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Chi ha paura delle banche cattive?

beppegrillo.it - Febbraio 13, 2014

>>> Stasera Riccardo Fraccaro, portavoce del M5S alla Camera, parteciperà alla puntata di Servizio Pubblico <<<

“Banca, che bocca grande che hai.
– È per mangiarti meglio!”

Le banche italiane vivono in una situazione schizofrenica, sono infatti sia buone che cattive. Una questione di sdoppiamento come per il dottor Jeckyll e mister Hyde. Ora vogliono avere una sola identità, quella buona, che permetta di fare i prestiti alle imprese che la parte cattiva gli impedisce di fare. La parte cattiva ha 300 miliardi di crediti che non riesce a incassare, definiti sofferenze (crediti bancari la cui riscossione non è garantita) e incagli (ritardi nel pagamento di rate o rientro sullo sconfino di conti correnti). Le sole sofferenze verso imprese e famiglie sono cresciute in un anno del 24,6% raggiungendo i 156 miliardi di euro. Come disfarsi di questa zavorra? Con una banca cattiva, una “bad bank“, alla quale trasferire i 300 miliardi tossici di incerto incasso e far ripartire le banche buone, le “good bank“. La bad bank dovrebbe essere di “sistema“, con il concorso dello Stato, secondo il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco per “razionalizzare la gestione dei crediti deteriorati con la creazione di strutture dedicate in grado di aumentare l’efficienza delle procedure e la trasparenza di questi attivi“. I 300 miliardi di credito sarebbero valutati, e pagati, alle banche con una diminuzione dovuta al fattore di rischio. Ad esempio, un credito di 1.000 euro potrebbe essere valutato 600 euro. La bad bank potrebbe essere a capitale misto, pubblico e privato, o totalmente pubblico. La banca incassa un credito che, con tutta probabilità non avrebbe mai visto, e la bad bank si accolla la riscossione del credito. Qualunque direzione finanziaria di un’azienda sa che dopo un certo tempo i crediti diventano quasi impossibili da recuperare. Meglio quindi passare il testimone a qualcun altro e incassare il più possibile. Ma chi ci metterebbe il capitale per remunerare le banche con una quota del credito? Si sussurra la Cassa Depositi e Prestiti…

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