L’anno 2026 segna uno spartiacque storico nella transizione energetica globale: per la prima volta, l’espansione dell’energia solare ha raggiunto un ritmo senza precedenti, superando qualsiasi altra fonte energetica mai sviluppata nella storia industriale. Secondo i dati più recenti dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) e della U.S. Energy Information Administration (EIA), il solare è il motore principale della crescita elettrica mondiale. Nel corso del 2025, a livello globale, sono stati installati 511 gigawatt di nuova capacità solare, pari al 75% dell’intera nuova capacità rinnovabile aggiunta a livello planetario, portando la capacità cumulativa installata a superare la soglia simbolica dei 2 terawatt all’inizio del 2026.
La Cina continua a guidare la corsa con circa 1,2 terawatt di capacità solare operativa, seguita dagli Stati Uniti e dall’Europa, ma anche mercati emergenti come India, Brasile e diverse nazioni del Medio Oriente stanno registrando tassi di crescita a due cifre, alimentati da costi in calo, politiche di decarbonizzazione e una crescente domanda di indipendenza energetica.
Negli Stati Uniti, l’EIA ha confermato che il 2026 vedrà l’aggiunta di 86 gigawatt di nuova capacità elettrica utility-scale, il massimo storico mai registrato, di cui 43,4 gigawatt provenienti esclusivamente dal solare fotovoltaico, un incremento del 60% rispetto all’anno precedente. Il Texas si conferma il principale hub di sviluppo, ospitando da solo il 40% dei nuovi progetti solari nazionali, seguito da Arizona, California e Michigan, con progetti simbolo come il Tehuacana Creek 1 Solar, che combina 837 megawatt di generazione fotovoltaica con 418 megawatt di accumulo a batterie. Proprio lo storage rappresenta l’altro pilastro di questa trasformazione: negli USA sono previsti 24 gigawatt di nuova capacità di batterie per il 2026, un aumento del 60% su base annua, essenziale per gestire l’intermittenza della generazione solare e garantire stabilità alla rete elettrica. A livello globale, l’integrazione tra solare e accumulo sta diventando lo standard per i nuovi impianti, con tecnologie al litio sempre più competitive e soluzioni emergenti come il flusso redox o lo storage termico che guadagnano spazio in applicazioni specifiche.
In Europa, la spinta deriva da un mix di ambizioni climatiche e necessità geopolitiche, il piano REPowerEU ha accelerato le autorizzazioni per gli impianti rinnovabili, mentre la volatilità dei prezzi del gas ha reso il solare non solo una scelta ambientale, ma economica. Paesi come Spagna, Germania e Polonia guidano le nuove installazioni, con un focus crescente sull’agrivoltaico e sul solare galleggiante per ottimizzare l’uso del suolo. Nel frattempo, l’India ha superato i 100 gigawatt di capacità solare installata e punta a raddoppiarli entro il 2030, sostenuta da produzioni domestiche di moduli e da tariffe agevolate. In America Latina, il Brasile consolida il suo ruolo di leader regionale grazie a condizioni di irraggiamento favorevoli e a un quadro normativo stabile, mentre in Medio Oriente progetti su scala utility come quelli in Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti dimostrano come i paesi tradizionalmente legati agli idrocarburi stiano diversificando il proprio mix energetico con investimenti massicci nel fotovoltaico.
Il contesto economico rimane un fattore determinante, il costo livellato dell’energia solare (LCOE) è crollato di circa il 90% nell’ultimo decennio, rendendo il fotovoltaico la fonte di nuova elettricità più economica in gran parte del mondo, anche senza sussidi diretti. Questa competitività ha attratto capitali privati record, con investimenti globali nelle rinnovabili che hanno superato i 500 miliardi di dollari nel 2025, di cui oltre la metà destinati al solare. Tuttavia, la crescita esponenziale porta con sé sfide sistemiche: le reti elettriche, progettate per una generazione centralizzata e programmabile, devono essere potenziate e digitalizzate per gestire flussi distribuiti e variabili; la domanda di materiali critici come silicio, argento e rame richiede catene di approvvigionamento più resilienti e sostenibili; e l’accettazione sociale dei grandi impianti a terra impone un dialogo più strutturato con le comunità locali.
Nonostante queste complessità, le proiezioni dell’IEA indicano che entro la fine del 2026 le energie rinnovabili supereranno il carbone come prima fonte di generazione elettrica mondiale, un sorpasso simbolico che conferma come la transizione energetica è una realtà in atto.





