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Viaggio verso Marte da ibernati

beppegrillo.it - Luglio 4, 2018

Esplorare lo spazio è il grande sogno dell’umanità, ma anche il campo su cui sperimentiamo i nostri limiti. Sebbene la tecnologia stia facendo progressi incredibili, lo spazio rimane un luogo proibito.

Perché?

I nostri mezzi e i nostri strumenti stanno ogni giorno segnando un nuovo record, ma rimane un ostacolo non indifferente. Se anche riuscissimo ad avere un mezzo per esplorare lo spazio intero, superando problemi incredibili, come il carburante, la produzione di cibo, di aria, e così tante altre cose che sarebbe troppo lungo elencare, rimarrebbe la limitatezza delle vita umana.

I viaggi durerebbero così tanto che nessuno arriverebbe a destinazione vivo.

Il vero problema è la distanza. Nei viaggi spaziali si parla di distanze enormi, così la velocità diventa un fattore molto importante. Per esempio, le navicelle Apollo ci hanno messo circa 3 giorni a giungere sulla Luna, anche se hanno coperto una distanza di soli 375.000 Km e in certi punti hanno raggiunto la velocità di 8 km/sec. Sonde destinate ad esplorare i pianeti esterni, come le Voyager, hanno raggiunto velocità maggiori, attorno ai 17 Km/sec. A queste due sonde sono stati necessari circa 3 anni e 2 mesi per raggiungere il pianeta Saturno.

La stella più vicina a noi, dopo il Sole è Proxima Centauri, a una distanza di 4,2 anni luce. Alla velocità di 17 km/sec (quella del Voyager I) ci vorrebbero circa 75.000 anni per raggiungerla.

Ecco perché non sono in programma viaggi interstellari, cioè verso una stella.

Ma ora la NASA sta puntando ad una tecnologia che, forse non ci porterà su Proxima Centauri, ma potrebbe farci coprire distanze importanti.

Stiamo parlando dell’ibernazione.

La NASA sta studiando delle camere per il sonno profondo per arrivare su Marte. La NASA sta collaborando con un’azienda chiamata SpaceWorks per creare un sonnifero abbastanza forte da poter portare gli astronauti nello spazio profondo.

Come funziona? L’uomo non può dormire per sempre. I sonniferi più potenti possono addormentare fino ad un massimo di 24-36 ore. Farmaci più potenti potrebbero portare il paziente a non svegliarsi più.

Così la NASA sta sviluppando una camera di stasi che dicono potrebbe mantenere gli astronauti addormentati per 2 settimane alla volta, e forse più a lungo. Ogni due settimane ci sarebbero un paio di giorni di cammino e di stretching. L’equipaggio può quindi ruotare i turni di veglia e sonno, e così facendo può passare i 300 giorni che ci vorrebbero per arrivare al Pianeta Rosso.

A differenza di ciò che probabilmente avete visto nei film, queste camere non sono singole, ma sono camere da letto condivise. Per ora si tratta di moduli da 3 persone.

La camera funziona abbassando la temperatura corporea di un gruppo di astronauti a 32 gradi Celsius, poi li seda per sopprimere le reazioni del corpo al freddo. La bassa temperatura metterebbe i loro corpi in una lieve ipotermia, rallentando il tasso metabolico e prevenendo le lesioni da mancanza di ossigeno.

Questo comporterebbe notevoli vantaggi.

Oltre a ridurre notevolmente il cibo e l’acqua necessari per la missione, queste camere di stasi potrebbero anche avere altri importanti vantaggi, come la necessità di un’area più piccola per la protezione dalle radiazioni. Inoltre queste camere potrebbero essere dotate di gravità artificiale, per prevenire molti degli effetti negativi sulla salute, associati con i viaggi spaziali a lungo termine.

A proposito di questo, c’è da risolvere un altro gravoso problema.

Soprattutto se si vuole pensare di viaggiare più lontano di Marte e esplorare lo spazio. E’ un problema che prima o poi dovremo affrontare. Qual è?

L’invecchiamento.

Che non è proprio una passeggiata. Anche se riuscissimo a far dormire gli astronauti per anni, per decadi, rallentando il loro metabolismo, non vorrebbe dire che non invecchierebbero.

Gli anni passerebbero, magari più lentamente, ma lo farebbero lo stesso e se volessimo arrivare più lontani di Marte vorrebbe dire: arrivare parecchio morti. Ma la Nasa già sta lavorando anche a questo. Anzi, di fatto molte delle nuove start-up in tutto il mondo, hanno oggi lo scopo di allungare la nostra vita.

Vedremo cosa succederà.

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