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I pesticidi sono ancora una volta sotto tiro: c’è una “forte presunzione” di un legame tra l’esposizione professionale a questi prodotti e sei gravi malattie, tra cui alcuni tumori e disturbi cerebrali, secondo un vasto rapporto di esperti francesi pubblicato mercoledì scorso.

Le sei malattie sono tre tipi di cancro (prostata, linfoma non-Hodgkin, mieloma multiplo), malattia di Parkinson, disturbi cognitivi e una malattia respiratoria progressiva, COPD, secondo il rapporto di Inserm (Istituto nazionale di salute e ricerca medica).

Per i primi quattro, il legame con l’esposizione professionale ad alcuni pesticidi era già stato evidenziato durante la precedente perizia Inserm, nel 2013.

Alla luce delle ultime conoscenze scientifiche, questo elenco aumenta da quattro malattie a sei: i disturbi cognitivi (compromissione delle funzioni cerebrali come la memoria o il ragionamento, che può evolvere in demenza) e la BPCO sono aggiunti nel rapporto aggiornato.

L’Inserm non ha effettuato misurazioni, ma ha analizzato tutta la letteratura scientifica esistente, circa 5.300 risultati di studi.

Il termine “pesticidi” comprende tutti i prodotti utilizzati per combattere le specie vegetali indesiderate (erbicidi) e i parassiti (insetticidi e fungicidi). Sono usati principalmente in agricoltura ma si trovano ovunque nell’ambiente (aria, polvere, cibo…).

Dei 17 pesticidi analizzati nella perizia, 11 sono associati ad almeno due effetti tossicologici tra i tre studiati: stress ossidativo, mitotossicità – tossicità per i mitocondri, che permettono la respirazione cellulare – e azione sul sistema immunitario.

Le conoscenze scientifiche si sono evolute dal 2013. È il caso dei disturbi cognitivi: si passa da “presunzione media” a “presunzione forte” di un legame con “l’esposizione ai pesticidi, soprattutto organofosfati, negli agricoltori”.

Per “le persone che vivono vicino alle zone agricole o la popolazione generale”, prese in considerazione dagli “studi più recenti”, il rapporto conclude con “una presunzione media”.

Allo stesso modo, il nuovo rapporto prende in considerazione la salute respiratoria, a differenza del precedente: “Si stabilisce una forte presunzione tra l’esposizione professionale ai pesticidi e l’insorgenza di malattia polmonare ostruttiva cronica e bronchite cronica”.

Inoltre, l’Inserm conferma che “la gravidanza e la prima infanzia sono più vulnerabili alla presenza di un evento o agente tossico”.

Nei bambini, Inserm evoca una “forte presunzione” di un legame tra “leucemia acuta” e l’esposizione della madre ai pesticidi durante la gravidanza. Anche l’esposizione del padre sembra a volte giocare un ruolo : esiste una “presunzione media” per la “leucemia linfoblastica acuta” del bambino “in caso di esposizione professionale” del padre “durante il periodo preconcezionale”.

Per i tumori del cervello e del midollo spinale, il rapporto conclude che c’è una “forte presunzione di un legame” con l’esposizione professionale dei genitori prima della nascita. Lo stesso livello di presunzione esiste per il legame tra l’esposizione della madre ai pesticidi durante la gravidanza e “disturbi dello sviluppo neuropsicologico e motorio nel bambino”, o “disturbi comportamentali come l’ansia”.

Infine, il rapporto evidenzia diverse sostanze che sono particolarmente favorevoli. In primo luogo, il glifosato, per il quale conclude “l’esistenza di un aumento del rischio di linfoma non Hodgkin con una presunzione media di collegamento”.

Poi, il clordecone, a lungo usato nelle Indie Occidentali (isole francesi dei Caraibi) e ora vietato. Il rapporto conferma una “forte presunzione di un legame tra l’esposizione al clordecone nella popolazione generale e il rischio di cancro alla prostata”.

A questo link lo studio completo

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