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Un recente disegno di legge del Dipartimento per l’ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali del Regno Unito vieterà ai supermercati del paese l’acquisto di alimenti legati alla deforestazione illegale e all’accaparramento della terra (Land Grabbing).

Le più grandi aziende, come le catene di supermercati Tesco avranno bisogno di prove che i loro prodotti come la soia e l’olio di palma provengano da una catena di approvvigionamento conforme alle normative locali. Il mancato rispetto di questi regolamenti comporterà sanzioni pecuniarie. Questa mossa precede l’attesissimo Vertice mondiale sul clima delle Nazioni Unite (COP26) che sarà ospitato nel Regno Unito.

Alla fine del 2019, Tesco ha anche riunito 150 aziende per supportare la regione del Cerrado in Brasile.

Il tasso globale di deforestazione è stimato in 10 milioni di ettari all’anno con circa il 73% della deforestazione tropicale legata all’agricoltura di sussistenza su larga scala e locale secondo un recente rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura . Il rapporto indica che l’espansione agricola è il motore principale della deforestazione.

Ruth Chambers della Greener UK Coalition definisce questo divieto un primo passo positivo. “Una nuova legge è una parte importante della soluzione ed è necessaria. “, ha detto in una dichiarazione.

Ma il dottor Daniel De la Torre Ugarte, professore di economia agraria alla UT-Knoxville e membro dell’Istituto per l’agricoltura e la politica commerciale, in una dichiarazione rilasciata a Food Thank, avverte che questi divieti non sono così efficaci come potrebbero sembrare.

De la Torre Ugarte afferma che il divieto presenta due principali carenze. In primo luogo, non fa nulla per affrontare la vendita di alimenti legata alla deforestazione legale. In secondo luogo, non si riesce a esercitare pressioni sui produttori affinché apportino cambiamenti, spiegando che i produttori possono facilmente spostarsi su un mercato diverso.

De la Torre Ugarte sostiene inoltre che per cambiare le pratiche di produzione, “dobbiamo prima capire come vengono prodotte le merci. I responsabili politici dovrebbero iniziare tenendo conto delle diverse esigenze e capacità dei piccoli e dei grandi produttori. I grandi produttori coltivano soia e palma alla rinfusa. Il loro obiettivo principale è espandere, aumentare la produzione e aumentare i rendimenti.

Sempre secondo De la Torre Ugarte, queste grandi aziende hanno le risorse e il potere per rendere le loro pratiche agricole più sostenibili prendendosi cura della terra che hanno già coltivato. Spesso, tuttavia, questi produttori ritengono che sia più economico spostare la loro produzione in una parte diversa della foresta invece di prendere le misure necessarie per rendere le loro pratiche più sostenibili.

I piccoli agricoltori, invece, si trovano in una situazione molto diversa. Molti di questi agricoltori non dispongono delle risorse necessarie per investire in pratiche sostenibili. In genere, questi agricoltori gestiscono piccoli appezzamenti di terra tra mezzo acro e un acro. E dopo che questi appezzamenti si sono esauriti, i contadini si spostano in un’altra area della foresta.

Inoltre, questi agricoltori sono spesso controllati da grandi produttori di cacao e caffè e quindi hanno scarso controllo sulle pratiche di produzione. Ciò significa che questi agricoltori hanno pressioni esterne e non possono permettersi di essere più attenti all’ambiente.

De la Torre Ugarte spiega che a causa dell’estrema povertà che definisce la vita di questi piccoli produttori, da soli non possono permettersi di rendere le loro pratiche più sostenibili. E’ necessaria quindi una maggiore semplificazione della catena di approvvigionamento da parte delle banche, delle aziende più grandi e del governo e maggiori investimenti da parte del governo per consentire a queste pratiche di diventare più sostenibili.

Il capitale finanziario deve sostituire il capitale naturale per una migliore cura della terra. Prodotti come fertilizzanti, sistemi di irrigazione e drenaggio, semina e silvicoltura adeguate, tecnologia e accesso al mercato saranno tutti fondamentali per annullare la distruzione della deforestazione.

Per lo studioso il disegno di legge è comunque importante: “perché introduce la discussione e l’educazione ai consumatori del problema, ma se vogliamo fare un cambiamento dobbiamo identificare i problemi del grande produttore e quelli del piccolo produttore e lavorare per risolverli.”

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