L’energia rinnovabile ha supportato oltre 16 milioni di posti di lavoro nel mondo. È questo il dato centrale messo in evidenza dal nuovo rapporto globale di IRENA (Agenzia Internazionale per le energie rinnovabili) uscito pochi giorni fa, che sposta il focus della transizione energetica dalle sole tecnologie alle persone, misurando quante donne e uomini lavorano oggi nelle filiere delle rinnovabili, in quali settori, in quali paesi e lungo quali catene del valore, dai pannelli solari alle turbine eoliche, dalle reti elettriche ai servizi di gestione dell’energia.
Secondo questa pubblicazione, che copre l’anno 2024 ed è stata resa disponibile all’inizio del 2026, il lavoro legato all’energia pulita continua a crescere e a consolidarsi come uno dei pilastri del sistema energetico globale. Questo numero comprende tutte le persone impiegate nella produzione dei componenti, nella costruzione degli impianti, nella loro gestione e nella manutenzione delle infrastrutture. In una fase storica segnata da instabilità economica e transizioni industriali, le rinnovabili restano uno dei pochi settori capaci di generare occupazione diffusa e strutturale.
Il rapporto mette in luce in particolare il peso del fotovoltaico e dell’eolico, che rappresentano le filiere con il maggior numero di addetti grazie alla diffusione di impianti su larga scala e ai sistemi distribuiti nei territori. Accanto a queste tecnologie crescono anche tutte le attività collegate, dalle reti intelligenti ai servizi di efficienza energetica, che moltiplicano l’impatto occupazionale della transizione.
Questa dinamica riguarda sia le economie avanzate sia quelle emergenti. In molte aree del mondo le rinnovabili stanno diventando una leva di sviluppo locale, creando lavoro in zone rurali, nelle periferie urbane e nei distretti industriali che si riconvertono verso tecnologie più pulite.
Dal rapporto emerge anche un messaggio chiaro sulle competenze. La transizione energetica sta già cambiando il mercato del lavoro, aumentando la domanda di tecnici, installatori, ingegneri, specialisti di rete e figure legate alla digitalizzazione dei sistemi energetici. La crescita delle rinnovabili diventa così anche una questione di formazione e politiche attive del lavoro.
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