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di Gianluca Riccio – Gli italiani lo sanno, il resto del mondo lo sente. Diciamolo chiaro: Venezia sta sprofondando. Per fortuna lentamente, ma inesorabilmente.

Sapete che anche i motoscafi sono concausa? È poco nota, ma incide. Con il loro passaggio creano un ”inquinamento da scia” che ha già danneggiato il 60% degli edifici della città.

Un’azienda svedese chiamata Candela sta per dare una dimostrazione dal vivo di nuovi veicoli nautici in grado di ridurre sostanzialmente questi danni.

Le barche C-7, usano ali subacquee controllate da computer per sollevare lo scafo sopra l’acqua e ridurre la mega scia tipica dei motoscafi a un minuscolo dosso in acqua, alto appena 5 centimetri. Si, motoscafi (“aliscafi” sarebbe più corretto) che muovono acqua come se fossero gondole a remi.

I principali responsabili dei danni provocati a Venezia dalle onde d’acqua sono i taxi d’acqua e le barche turistiche. Quando sfrecciano attraverso le calli creano una scia che si riversa nelle fondamenta e nei muri del canale. A lungo andare il fenomeno accelera la naturale erosione degli edifici, avvicinandoli al collasso. Inoltre, la maggior parte dei motori dei motoscafi pompa ossidi di azoto e particolato nell’aria, che accelerano l’erosione delle strutture medievali di Venezia, molte delle quali stanno letteralmente affondando nella laguna. E questo triste stato di cose sta peggiorando ogni giorno con il traffico di barche cariche di scia che rimbombano attraverso i canali della città.

Anche se per un triste motivo, l’assenza di natanti nei canali di Venezia durante il primo lockdown ha fatto riflettere sulle scelte da fare, e quella di natanti puliti potrebbe essere giusta.

Candela mostrerà le sue barche elettriche volanti durante il Salone di Nautica che si tiene proprio a Venezia. Gli aliscafi e le ali attrezzate sul fondo delle imbarcazioni dell’azienda svedese riducono dell’80% la forza di attrito sull’acqua, rispetto ai taxi acquatici. Questo ottimizza anche il consumo di energia e consente viaggi silenziosi.

Probabilmente quello degli aliscafi è un trend. Si diffonderanno (anche sostituendo molti motoscafi) nei prossimi anni, perché consentono viaggi veloci a batteria senza creare scie e rumori fastidiosi.

Il C-7 può mantenere un’elevata velocità di crociera di 20 nodi per più di 2 ore, molto più a lungo rispetto alle barche elettriche comparabili.

E invece di sbattere contro le onde di altre barche (quelle che possono moltiplicare l’energia delle onde che sbatte contro le pareti dei canali di Venezia. L’ho già detto?), gli aliscafi possono librarsi sopra questi “dossi d’acqua”; cosa che rende il tragitto anche più confortevole.

Il C-7 non è l’unico aliscafo completamente elettrico (né è un’idea nuova), ma l’impiego di elettronica avanzata che bilancia 100 volte al secondo la barca lo rende più che degno di nota.

Se nei prossimi giorni siete nei paraggi di Venezia andate a dare un’occhiata al futuro delle barche.

L’AUTORE

Gianluca Riccio, classe 1975, è direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria, copywriter, giornalista e divulgatore. Fa parte della World Future Society, associazione internazionale di futurologia e di H+, Network dei Transumanisti Italiani. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it, una risorsa italiana sul futuro.

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