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Siamo sicuri che gli sforzi messi in atto per far fronte all’emergenza sanitaria stiano andando nella giusta direzione? Quello che purtroppo abbiamo davanti ai nostri occhi è un sistema non basato sulla solidarietà, ma piuttosto un sistema che rafforza le disuguaglianze”. Sono queste le parole che si leggono sull’ultimo editoriale della prestigiosa rivista inglese The Lancet, che oltre a delineare la strategia utilizzata in ambito sanitario dal COVID-19 Tools Accelerator (ACT-A), affronta un tema che abbiamo anticipato noi un mese fa con la lettera di Beppe Grillo indirizzata al Segretario Generale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

Per il Direttore di Lancet Horton “Questo sistema deve essere ripensato. Thomas Piketty, per esempio, ha proposto una tassa sulla ricchezza del 2% per finanziare i beni sanitari pubblici globali. Il minimo da aspettarsi in cambio è un prezzo trasparente ed equo, e la condivisione della proprietà intellettuale, della tecnologia e della conoscenza”.

Una tassa mondiale per la lotta contro il Covid-19 quindi, sulle ricchezze nascoste nei paradisi fiscali e mirata a investimenti in sanità pubblica.

A metà marzo, il coronavirus ha infettato circa 120 milioni di persone in tutto il mondo e ucciso circa 2,6 milioni. Numeri che tendono a salire sempre più e che possono essere mitigati, solo garantendo che i paesi a basso reddito abbiano pieno accesso ai vaccini.

Mentre i paesi del G7 sono sulla buona strada per raggiungere una copertura del 70% entro la fine del 2021, alcuni dei paesi più poveri non raggiungeranno quel livello prima del 2024 secondo le tendenze attuali. Ciò ricorda minacciosamente la risposta iniziale alla crisi dell’HIV / AIDS, quando l’Africa e altre regioni in via di sviluppo furono lasciate in coda per i farmaci antiretrovirali ampiamente disponibili nei paesi ricchi. Il ritardo nella consegna è costato circa 12 milioni di vite.

La comunità internazionale deve garantire che un accesso equo ai vaccini non sia solo retorica, ma una realtà.

L’occasione per farlo si chiama Global Health Summit, il vertice sulla salute del G20 presieduto dall’Italia che si terrà a Roma il 21 maggio. Speriamo davvero che si faccia la storia.

Nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro.

 

 

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