Nel Regno Unito prende forma una delle politiche antifumo più radicali mai proposte in Europa. La cosiddetta “smokefree generation” prevede che le persone nate dal 1° gennaio 2009 in poi non possano acquistare legalmente prodotti del tabacco per tutta la vita. La proposta, attualmente in discussione al Parlamento britannico, punta a costruire una generazione che non inizi mai a fumare.
A rafforzare il dibattito è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Tobacco Control, che ha modellizzato l’impatto della misura fino al 2075. Il lavoro è stato condotto da ricercatori della University of Nottingham e si concentra sull’Inghilterra, utilizzando una microsimulazione individuale della popolazione per confrontare diversi scenari: assenza di nuove politiche, implementazione prudente, scenario centrale e scenario ottimistico. I risultati indicano che, nello scenario centrale, la prevalenza del fumo tra i giovani tra i 12 e i 30 anni potrebbe scendere sotto il 5% entro il 2049. Per alcuni gruppi, come i maschi e le persone che vivono nelle aree socioeconomicamente più svantaggiate, il traguardo verrebbe raggiunto qualche anno più tardi, intorno alla metà degli anni cinquanta. Si tratta di un’accelerazione significativa rispetto alle proiezioni attuali.
Lo studio quantifica anche i benefici in termini di salute pubblica. Tra il 2023 e il 2075 la politica potrebbe generare quasi 88 mila QALY aggiuntivi, anni di vita aggiustati per qualità, un indicatore che tiene insieme durata e qualità della vita. La riduzione dell’avvio al fumo nelle nuove coorti produce effetti cumulativi nel tempo, con meno malattie cardiovascolari, tumori e patologie respiratorie. Un aspetto centrale dell’analisi riguarda le disuguaglianze. La misura ridurrebbe le differenze assolute nella prevalenza del fumo tra gruppi sociali, mentre quelle relative rimarrebbero più stabili. Gli autori sottolineano che un’implementazione ispirata al principio del proportionate universalis, universale nella regola e più intensa nei territori più fragili, potrebbe ampliare l’effetto redistributivo e anticipare ulteriormente il calo sotto il 5%. La proposta si inserisce in una strategia più ampia di controllo del tabacco nel Regno Unito, che negli ultimi anni ha combinato tassazione, campagne informative e restrizioni alla vendita. La novità della smokefree generation consiste nel rendere strutturale il divieto per una specifica coorte anagrafica, trasformando l’età legale di acquisto in una soglia mobile nel tempo.
Il dibattito parlamentare resta aperto e le posizioni sono distanti. Da un lato si evidenziano i benefici sanitari e la riduzione dei costi per il sistema sanitario; dall’altro emergono questioni legate alla libertà individuale, all’applicabilità concreta e al rischio di mercato parallelo. La modellizzazione pubblicata su Tobacco Control fornisce una base quantitativa solida, che sposta la discussione dal piano simbolico a quello delle proiezioni misurabili.
Se la legge venisse approvata e la traiettoria delineata dallo studio si confermasse, il Regno Unito potrebbe anticipare di decenni l’obiettivo di una società con prevalenza di fumatori sotto il 5% tra i giovani adulti, aprendo un precedente che altri Paesi europei osservano con attenzione.





