Il Rapporto annuale sulla capacità delle energie rinnovabili pubblicato dall’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) certifica che, per la prima volta nella storia, le fonti rinnovabili hanno raggiunto il 49,4% della capacità elettrica installata a livello mondiale entro la fine del 2025. L’anno precedente la quota si fermava al 46,3%. La capacità rinnovabile globale ha toccato il record di 5.149 gigawatt (GW), con un incremento di 692 GW rispetto al 2024. In confronto, la capacità da fonti fossili è cresciuta di soli 116 GW nello stesso periodo.
Le rinnovabili hanno dominato dunque le nuove installazioni di potenza, rappresentando l’85,6% di tutta la nuova capacità elettrica aggiunta nel 2025 a livello globale, e la capacità installata è cresciuta del 15,5% su base annua, il tasso più alto mai registrato.
Il protagonista assoluto di questa crescita è il solare fotovoltaico. La capacità solare si è espansa di 511 GW, raggiungendo i 2.392 GW totali e consolidando la propria posizione come principale fonte rinnovabile al mondo. Il vento ha aggiunto 159 GW, portando la capacità eolica installata a 1.291 GW. DawatMedia24 Insieme, le due tecnologie hanno trainato quasi per intero la crescita del settore. Sul fronte invece della generazione effettiva di elettricità (distinta dalla capacità installata) i dati del think tank Ember indicano che nel primo semestre del 2025 le fonti rinnovabili hanno generato più elettricità del carbone a livello globale per la prima volta nella storia, fornendo circa il 34% dell’elettricità mondiale in quel periodo.
Nonostante il traguardo storico, IRENA avverte che il mondo non è ancora sulla traiettoria necessaria per rispettare gli impegni presi a livello internazionale. Al COP28 di Dubai nel 2023, oltre cento paesi si sono impegnati a triplicare la capacità rinnovabile installata fino a superare gli 11 terawatt entro il 2030. Al termine del 2025, il mondo si trova a 5,15 terawatt. Per raggiungere l’obiettivo sarebbe necessaria una crescita annua del 16,6%, una soglia che il tasso attuale del 15,5% non raggiunge ancora. Secondo l’agenzia sarà richiesta un’accelerazione significativa nei prossimi cinque anni.
Il rapporto mette in luce inoltre una contraddizione che riguarda la Cina, il paese che più di ogni altro ha trainato la crescita globale delle rinnovabili. Nel 2025, le aggiunte non rinnovabili sono quasi raddoppiate a livello globale rispetto al 2024, e la Cina ha guidato questa inversione di tendenza, aggiungendo 100 GW di capacità non rinnovabile, in larga parte carbone. Pechino ha messo in servizio 78 GW di nuova capacità a carbone nel 2025, il livello più alto in un decennio, con oltre 50 grandi centrali da 1 GW o più entrate in funzione, rispetto a meno di 20 all’anno nel decennio precedente. Allo stesso tempo, la Cina ha aggiunto 315 GW di solare e 119 GW di eolico nel 2025. Il risultato è un paese che detiene simultaneamente il primato mondiale nelle rinnovabili e nel carbone, con le autorità che giustificano le nuove centrali fossili con la necessità di garantire la stabilità della rete durante i picchi di domanda.
Il report rileva che un fattore fondamentale che rischia di rallentare la transizione è la domanda energetica generata dall’intelligenza artificiale. Negli Stati Uniti i progetti di gas naturale sono quasi triplicati nel 2025, con il paese che supera la Cina per totale di impianti a gas in costruzione, mentre il carbone ha registrato una ripresa. In entrambi i casi, la domanda dei data center per l’IA è tra i principali responsabili di questa crescita, insieme alle politiche del governo americano che favoriscono lo sviluppo dell’IA rispetto alla sostenibilità ambientale. In Cina, il secondo mercato mondiale dell’IA, i data center sono attualmente alimentati principalmente a carbone, e la crescita della domanda elettrica è prevista essere soddisfatta sia dal carbone che dalle rinnovabili fino al 2030.
Il quadro complessivo che emerge dunque dal rapporto IRENA è duplice: per la prima volta nella storia quasi la metà della capacità elettrica mondiale è pulita, e il solare fotovoltaico è diventato la tecnologia energetica in più rapida espansione mai vista; dall’altro, la domanda di energia cresce così velocemente, spinta dall’IA, dall’elettrificazione dei trasporti e dall’industria, che le rinnovabili faticano a sostituire i fossili in termini di generazione assoluta, oltre che di capacità installata.
Questo traguardo del 49,4% segna un punto di non ritorno simbolico, se sarà anche un punto di svolta reale dipenderà dalle scelte politiche e industriali dei prossimi cinque anni.
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