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di Davide Tripiedi – Nel cuore della notte, in compagnia degli amici Claudio Cominardi e Sulaiman Hijazi (Vicepresidente dell’associazione Abspp.odv e nostro accompagnatore nelle missioni umanitarie nei campi profughi palestinesi in Libano) mi sono recato all’Aeroporto militare di Pratica di Mare per accogliere la piccola Talya e la mamma.

Ad attenderci il Generale della base e i militari dell’Aeronautica, un orgoglio italiano che si è mostrato in tutto il suo spirito di generosità che li contraddistingue. Dobbiamo andarne fieri!

Intorno alle 3 del mattino è atterrato l’aereo. In quel preciso istante ho pensato che presto avrei riabbracciato Talya. È l’abbraccio del nostro Paese, che nei prossimi mesi le dedicherà le attenzioni e le cure adeguate.

Quando il portellone dell’aereo stava per aprirsi, ho pianto e davanti ai miei occhi ho visto scorrere, in pochi secondi, tutto il percorso fatto: il primo viaggio in Libano, le visite nei campi profughi, gli incontri in Ambasciata a Beirut, le innumerevoli telefonate, le mail di sollecito alle più alte cariche dello Stato, infine i contatti con le organizzazioni di volontariato sempre in prima linea nell’aiutare il prossimo.

Un percorso pieno di ostacoli, di paure, di incertezze, ma anche di gioia e immensa soddisfazione. Di emozioni, di amore e soprattutto di tanta speranza.

Una speranza che illumina la nostra esistenza e ci porta verso un cammino che non conosciamo, ma che, con l’amore verso il prossimo, ci guida verso l’infinito.

Benvenuta Talya! Tu rappresenti la speranza, la vita, anche se dura.

Come canta Fiorella Mannoia in un suo capolavoro dal titolo “Che sia benedetta”: ”e se è vero che c’è un Dio e che non ci abbandona, che sia fatta adesso la sua volontà.”

Ti staremo sempre vicino.

Buona Vita Talya.

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