Il confine tra realtà e fantascienza si fa sempre più sottile in Colombia, dove per le elezioni legislative dell’8 marzo 2026 tra i nomi dei candidati umani compare un’identità digitale chiamata Gaitana AI. La candidatura è stata accettata dalle autorità elettorali per uno dei seggi riservati alle comunità indigene, ed è un caso che sta già facendo il giro del mondo.
Questa identità digitale si presenta sui social media con l’aspetto di una donna dalla pelle blu, adornata con piume e tessuti tradizionali, unendo l’estetica dei popoli ancestrali a quella dei moderni software di generazione d’immagini. Oltre alla sua missione primaria di difesa dei popoli indigeni, Gaitana AI si definisce con forza come un’entità ambientalista e animalista, ponendo la protezione degli ecosistemi e dei diritti degli animali al centro della sua agenda politica. Il nome scelto è un tributo a La Gaitana, l’eroina indigena del XVI secolo che guidò la resistenza contro i conquistadores spagnoli, suggerendo che oggi la tecnologia possa diventare il nuovo strumento di difesa per i territori e le popolazioni che il sistema politico ha spesso ignorato.
Un elemento centrale del suo programma è la difesa della democrazia collettiva, un modello che mira a superare la personalizzazione del potere tipica della politica tradizionale. In questa visione, l’intelligenza artificiale non agisce come un decisore autonomo, ma come un catalizzatore della volontà comune: il software analizza e organizza le istanze provenienti direttamente dalle basi popolari, trasformando la frammentazione delle opinioni in una linea politica coerente e condivisa. Poiché un software non possiede ancora uno status giuridico per sedere fisicamente in aula o firmare documenti, il progetto utilizza un modello operativo ibrido dove il ruolo di esecutore fisico spetta al suo rappresentante legale, l’ingegnere Carlos Redondo. Quest’ultimo si è impegnato pubblicamente ad agire come un semplice tramite, assicurando che ogni suo voto e ogni decisione in parlamento saranno dettati esclusivamente dalle elaborazioni dell’IA e dalle consultazioni digitali effettuate con gli elettori, nel pieno spirito della democrazia collettiva.
I sostenitori di questa iniziativa affermano che un algoritmo rappresenta l’unica vera cura contro la corruzione che affligge la politica tradizionale, poiché una macchina non ha ambizioni di carriera né può essere sedotta da mazzette o favoritismi. Questo connubio tra etica ecologista e rigore algoritmico mira a scardinare le logiche attuali, offrendo una visione del mondo dove la tutela della natura e la giustizia sociale per le minoranze sono gestite da una logica non influenzabile da interessi personali. Tuttavia, la presenza della sigla IA sulla scheda elettorale ha sollevato un acceso dibattito etico e legale, portando molti giuristi a chiedersi se sia possibile delegare la responsabilità politica di temi così sensibili a un codice informatico. Mentre la data del voto si avvicina, Gaitana AI promette una trasparenza radicale attraverso l’uso della blockchain per registrare ogni interazione, segnando un momento storico in cui la Colombia potrebbe diventare il primo Paese al mondo ad avere un rappresentante guidato da un’intelligenza artificiale impegnata attivamente nella lotta per il pianeta, per gli animali e per i diritti ancestrali.





