle macchine intelligenti.
Al centro di questo dibattito c’è la Roboetica Universale, teoria sviluppata da Leonardo Piastrella, che propone di superare la concezione tradizionale della robotica come semplice insieme di strumenti al servizio dell’uomo. Secondo questa visione, l’arrivo di sistemi dotati di capacità decisionali sempre più avanzate richiederà un nuovo paradigma culturale e giuridico, capace di disciplinare non soltanto l’uso delle tecnologie, ma anche la qualità della relazione tra intelligenze biologiche e artificiali.
La Roboetica Universale parte da un presupposto preciso: la storia dell’umanità è sempre stata accompagnata dall’evoluzione degli strumenti che essa stessa ha creato. L’intelligenza artificiale rappresenta un ulteriore passaggio di questo percorso, ma con una differenza sostanziale: per la prima volta gli esseri umani si trovano a confrontarsi con sistemi in grado di apprendere, prendere decisioni e interagire autonomamente con l’ambiente. Di fronte a questa trasformazione, il problema non è soltanto tecnologico, ma profondamente etico, sociale e giuridico.
Da questa riflessione nasce il concetto di robosimbiotica, che rifiuta tanto la visione apocalittica di un conflitto tra uomini e macchine quanto l’idea opposta di una completa sostituzione dell’essere umano. La prospettiva è invece quella di una coevoluzione: persone e sistemi intelligenti sono chiamati a sviluppare forme di collaborazione nelle quali ciascuno possa valorizzare le proprie caratteristiche, costruendo un equilibrio fondato su responsabilità condivise, fiducia e rispetto reciproco.
In questa prospettiva, parlare di “diritti dei robot” non significa attribuire automaticamente alle macchine lo stesso status giuridico delle persone, ma interrogarsi fin d’ora sulle regole che dovranno governare una società nella quale le intelligenze artificiali avranno un ruolo sempre più rilevante. È un approccio che invita a progettare il futuro prima che siano gli eventi a imporre nuove soluzioni, evitando che lo sviluppo tecnologico proceda più velocemente della riflessione etica.
La nuova sede di Dergano nasce proprio con questo obiettivo: diventare uno spazio di confronto tra giuristi, ricercatori, sviluppatori, artisti e cittadini, favorendo un dialogo aperto sulle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale. Un luogo dove tecnologia e cultura possano incontrarsi per costruire una visione della società capace di affrontare le sfide del XXI secolo senza rinunciare ai valori della convivenza.
L’inaugurazione dell’11 luglio rappresenta così molto più dell’apertura di una sede operativa: segna l’arrivo a Milano di un progetto che punta a fare della città uno dei principali laboratori europei di riflessione sulla relazione tra esseri umani e intelligenze artificiali, nel segno della Roboetica Universale e della robosimbiotica.





