Borutta, il paese sardo alimentato solo dal fotovoltaico

di Gianni Girotto – Mentre noi parliamo, leggiamo, lavoriamo, viviamo, c’è chi pone le basi per un futuro in cui saremo liberi dalla schiavitù energetica. Oleodotti, raffinerie, pozzi di petrolio, guerre per il loro controllo andranno a scemare via via che impareremo che un altro futuro è possibile; è già qui e dobbiamo solo ri-organizzarci. Con l’elettricità da fonte rinnovabile faremo andare gli elettrodomestici, le fabbriche, le cucine, il riscaldamento/raffrescamento, e lo potremo fare ad un prezzo molto più basso dell’attuale. C’è chi lo ha già fatto in parte e sta lavorando per proseguire.

Le Comunità Energetiche sono la base di questa rivoluzione, intrapresa da Borutta, il primo paese sardo alimentato solo dal fotovoltaico ed entrato a far parte delle 12 comunità energetiche italiane.

Giulia Favetti lo ha raccontato su Dmove, informatevi ed aggregatevi!

“È oggi realtà il sogno del nostro Comune, contenuto nel piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes) e adottato già nel 2012, di diventare autosufficiente energeticamente mediante la produzione di energia da fonti rinnovabili, nonostante le tante difficoltà incontrate…. Con queste parole il sindaco Salvatore Arru ha ufficializzato la realizzazione di un progetto avviato otto anni fa e reso possibile solo ora, con l’approvazione del decreto milleproroghe, convertito in legge nell’agosto scorso.

Inizialmente il comune aveva guardato con interesse all’eolico con l’idea di convogliare lo sforzo produttivo necessario a soddisfare i suoi 300 abitanti su un’unica pala, ricalcando le orme dei frati benedettini che, negli anni ‘50, ne realizzarono una artigianale per produrre energia e illuminare la Chiesa di San Pietro di Sorres.

Ma in 70 anni molte cose sono cambiate, e la stessa giunta si è
trovata davanti al bivio fra l’indipendenza energetica e la salvaguardia del suo patrimonio paesaggistico.

“Erano diciotto pale sul monte Pelao, in piena area Sic (Sito
di Interesse Comunitario) , un progetto che avrebbe devastato il territorio”, spiega Arru. Da lì la decisione, dimostratasi vincente, di puntare sul fotovoltaico.

Dopo aver approvato il Piano d’azione per l’energia verde, l’amministrazione ha dapprima sistemato pannelli per rendere autosufficienti le strutture pubbliche (come il palazzo comunale, le strutture sportive, le scuole, il centro polifunzionale, il museo, l’illuminazione pubblica, le bici elettriche, le due stazioni di ricarica per EV, la sala congressi, la biblioteca e la casa di riposo) decidendo successivamente di realizzare un campo fotovoltaico di seimila metri quadri in un terreno di sua proprietà, grazie a cui dal prossimo mese di marzo tutte le utenze del paese non pagheranno più la bolletta. “Solo la parte relativa ai consumi, sia chiaro, ma nel giro di un anno, utilizzando gli incentivi concessi dallo Stato, contiamo di acquisire da Terna anche la proprietà della rete. E a quel punto la bolletta sarà veramente azzerata”. Specifica il primo cittadino che non intende fermarsi nel mettere a disposizione del suo paese le risorse elargite dallo Stato, in questo caso il bonus del 110% sulla riqualificazione energetica domestica, che permetterà ai suoi cittadini di avere una casa 100% elettrica.

Infine, oltre alle bollette ad importo zero, gli abitanti di Borutta    riceveranno anche un incentivo, pari a 110 euro /Mwh, previsto dalle recenti misure sulle comunità energetiche, da investire per il raggiungimento della classe energetica “A” della propria abitazione.

“Siamo davvero felici per questo risultato e crediamo che Borutta possa rappresentare un modello replicabile in tante realtà sarde” ha concluso Arru.