In Europa almeno 1,44 milioni di persone vivono senza una casa, dormendo per strada, nei dormitori o in strutture di accoglienza temporanea. È il dato che emerge dall’undicesimo rapporto annuale sull’esclusione abitativa, pubblicato nel 2026 da FEANTSA, la Federazione europea delle organizzazioni che lavorano con le persone senza dimora, insieme alla Fondation pour le Logement.
Il fenomeno continua ad aggravarsi in gran parte del continente e coinvolge una popolazione sempre più diversificata: uomini e donne, giovani, famiglie con bambini e persone anziane. Un’emergenza che si sviluppa nelle stesse città in cui i prezzi delle abitazioni e degli affitti hanno raggiunto livelli sempre più difficili da sostenere.
Secondo il rapporto, almeno 170mila persone anziane si trovano già in condizioni di grave esclusione abitativa. Alcune vivono in alloggi degradati che non riescono più a mantenere, altre rischiano lo sfratto, altre ancora trascorrono gli ultimi anni della propria vita in sistemazioni temporanee. Il numero reale potrebbe essere sensibilmente superiore, perché molte situazioni di precarietà abitativa sfuggono alle statistiche ufficiali.
La crisi dei senzatetto si inserisce in un problema più ampio: la progressiva trasformazione della casa da bene essenziale a strumento di investimento finanziario.
La cosiddetta finanziarizzazione dell’abitare è un processo attraverso il quale abitazioni e interi patrimoni immobiliari vengono acquistati e gestiti sempre più spesso in funzione del rendimento economico. Fondi di investimento, grandi società immobiliari e operatori finanziari considerano il mercato residenziale un settore nel quale valorizzare capitali e generare profitti.
Il fenomeno è stato analizzato anche dal Parlamento europeo in uno studio pubblicato nel luglio 2026, dedicato al ruolo dei grandi proprietari societari, dei fondi immobiliari e delle pratiche speculative. La ricerca evidenzia come alcuni modelli di investimento possano compromettere la sicurezza degli inquilini e contribuire alle pressioni sul mercato delle abitazioni.
Nel frattempo, il costo della casa continua ad aumentare. Secondo i dati europei richiamati dal Parlamento, tra il 2010 e il secondo trimestre del 2025 i prezzi delle abitazioni nell’Unione europea sono cresciuti del 60,5%, mentre gli affitti sono aumentati del 28,8%. Questi incrementi non hanno avuto ovunque lo stesso andamento, ma hanno contribuito a rendere sempre più difficile l’accesso a un’abitazione, soprattutto nelle grandi città, dove la domanda di alloggi si concentra e l’offerta a prezzi accessibili rimane insufficiente.
L’Unione europea ha riconosciuto la gravità della crisi e avviato nuove iniziative per migliorare l’accessibilità economica delle abitazioni e contrastare l’esclusione abitativa. Resta però aperta la questione delle risorse disponibili e della capacità di trasformare gli impegni istituzionali in risultati concreti.





