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Il cibo è un diritto, non un privilegio

beppegrillo.it - Febbraio 26, 2019

Sebbene sia incluso nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il diritto al cibo non ha avuto la stessa attenzione di altri diritti umani fondamentali. Oggi, di fronte all’aumento della fame e dell’obesità, il diritto al cibo non può più essere ignorato.

Il diritto al cibo è incluso nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dalla comunità internazionale poco più di 70 anni fa, sulla scia della seconda guerra mondiale. E’ un diritto garantito in numerosi costituzioni nazionali, ma gli ultimi numeri di malnutrizione mostrano che un approccio politico non è sufficiente.

Garantire il diritto a un cibo significa potenziare le persone a nutrire se stessi e la propria famiglia in modo dignitoso. Significa garantire a tutti i bambini in tutto il mondo l’accesso a diete salutari.

La prova che il diritto al cibo sano viene trascurato può essere trovata negli ultimi rapporti della FAO che mostrano che il numero di persone denutrite nel mondo è aumentato negli ultimi tre anni a 821 milioni. Oltre 150 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di una crescita rachitica a causa della mancanza di cibo nutriente, 99 milioni di bambini sono sottopeso e 50 milioni stanno morendo. Il conflitto e il cambiamento climatico sono i fattori chiave di questa situazione spaventosa. Allo stesso tempo, l’obesità è in rapido aumento, con 672 milioni di adulti obesi in tutto il mondo nel 2017, e diete malsane sono tra i principali fattori che contribuiscono a morte precoce.

Se si continuerà su questa linea, nel 2030 il numero di persone in sovrappeso e obese sarà aumentato da 1,33 miliardi nel 2005 a 3,28 miliardi, quasi un terzo della popolazione globale prevista, mentre oltre 650 milioni di persone soffriranno la fame cronica.

La nostra dipendenza dall’agricoltura industriale ha generato deforestazione, carenza idrica, esaurimento del suolo e alti livelli di emissioni di gas serra.

Abbiamo bisogno di un approccio più olistico per il diritto al cibo, che includa azioni per affrontare le minacce del cambiamento climatico, l’obesità e la malnutrizione – o ciò che il Lancet ha recentemente definito come The Global Syndemic.

Hilal Elver, ricercatrice all’UCLA fornisce una visione nuova sul diritto al cibo: affrontare i principali limiti dello sviluppo sostenibile, come il cambiamento climatico e la povertà. La Dott.ssa Elver afferma che i lavoratori agricoli sono tra i più affamati del mondo e sono in gran parte esclusi dai quadri di protezione legale nazionali. Molti di questi lavoratori sono impiegati nel sistema alimentare industriale che si concentra sull’aumento della produzione alimentare al minor costo economico.

Abbiamo bisogno di trasformare i nostri sistemi di produzione alimentare per produrre cibo in un modo che preservi l’ambiente e la biodiversità, migliorando allo stesso tempo la nutrizione e il sostentamento delle persone.

Gli agricoltori devono essere al centro di questa trasformazione.

Ridurre gli sprechi alimentari può contribuire a realizzare il diritto al cibo. Il cibo buttato, comprese le perdite post-raccolto, è una risorsa sprecata e un fallimento dei nostri sistemi alimentari. Spesso i cibi sicuri e nutrienti vengono persi attraverso etichette alimentari che suggeriscono ai consumatori di buttar via cibo che è in realtà perfettamente sano e nutriente. Riesaminare queste etichette può essere un modo semplice ma efficace per aumentare l’accesso a cibo sano e sicuro.

Se vogliamo realizzare la promessa incarnata nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dobbiamo lavorare insieme non solo per assicurare che le generazioni attuali e future godano del diritto a un cibo sano e nutriente, ma anche garantire loro la possibilità di goderne in modo sostenibile.

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