di Marco Bella
Quando si parla di grandi opere il problema principale è capire se e quando diventeranno realtà, perchè per realizzarle i tempi sono difficilmente prevedibili.
Il dibattito non dovrebbe essere nucleare sì/nucleare no, ma “ha senso investire in qualcosa che produrrà qualcosa realisticamente tra 20 anni?” La questione “inceneritore/termovalorizzatore di Roma è molto simile. Serve davvero quell’impianto oppure nel tempo necessario per costruirlo si poteva affrontare meglio la questione rifiuti?
Ecco che cosa dichiarava Gualtieri nel 2022: l’inceneritore/termovalorizzatore pronto per il Giubileo, Giubileo che si chiude ufficialmente oggi. Dell’impianto, ad oggi, non è stata posata nemmeno la prima pietra. Consideriamo che Gualtieri ha avuto i poteri commissariali per poter accelerare i tempi e aggirare il piano rifiuti regionale proprio grazie a questa affermazione non vera. Proprio perché era un’opera “urgente”, non è stata valutata NESSUNA alternativa (se non mi credete andate a leggere i documenti del PAUR). Non c’è stato nessun confronto con i cittadini e le cittadine che devono subire l’impatto di questo impianto, a partire da quello sulla viabilità. Ricordiamo che nel 2022 si è fatto cadere un governo pur di infilare in un decreto che non c’entrava nulla (quello su Giubileo 2025) la realizzazione di un impianto senza che ci fosse alcuna analisi costo/beneficio. La politica dovrebbe essere dialogo e mediazione tra persone che la pensano diversamente e ascolto dei tecnici. Anche i costi sono già lievitati prima ancora di iniziare, (no, non saranno solo 700 milioni) .
Oggi, purtroppo la politica sta sempre più diventando la tutela delle grandi aziende piuttosto che dei cittadini, a tutti i livelli. A partire dall’acquisto “urgente” dei terreni per circa sette milioni e mezzo di euro, con un rincaro enorme rispetto a quando furono acquistati dal privato nel 2003 (circa 400.000 euro). Sulla correttezza del prezzo pagato e delle modalità seguite si esprimerà la Corte dei Conti, presso la quale sono stati presentati più esposti. Ah no! Dopo la “riforma” approvata in fretta e furia il 27 dicembre non potrà più dire nulla…
Insomma, sono state raccontate frottole sui tempi di realizzazione del termocoso, sull’impianto di cattura “sperimentale” della CO2 (solo 400 tonnellate, lo 0.1% delle 600.000 prodotte), sul “teleriscaldamento” (un impianto di un misero MW), sul trasporto rifiuti (a giorni alterni si dice sull’Ardeatina o sulle linee pendolari), sui costi e non sono stata valutate le alternative in quasi quattro anni. Però, qui, arriverà chi commenterà dicendo “ma il termovalorizzatore serve”. Ma serviva davvero far cadere un governo e spalancare le porte alla Meloni per il termocoso?
Se guardiamo i dati, vediamo che la situazione rifiuti a Roma è complessa ma non drammatica come si voleva rappresentare sui giornali ai tempi di Virginia Raggi. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, la maggiore spinta è arrivata da Ignazio Marino, che la ha portata dal 30 al 40%. La Raggi la incrementata fino al 45% nonostante gli incendi “per autocombustione” agli impianti TMB (trattamento meccanico biologico). Gli ultimi dati con Gualtieri parlano di un valore in ulteriore crescita del 48%. I “cumuli di rifiuti” ci sono sempre, perché in alcuni periodi dell’anno si ha una sovrapproduzione difficile da gestire, in particolare dopo le feste e in estate, quando i centri TMB si fermano per la manutenzione. L’andamento della differenziata è questo, fortunatamente sempre in crescita, anche se i dati variano leggermente con le fonti. Certo, si rimane ancora lontani dall’obiettivo minimo del 65%, ma grazie al lavoro silenzioso di tante persone (i dipendenti AMA) i progressi ci sono. Bastava quindi continuare a lavorare su questa strada, piuttosto che inventarsi “l’inceneritore/termovalorizzatore che risolverà i problemi di Roma, pronto nell’anno duemila e chissà”.
Purtroppo, oramai chi fa “fact-checking” si occupa solo di cose sempre più marginali, al video realizzato palesemente con l’intelligenza artificiale, mentre tace volutamente sulle cose che impattano davvero la vita dei cittadini. Una volta, chi smentiva le frottole dei politici svolgeva un servizio fondamentale ai cittadini. Sull’inceneritore, gli unici media che hanno cercato di fare informazione e non propaganda sono stati Report e Il Fatto.
Il 2026 non è iniziato con i migliori auspici proprio dal punto di vista dell’informazione. Speriamo che si possa migliorare.
PS: aggiungo che nel 2024 Gualtieri dichiarava che sì, l’impianto non sarebbe stato pronto per il Giubileo, ma lo sarebbe stato per fine 2026… questa cosa è stata scritta anche sul sito istituzionale del comune di Roma. Vediamo se in futuro qualcuno vorrà davvero difendere la corretta informazione…
L’AUTORE
Marco Bella – Già deputato, ricercatore in Chimica Organica. Dal 2005 svolge le sue ricerche presso Sapienza Università di Roma, dal 2015 come Professore Associato.





