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“L’Unione Europea si è inchinata di fronte a Big Pharma”. Sono le parole di Manon Aubry, europarlamentare della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, rivolte a Ursula Von Der Leyne.

Ecco la trascrizione del suo intervento:

“Presidente Von der Leyen, ho una domanda per lei: la Commissione Europea come ha potuto accettare di prostrarsi così dinnanzi alle case farmaceutiche nella gestione della strategia vaccinale? Ho l’impressione che i dirigenti delle case farmaceutiche hanno fatto la legge al suo posto.

Da decenni abbandoniamo tutto, fino alla nostra salute, mettendolo nelle mani dei privati. Bisogna annullare i brevetti e nessun profitto deve essere realizzato con la pandemia. Questo è quello che dovrebbe essere il suo ruolo Presidente Von der Leyen se non avesse abdicato dinanzi alle case farmaceutiche.

Non farò tanti giri di parole. Presidente Von der Leyen, ho una domanda per lei: come la Commissione ha potuto accettare di prostrarsi così dinnanzi alle case farmaceutiche nella gestione della strategia vaccinale. Ho l’impressione che i dirigenti delle case farmaceutiche hanno fatto la legge al suo posto.

Su negoziati e contratti mancanza di trasparenza totale. Nessuna informazione sui negoziati nonostante le richieste del nostro Parlamento, solo tre contratti sono stati resi pubblici grazie alla nostra pressione di cittadini.

Ecco sono questi, per chi non li abbia visti. Tutte le informazioni più importanti come il prezzo, il calendario delle consegne o il dettaglio delle clausole di responsabilità sono coperti. Per gli altri contratti bisognerà aspettare che i laboratori si degnino di pubblicarli, perché sì, sono loro che decidono. Sulle consegne ritardi, caos, nessun calendario rispettato, senza nessuna sanzione ovviamente. Perché sì, sono laboratori e case farmaceutiche che decidono.

Sui brevetti stesso scandalo, questi vaccini sono stati messi a punto grazie a miliardi di euro di soldi pubblici, ma i brevetti invece restano proprietà esclusiva delle Big Pharma. Risultato: gli Stati non possono produrre su vasta scala le dosi di cui ha bisogno il mondo perché sono i laboratori che decidono.

E poi, ciliegina sulla torta, 15 miliardi i profitti, 15 miliardi di fatturato e 20-25% di margine per Pfizer che si rallegra del suo successo, del suo blockbuster. E li cito…

Hanno trovato 400 posti di ricerca da cancellare, 4 miliardi di euro di dividendi. Le case farmaceutiche tirano fuori lo Champagne perché sono loro che decidono.

Che confessione di impotenza signora Von der Lyen. Non spetta a noi qui in quest’aula fare la legge?

Siamo capaci di imporre ai nostri cittadini una restrizione inedita delle libertà, ma saremmo incapaci di fissare le regole per le Big Pharma?

La Commissione deve rendere conto. Ed è per questo che a nome del nostro Gruppo al Parlamento Europeo chiedo la creazione immediata di una commissione di inchiesta sulla responsabilità della Commissione in questo disastro.

Abbiamo il diritto di sapere, perché dopo tutto questi vaccini sono stati pagati con i nostri soldi. E l’equazione deve essere semplice: soldi pubblici, contratti pubblici, brevetti pubblici. È semplice.

Da decenni abbandoniamo tutto fino alla nostra salute mettendolo nelle mani dei privati. Ed ecco siamo in un vicolo cieco. Proponiamo qui di invertire la rotta, porre fine all’onnipotenza delle case farmaceutiche. Bisogna annullare i brevetti e nessun profitto deve essere realizzato con la pandemia.

L’unico modo per poter vaccinare tutto il pianeta, paesi ricchi e paesi poveri, di rassicurare i cittadini che hanno dei dubbi, togliendo i vaccini dalle grinfie delle multinazionali e di sperare di rivivere dopo un anno di lutti, di preoccupazioni, di isolamento, di precarietà.

Questo è quello che dovrebbe essere il suo ruolo Presidente Von der Leyen se non avesse abdicato dinanzi alle case farmaceutiche.

La popolazione non ne può più, i precari hanno fame, i giovani sono disperati. Riprendiamo il controllo dalle case farmaceutiche, togliamo la salute dal mercato e consideriamo i vaccini come dei beni comuni dell’umanità non come una macchina da soldi degli azionisti”.

 

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