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di Gianluca Riccio – Mentre in Italia il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta costringe i dipendenti Statali al traffico e alle code, in Finlandia fila tutto diversamente. La città di Lahti sfrutta la sua posizione sul lungolago per introdurre il lavoro a distanza come non l’abbiamo mai conosciuto: letteralmente remoto. Remotissimo. All’aria aperta della foresta, circondato dalla natura.

Lavorando con un gruppo di studenti del LAB Institute of Design and Fine Arts, l’agenzia creativa TBWA\Helsinki e la società di design locale Upwood, la città di Lahti ha sviluppato e installato diverse postazioni di lavoro a distanza in parchi e foreste. Alcuni di loro si trovano nelle zone più remote della natura selvaggia, altri rimangono nei parchi più vicini alla civiltà. Uno, ad esempio, si trova a 45 minuti a piedi dal parcheggio più vicino, ma promette una vista mozzafiato sul lago Vesijärvi.

Ogni mini workstation (removibile per non danneggiare gli alberi) è dotata di una superficie della scrivania con spazio sufficiente per un laptop e un notebook. C’è anche un supporto integrato per i telefoni, un foro portabicchiere e un appendiabiti. Tutto ovviamente nello stile minimalista scandinavo.

Quanto costa questo spazio “bucolico” di lavoro a distanza? Nulla. Si usano liberamente, in base all’ordine di arrivo: niente costi per gli utenti, niente costi per l’ambiente. Se devo scegliere di passare un’ora per recarmi al lavoro, almeno il lavoro si trova immerso nella natura. È uno spunto estremo, e ci vedo molto marketing, ok. Ma è uno spunto. Le postazioni sono spartane anche in quanto a servizi: devi portarti da casa sia la connettività (con un cellulare come hotspot) che l’energia (spazio a powerbank di ogni sorta). Un deterrente a non trattenersi troppo a lungo monopolizzando le postazioni, per farle usare a tutti.

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