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Le aree più povere d’Europa sono quelle più colpite dall’inquinamento atmosferico

beppegrillo.it - Luglio 22, 2019

Quasi la metà dei quartieri più poveri di Londra ha superato i limiti di biossido di azoto fissati dall’UE nel 2017, rispetto al 2% delle aree più ricche.

Le regioni più povere, meno istruite e con più disoccupazione d’Europa stanno sopportando il peso della crisi dell’inquinamento atmosferico, più di chiunque altro. Risultati analoghi sono stati riportati in Francia, Germania, Malta, Paesi Bassi, Galles e Vallonia, secondo l’analisi dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA).

Shirley Rodrigues, il vicesindaco di Londra, ha affermato che il governo ha “un obbligo morale” di intervenire sui 9.000 morti precoci. Morti correlate all’inquinamento della città.

“C’è una grande disuguaglianza a Londra tra le aree più ricche e quelle più povere”. Ha detto. “Le aree più ricche possiedono la maggior parte delle auto, ma le persone nelle aree più svantaggiate hanno la peggiore qualità dell’aria”.

La madre di Ella Kissi-Debrah, morta per un attacco d’asma legato all’inquinamento atmosferico, vuole che questo sia registrato sul certificato di morte, per focalizzare il dibattito sulle questioni veramente importanti.

Nel 2012 l’Italia ha registrato il maggior numero di decessi prematuri attribuibili a polveri sottili, ozono e esposizione al biossido di azoto.

Ora la domanda è: cosa si sta facendo a livello politico?

In Europa, oltre mezzo milione di persone muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’esposizione al particolato fine (PM2,5), all’ozono (03) e al NO2, ma tutto questo viene sempre sottovalutato.

Diarmid Campbell-Lendrum, responsabile del team sanitario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato: “A livello globale i paesi più poveri sono molto più esposti all’inquinamento. È scioccante vedere che queste ingiustizie esistono anche all’interno di uno dei continenti più ricchi del mondo”.

I dati del rapporto EEA mostrano che infarti e ictus cardiaci rappresentano l’80% delle morti premature per inquinamento, seguiti da malattie polmonari e tumori. L’aria inquinata è inoltre sempre più correlata al diabete di tipo 2, all’obesità nei bambini, all’infiammazione sistemica, alla malattia di Alzheimer e al deficit di QI. Inoltre sono proprio le persone anziane e i bambini nelle aree urbane della classe lavoratrice che hanno maggiori probabilità di soffrirne.

Il commissario per l’ambiente dell’UE, Karmenu Vella, ha dichiarato: “È nostro dovere fondamentale rispettare il principio di precauzione, e intraprendere azioni preventive anziché correttive per promuovere la giustizia sociale. L’esposizione è destinata a continuare a meno che non intraprendiamo azioni più decisive”.

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