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Periodi di catastrofi, come la pandemia da coronavirus, gli stravolgimenti climatici, la crisi economica e i vari conflitti bellici, hanno spinto un numero elevato di persone a pensare che la fine del mondo, o la cosiddetta “fine dei tempi”, sia ormai prossima. Questo pensiero ha spesso una componente religiosa che attinge alle sacre scritture. Nel cristianesimo, ad esempio, c’è l’aspettativa che Gesù ritorni sulla Terra dopo o durante un periodo di grandi sconvolgimenti per instaurare un regno di pace e di giustizia (la seconda venuta).

Ora, secondo un recente sondaggio del Pew Research Center, negli Stati Uniti, il 39% degli adulti afferma di credere che “stiamo vivendo la fine dei tempi”. I cristiani sono divisi su questo tema, con il 47% che afferma che viviamo gli ultimi tempi della terra. Circa 3 persone su 10 o meno di religioni non cristiane (29%) e quelle senza affiliazione religiosa (23%) affermano che stiamo la fine del mondo. Inoltre, gli afroamericani (68%) sono molto più propensi degli americani ispanici (41%), bianchi (34%) e asiatici (33%) a credere che l’umanità stia vivendo la fine dei tempi. E gli adulti negli stati del sud (48%) sono più propensi a dirlo rispetto a quelli che vivono nel Midwest (37%), nel nord-est (34%) o nell’ovest (31%).

Gli americani senza titoli universitari sono più propensi dei laureati a credere che l’umanità si stia avvicinando alla fine, così come gli americani con livelli di reddito più basso rispetto a quelli con redditi più alti. E i repubblicani e gli indipendenti di tendenza repubblicana hanno maggiori probabilità dei democratici e dei sostenitori democratici di esprimere questa convinzione.

Il Pew Research Center ha chiesto agli americani informazioni sulla fine dei tempi come parte di un sondaggio più ampio sulla religione e l’ambiente, in parte per valutare se le opinioni sulla fine dei tempi siano correlate alle opinioni sull’ambiente.

Il sondaggio ha anche esplorato le opinioni degli americani su un principio fondamentale del cristianesimo: la convinzione che Gesù alla fine tornerà sulla Terra, in quella che viene spesso chiamata la “seconda venuta”. Alla domanda se Gesù “tornerà sulla Terra un giorno”, più della metà di tutti gli adulti statunitensi (55%), compresi i tre quarti dei cristiani, afferma che ciò accadrà. I protestanti nelle tradizioni evangelica (92%) e storicamente afroamericana (86%) sono più propensi di altri cristiani a dire che alla fine ci sarà una seconda venuta di Gesù. Circa 4 americani su 10 non credono che Gesù tornerà sulla Terra (25%) o dicono di non credere in Gesù (16%).

Per quanto riguarda invece il tema degli stravolgimenti climatici il sondaggio ha rivelato che non sembra essere un argomento molto discusso nelle congregazioni religiose e pochi americani considerano gli sforzi per risparmiare energia e limitare le emissioni di carbonio come questioni morali, nonostante tre quarti degli americani affiliati religiosamente affermano che la Terra è sacra. L’80% degli americani concorda completamente o in gran parte con l’idea che “Dio ha dato agli esseri umani il dovere di proteggere e prendersi cura della Terra, comprese le piante e gli animali”. In media, però, le persone meno religiose tendono a essere più preoccupate per le conseguenze del riscaldamento globale. Ad esempio, gli adulti religiosamente non affiliati – quelli che si descrivono come atei o agnostici – sono molto più propensi a dire che il cambiamento climatico sia un problema estremamente o molto serio (70%) rispetto agli americani affiliati ad una religione (52%).

Il 70% delle persone nella categoria a bassa componente religiosa afferma che la Terra si sta riscaldando a causa del comportamento umano, rispetto al 39% degli americani affiliati ad una religione, che affermano inoltre che la Terra si sta riscaldando principalmente a causa di schemi naturali o che non ci sono prove concrete che la Terra si stia riscaldando – sebbene quest’ultimo sia un punto di vista meno comune.

A questo link è possibile scaricare lo studio completo.

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