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Che i pannolini usa e getta generino enormi quantità di rifiuti di plastica non è un segreto. In Italia, ogni anno, ne finiscono in discarica 900 mila. Ogni bambino nel primo anno di vita utilizza circa 3000 pannolini. Ogni donna invece getta mediamente 200 kg di plastica all’anno derivante da prodotti per l’igiene mestruale nella pattumiera.

Un problema enorme, un dramma più che altro, se si pensa alle foreste che si stanno abbattendo per la piantumazione di pini per l’estrazione della polpa del legno. I pannolini necessitano di 3,5 milioni di tonnellate di polpa di “peluria” di cellulosa per la loro produzione, il che equivale a 700 milioni di alberi. E altri 200 milioni di alberi distrutti per alimentare le macchine per il confezionamento dei prodotti. A questi numeri pazzeschi aggiungiamo inoltre il mercato, recente, dei pannolini per adulti!

Molti genitori, attenti all’ambiente, utilizzano pannolini in tessuto, riutilizzabili, come quelli che si usavano oltre 50 anni fa. Altre mamme invece si affidano all’elimination communication, come fanno le mamme africane e asiatiche, ovvero educano i bambini a fare cacca e pipì liberamente, senza pannolino. In Africa moltissime comunità hanno insegnato ai loro bambini l’utilizzo del “vasino” già a pochi mesi dalla nascita.

Per la maggior parte degli altri invece il pannolino usa e getta è la soluzione migliore, perchè più veloce.

Per questo da anni l’azienda svedese Naty, fondata nel 1994 da Marlene Sandberg, offre pannolini e prodotti da toeletta usa e getta biodegradabili ed ecologici. I prodotti della Naty sono 0% plastica a base di petrolio sulla pelle. Il nucleo del pannolino è fatto principalmente di pasta di legno certificata FSC, che non solo è totalmente naturale, ma è anche molto efficace per assorbire i liquidi. Gli altri strati sono fatti di materiali vegetali, tra cui la bioplastica dell’italiana Novamont, che rendono il pannolino traspirante e piacevole sulla pelle.

I pannolini convenzionali oggi sono costituiti principalmente da materie plastiche a base di olio, il 95% dei pannolini ne contengono circa l’80%, per questo impiegano 500 anni per biodegradarsi. Quelli prodotti dalla Naty invece soltanto da 2 a 3 mesi.

Un esempio di un’azienda virtuosa che fa della sostenibilità la sua bandiera, rispettando l’ambiente e la nostra salute.

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