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Quanto costa costruire una casa green?

beppegrillo.it - Aprile 17, 2018

di Laura Raduta – Costruire una casa Green è per tutti? Oppure è troppo costosa o difficile da realizzare?

Queste sono le prime domande che si pone chi ha una sensibilità ecologica e si trova a dover costruire o ristrutturare la propria abitazione. Purtroppo la poca conoscenza dell’argomento da parte degli operatori del settore, porta a far sì che alla fine si diffonda spesso l’idea che costruire green sia più costoso e complicato.

Se non si conoscono infatti i materiali e le soluzioni esistenti, ogni aspetto potrà essere interpretato come fonte di potenziali problemi tecnici ed economici. Per non rischiare, si finirà allora con l’utilizzare i materiali classici come calcestruzzo, laterizi, polistirolo, etc.

Proviamo allora a fare maggiore chiarezza su cosa voglia dire, in termini economici e di risultato, il costruire green.

Partiamo col dire che una casa green è, per molti aspetti, una costruzione come tutte le altre; molte voci di costo saranno quindi uguali a quelle di una casa tradizionale. In questo ambito rientrano quindi per esempio le spese per: terreno, progettazione, oneri urbanistici, fondazioni, infissi e impianti.

Per fare il nostro confronto, consideriamo ora una casa realizzata con i consueti metodi di costruzione e una green fatta in legno e balle di paglia. Le due soluzioni differiranno per la struttura portante, il tamponamento delle pareti e le finiture interne ed esterne.

Più avanti vedremo la spesa totale, ma intanto è bene evidenziare come queste caratteristiche pesano, nel computo generale, per circa il 20-30% del costo finale.

Le due case per le quali facciamo il nostro confronto teorico hanno, dal punto di vista energetico, esattamente le stesse prestazioni e, di conseguenza, gli stessi consumi di esercizio. In particolare stiamo considerando case di classe energetica A o superiore.

La costruzione delle due case avverrà in modo molto differente: la casa tradizionale è realizzata con materiali molto pesanti che richiedono l’utilizzo di molte macchine, quella green invece potrebbe, idealmente, essere costruita anche completamente a mano.

Ora che abbiamo definito le differenze tra le due abitazioni, andiamo a fare un confronto economico. È bene sottolineare come ormai esistano centinaia di case realizzate nel modo green appena descritto e, quindi, i costi sono ormai ben noti.

Nel nostro confronto abbiamo considerato due case di 100 mq; nelle cifre che andiamo a riportare sono escluse le spese per il terreno e gli oneri urbanistici che possono variare moltissimo da un posto a un altro. Considerato tutto questo, il costo per metro quadro di una casa green si aggira tra i 1.100 e 1.400 euro. Quello di una casa tradizionale, con le stesse prestazioni, è invece tra 1.500 e 1.800 euro al metro quadro.

Quella tradizionale ha quindi un costo superiore a quella green.

Una casa tradizionale, costruita senza alcun tipo di isolamento, riesce ad avere una diminuzione dei costi di circa il 10-15%, portandola così ad avere un costo comparabile con quello di una casa green. È da notare però come questo sia contro l’attuale normativa che impedisce la costruzione di case non isolate termicamente. Inoltre, dal punto di vista dei costi, c’è da ricordare poi che le spese di esercizio di una casa non isolata termicamente salgono anche di 10-15 volte rispetto a una casa in classe A.

Ripetiamo che i costi riportati sono relativi a case di 100mq; per case più piccole possono aumentare e per quelle più grandi diminuire per ovvi motivi di scala e di distribuzione delle spese fisse.

Se chi deve costruire la propria casa ha il desiderio di far scendere ulteriormente i costi, può, per le case green, realizzarle in “autocostruzione”. Questo permette un importante risparmio sulla manodopera e l’impagabile soddisfazione che viene dal “costruirsi la propria casa”.

Prima di concludere, vediamo brevemente come i costi siano differenti non solo per il singolo che deve costruire la propria casa, ma anche per la comunità e per l’ambiente. Costi che in gergo vengono definiti “esternalità” e che possono essere negative o positive. Facendo la scelta di una casa green, come quella descritta sopra, si riducono le esternalità negative legate alla produzione industriale, altamente energivora, dei materiali, al trasporto di questi fino al cantiere, all’uso di sostanze chimiche più o meno pericolose per l’ambiente, all’eventuale inquinamento degli operatori durante la messa in opera, allo smaltimento dei materiali.

Tutti questi costi sono occulti e sembra che non abbiano ricadute sul nostro portafoglio; ma non è così, li paghiamo tutti indirettamente attraverso le tasse, necessarie a pagare quello che questi comportano: maggiore costo di gestione dei rifiuti, spese sanitarie, etc.

In questi ultimi anni le case green si stanno diffondendo sempre più grazie ai costi molto competitivi che abbiamo appena visto, alla crescente sensibilità verso l’ambiente della popolazione e, soprattutto, grazie alla diffusione della consapevolezza del naturale benessere che si prova abitandone una.

 

L’AUTORE


Laura Raduta, laureata in ingegneria meccanica, studiosa di Permacultura, esperta di tecniche di costruzione e ristrutturazione con materiali naturali. https://www.facebook.com/ristrutturarenaturaleconlauraraduta

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