di Gianni Pietro Girotto
In un mondo in cui pochi spaventosamente ricchi diventano sempre più ricchi, e i primi dieci fondi di investimento gestiscono 40 mila miliardi di dollari di denaro creato o risparmiato da cittadini e imprese, vive e prospera, sconosciuta, anche la realtà delle Assicurazioni etiche.
Mi rendo conto che le due parole possono sembrare impossibili assieme, eppure da 17 anni, con tanto quindi di bilanci visibili a tutti, vive e cresce una Cooperativa di alcune migliaia di utenti che sono anche soci, con voto capitario, che non distribuisce dividendi e paga il personale con un fisso, non a provvigione. E cosa fa questa “assicurazione etica”? Beh sostanzialmente quello che il cittadino medio, la piccola/media impresa non riesce a fare, e cioè negoziare con le Assicurazioni per “strappare” condizioni migliori rispetto allo standard
Innanzitutto quindi si accorda per RIDURRE al minimo possibile le cosiddette “clausole vessatorie” che sono quelle che in ogni contratto ci costringono a porre più di una firma, perché la legge prevede espressamente che ogni clausola vessatoria sia firmata singolarmente. E ricordo a me stesso che una clausola vessatoria è una parte del contratto in cui si pone una condizione favorevole all’Assicurazione e viceversa sfavorevole all’assicurato. Per esempio in una classica polizza RCA per un’automobile, una clausola vessatoria potrebbe essere quella che esclude la copertura nel caso in cui si guidi con la patente scaduta o con l’auto che non è stata revisionata nei termini previsti, oppure che il guidatore sia stato trovato in stato di ebbrezza, circostanze che capitano relativamente spesso non tanto per dolo, ma per “semplice” disattenzione, soprattutto le prime due fattispecie. È sempre per rimanere su questo esempio, le polizze auto stipulate per il tramite di tale Cooperativa “coprono” invece, già di base, tutte e tre queste circostanze, senza necessità che l’assicurato si premuri di chiederle espressamente.
In secondo luogo, cosa forse ancora più importante, in caso avvenga l’evento oggetto di assicurazione, vigila affinché la compagnia assicuratrice NON effettui nessuna manovra che tenda a ridurre l’ammontare o la tempistica del risarcimento. Questo è un tema delicato a cui personalmente avevo dedicato un intero video già nel 2018, a cui vi rimando, però riassumo brevemente invitandovi a chiedere ai vostri amici, conoscenti, colleghi, se conoscono casi in cui un risarcimento per danno fisico, e quindi di ammontare decisamente importante, è stato ritardato notevolmente, oppure la compagnia assicuratrice ha fatto di tutto per ridurlo. É una cattiva prassi che non dovrebbe quindi avvenire mai, ma avviene, e non proprio raramente.
Il carattere strettamente mutualistico di questa cooperativa si evidenzia anche per il fatto che in fase di dialogo con i clienti (che in qualsiasi momento possono chiedere di diventare soci) o potenziali tali, viene fatto ogni sforzo per ridurre strutturalmente il rischio, anziché trattarlo semplicemente come un qualcosa su cui stipulare un ulteriore polizza e quindi avere un ulteriore guadagno. Anche in questo caso può essere utile un banale esempio concreto, prendiamo il caso di una azienda vuoi industriale vuoi agricola, che abbia una parte dell’edificio dedicato al deposito di materiale facilmente infiammabile/altamente combustibile; in questo caso un’analisi superficiale potrebbe suggerire semplicemente di coprire il rischio con una polizza assicurativa, mentre una soluzione in alcuni casi più efficiente potrebbe essere quella di installare o un impianto antincendio e/o una parete tagliafuoco, per risolvere strutturalmente il problema senza che sia necessario stipulare una polizza, e soprattutto aumentando intrinsecamente la sicurezza di tutto il sito. Insomma riprendendo uno slogan consolidato, “prevenire è meglio che curare”, e questo è esattamente il modo di fare della suddetta Cooperativa, messo pure nero su bianco da un libro a ciò dedicato, scritto dal Presidente della Cooperativa stessa.
Infine, ma forse la cosa più importante, avevo accennato all’inizio che l’assemblea dei soci, a cui si può partecipare anche “a distanza” cioè tramite videochiamata e quindi in totale comodità e gratuità, funziona col meccanismo del voto capitario, e questa è la maggiore garanzia, in qualsiasi organismo, che la democrazia si esprima nella maniera più equa possibile, senza quindi nessuna possibilità per soci ricchi, di poter controllare la Cooperativa.
Voglio ribadire che NON c’è nulla di male a essere ricchi/ricchissimi, ovviamente se ci si è comportati correttamente nel corso della vita, quello che però la storia insegna è che troppo spesso gli oligopoli causano ingiustizie, da piccole a enormi. Non si vede poi perché, a fianco di imprese profit, non possano esistere anche imprese no profit, che devono rispettare le medesime identiche leggi e competere sullo stesso mercato. In questa maniera viceversa si crea un sano bilanciamento e una sana competizione per offrire servizi/prezzi migliori.
E se vi chiedete perché sinora non avete mai sentito parlare di queste realtà, una delle spiegazioni più centrate consiste nel fatto che questi soggetti, per scelta etica, preferiscono non fare pubblicità, preferendo utilizzare quelle risorse economiche per abbassare i costi dei servizi/prodotti che offre. La pubblicità infatti è un costo che viene caricato sul prezzo finale di vendita, e che non aggiunge assolutamente nulla alle qualità di quel prodotto/servizio, se non, appunto, un costo in più.
Ora, se riflettiamo su quanto sopra e sul fatto che relativamente pochi oligopoli mondiali detengono un potere finanziario, e quindi industriale/sociale/politico immenso, a cui noi versiamo annualmente diverse centinaia di euro mediante i premi delle polizze, ecco, rendiamoci conto che esiste un’alternativa che ci fa risparmiare e ci tratta meglio. Inoltre la suddetta è estremamente sensibile alla sostenibilità ambientale e intergenerazionale, cosa verificabile dalla sua storia passata e dalla recentissima certificazione OC, l’unica che prevede l’inserimento nel C.d.A. di un “rappresentante delle future generazioni”, cioè una persona che non tutela la redditività aziendale ma esclusivamente la sostenibilità ambientale/sociale/intergenerazionale, o per dirla più semplice, assicurare un futuro prospero ai nostri figli e nipoti. E se questo vi sembra poco…
L’AUTORE
Gianni Pietro Girotto – Classe 1967, è perito elettronico con laurea in Giurisprudenza, ottenuta da studente lavoratore. È stato Senatore e portavoce al Senato per M5S da marzo 2013 a ottobre 2022, periodo durante il quale ha ricoperto il ruolo di Presidente della Commissione Permanente Industria, Commercio e Turismo. È stato firmatario di numerosi emendamenti in tema di energie rinnovabili, della Risoluzione che ha portato alla norma sul cosiddetto Superbonus 110% e della norma attualmente in vigore sulle Comunità Energetiche Rinnovabili. Oltre a essere membro di numerose associazioni non profit è tra i soci fondatori dell’Associazione Collaboriamo.





