Cara ragazza, caro ragazzo,
lo so quanto ti sarà difficile vivere nel mondo che stiamo lasciando, ma le bugie non lo renderanno migliore.
Ieri l’altro il Senato della Repubblica ha approvato il DDL 2669 (nucleare… “sostenibile”?), una legge che ti è stata venduta come “l’Italia ritorna al nucleare”. Forse hai letto qualcosa sui social del tipo “in Italia serve il nucleare per decarbonizzare”; “il nucleare abbassa le bollette”; “il nucleare serve per la nostra sicurezza energetica” e roba simile. Ho tentato di spiegarti tante volte che sono cose non vere, o nel migliore dei casi, raccontate in modo sensazionalistico e propagandistico. Ne potremmo parlare per ore: penso che la tua opinione non cambierebbe ma la rispetto. Sui social ciascuno scrive quello che vuole.
Ieri, però, un Ministro della Repubblica ha dichiarato che in Italia avremo i primi reattori a partire dal 2033-2034, cioè tra soli sette anni.
Quali reattori? Forse gli SMR, Small Modular Reactors, dei reattorini modulari costruiti ipoteticamente in serie per i quali non esiste nemmeno un prototipo funzionante nel mondo occidentale. Tra l’altro, se devi costruire qualcosa “in serie”, ti serve prima di tutto una fabbrica, che ovviamente al momento non esiste e chissà se mai sarà conveniente costruirla.
Dove? Ah, questo non ce lo dicono, non per complottismo, ma perché non lo sanno manco loro, visto che in quattro anni non sono riusciti a trovare dove mettere il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che invece è assolutamente necessario.
A che prezzo? Beh, se non sappiamo quali modelli di reattori saranno costruiti e nemmeno dove li mettiamo capisci non possiamo dire, costa poco o costa tanto. Una fonte giornalistica ha parlato di energia prodotta a “70-100 Euro al MWh”. Con un grande sforzo di fantasia immaginiamo che questo possa essere possibile. I prezzi medi ponderati delle ultime aste sulle rinnovabili per il prezzo minimo garantito sono stati di circa 56.825 euro/MWh per il fotovoltaico e 72.851 euro/ MWh per l’eolico, con prezzi massimi rispettivamente di 62.675 e 77.738 euro/MWh. Le prossime vedranno prezzi ancora più bassi. Questo significa che oramai i grandi impianti rinnovabili se li pagano interamente i privati con loro capitali, e quel prezzo minimo garantito è erogato effettivamente solo per poche ore l’anno, quando il prezzo di mercato dell’energia cala eccessivamente.
In pratica, la realtà delle rinnovabili oggi supera persino le illusioni più sfrenate sul nucleare. Le soluzioni per ridurre la nostra dipendenza energetica dall’estero, bollette ed emissioni di CO2 ci sono già adesso, e sono rappresentate dalle rinnovabili, non certo dalle favole nucleari. Sai invece chi pagherà (per anni) i costi di costruzione di questi ipotetici impianti nucleari? Se ti guardi allo specchio avrai la risposta.
Ma l’aspetto surreale dell’incredibile megaballa che ti stanno imboccando sta in quei “sette anni”. Dai, lo so che qualche dubbio ce l’hai anche tu. Ci sono voluti quattro anni per avere il “quadro giuridico”, perché questo è quello che in realtà ti hanno venduto come “ritorno al nucleare”. Ci vorranno ancora mesi per i decreti attuativi (ammesso il governo duri tanto). In qualsiasi parte del mondo passano almeno cinque anni dalla decisione politica alla posa della prima pietra.
Tu ci credi davvero che in sette anni l’Italia senza aver ancora deciso nulla possa avviare un qualsiasi reattore nucleare? Rispondimi sinceramente.
Cara ragazza, caro ragazzo, lo so che cosa mi stai per dire “eh, ma se non partiamo non finiamo mai”. Ma tra molti anni (di certo non sette) il mondo sarà totalmente diverso e quelle che potevano essere le nostre esigenze saranno totalmente cambiate. Pensa a te che hai venti anni adesso: quali erano le tue esigenze sette anni fa, quando avevi tredici anni? E le tue esigenze quindici anni fa, quando avevi solo cinque anni? Non pensi che il bambino e la bambina che eri cinque anni fa veda le cose in modo totalmente diverso da te ventenne di oggi?
Capisci che ti stanno raccontando un mare di balle per prendersi il tuo futuro? Capisci che le balle non ti portano da nessuna parte?
Cara ragazza, caro ragazzo, salvati questa lettera, stampala e mettila in un cassetto. E tra sette anni, se vuoi, vieni a parlare con me. Il mio desiderio più grande è che possa avere ragione tu e non io. Che potremo andare insieme a vedere questo nuovo reattore. Che sarà stata almeno posta la prima pietra da qualche parte, almeno del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.
Il mio timore non è quello “delle radiazioni” o “delle scorie”. Il mio timore è che ai futuri ventenni del 2033-2034 racconteranno tante altre balle, cercando di giustificare in modo ridicolo il perché si saranno sprecati una marea di soldi pubblici, con il risultato di non avere nulla.
Qualsiasi cosa succeda, sappi che ti voglio bene lo stesso.
Beppe Grillo





