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Housing First: come la Finlandia ha ridotto il numero dei senzatetto

beppegrillo.it - Novembre 12, 2020

di Gianluca Riccio – In Finlandia il numero dei senzatetto è diminuito drasticamente. Il motivo: il paese applica il concetto “Housing First”. Gli homeless ricevono in dotazione dallo Stato un piccolo appartamento e consulenza, senza precondizioni. 4 persone colpite su 5 tornano così a una vita stabile. E cosa più importante: tutto questo costa meno che lasciare i senzatetto per strada.

È dagli anni ’80 che in Finlandia i governi cercano di ridurre i senzatetto. Un primo approccio fu quello di costruire rifugi a breve termine, prevedendo una rotazione. Ma ce n’erano troppo pochi, e chi li adoperava non usciva facilmente da quella condizione, anzi: finivano in un circolo vizioso. Con un alloggio provvisorio non arrivava neanche il lavoro. Senza un lavoro, non trovavano un alloggio stabile. In sintesi: un incubo.

Ad Helsinki nel 2008 si potevano vedere un po’ ovunque tendopoli e capanne tra gli alberi dei parchi. I senzatetto avevano costruito case di fortuna nel centro della capitale della Finlandia, fragili ed esposte ad intemperie di ogni tipo. Quell’anno, il governo finlandese introdusse una nuova politica per i senzatetto: iniziò ad attuare il concetto di “Housing First”. Da allora il numero di persone colpite è diminuito drasticamente.

Ci sono ONG come la “Y-Foundation” che forniscono alloggi alle persone bisognose. Si occupano personalmente della costruzione, acquistano monolocali o bilocali sul mercato immobiliare privato, ristrutturano appartamenti esistenti, trasformano ex rifugi temporanei in appartamenti stabili.

I senzatetto diventano inquilini con un regolare (ed economico) contratto di locazione. Pagano affitto e costi operativi. Gli assistenti sociali, che hanno uffici direttamente negli edifici residenziali, aiutano con questioni finanziarie e richieste di prestazioni sociali.

Di solito chi si trova in difficoltà viene aiutato in modo costante, finché non trova un lavoro e si libera da problemi psicologici o da una dipendenza. Solo allora può cercare un alloggio. “Housing First”, invece, inverte il meccanismo: gli homeless ottengono un appartamento, senza alcuna condizione preliminare. Gli assistenti sociali li aiutano con le richieste di prestazioni sociali e sono disponibili per la consulenza in generale. In una situazione così nuova e sicura, è più facile per le persone colpite trovare un lavoro e prendersi cura della propria salute fisica e mentale.

Il risultato è impressionante: 4 senzatetto su 5 conservano a lungo il loro appartamento con “Housing First” e conducono una vita più stabile.

Negli ultimi 10 anni, il programma “Housing First” ha fornito 4.600 case in Finlandia e sono stati spesi 270 milioni di euro per la costruzione, l’acquisto e la ristrutturazione di alloggi. Tuttavia, sottolinea Juha Kaakinen, Direttore della Y-Foundation: “Questo è molto inferiore al costo stesso di tenere per strada dei senzatetto. Perché quando le persone si trovano in situazioni di emergenza, le emergenze sono più frequenti: aggressioni, ferite, malattie. La polizia, l’assistenza sanitaria e i sistemi giudiziari sono più spesso chiamati a intervenire, e anche questo costa denaro”.

Lo Stato spende poco di meno rispetto a prima ma ha persone vive, contente, integrate. Nessuna cura miracolosa, ma un alto tasso di successo.

Con 4 senzatetto su 5 che mantengono i loro appartamenti, “Housing First” è efficace nel lungo periodo. Nel 20% dei casi le persone si trasferiscono perché preferiscono stare con amici o parenti o perché non riescono a pagare neanche l’esiguo affitto previsto. Ma anche in questo caso non vengono eliminate dal programma. Possono fare domanda di nuovo per un appartamento e saranno nuovamente supportati se lo desidereranno.

Esiste inoltre un altro problema nel problema, spesso ignorato dai più: quello delle donne senzatetto. Sono più difficili da raggiungere, nascondono più spesso la loro situazione di emergenza: vivono per strada meno frequentemente e preferiscono stare con amici o conoscenti. Ad ogni modo, c’è casa anche per loro quando c’è uno Stato ben organizzato per affrontare un problema sociale come questo.

Cos’è lo Stato, alla fine, se non la casa di tutti?

 

L’AUTORE

Gianluca Riccio, classe 1975, è direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria, copywriter, giornalista e divulgatore. Fa parte della World Future Society, associazione internazionale di futurologia e di H+, Network dei Transumanisti Italiani. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it, una risorsa italiana sul futuro.

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