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Per il 40% degli europei, il 38% degli americani e il 43% dei cinesi, smettere di volare sarebbe la cosa più semplice da fare per agire contro il riscaldamento globale, secondo un recente sondaggio della Banca europea per gli investimenti, in cui è stato chiesto agli intervistati di scegliere tra 5 aspetti della vita quotidiana a cui sarebbero più facilmente disposti a rinunciare: la carne, l’aereo, servizi di video streaming, acquisto di nuovi capi d’abbigliamento e l’auto privata. E anche, al contrario, quale azione sarebbe stata la più difficile ai loro occhi.

Sebbene per la maggior parte degli intervistati prevalga il timore di contrarre il COVID-19 rispetto alle conseguenze dell’impatto sul clima, i cittadini credono ancora che le scelte e azioni individuali possano contribuire alla lotta contro gli sconvolgimenti climatici: il 72% degli europei e degli statunitensi e l’84% dei cinesi credono che il proprio comportamento possa fare la differenza nella lotta contro i cambiamenti climatici.

Indipendentemente dal paese di residenza, gli intervistati affermano che la scelta meno pesante per contrastare gli sconvolgimenti climatici sarebbe rinunciare agli spostamenti in aereo (40% per gli europei, 38% per gli statunitensi e 43% per gli intervistati cinesi). Questa percentuale è ancora più elevata in Polonia (46%), nella Repubblica ceca (48%), in Ungheria (48%), Slovacchia (48%) e Croazia (51%).

Riguardo alla rinuncia più semplice da fare, per il 18% degli europei è lo streaming dei video, per il 16% smettere di consumare la carne, per il 15% rinunciare all’acquisto di nuovi capi di abbigliamento, mentre per l’11% sarebbe rinunciare all’uso dell’auto propria. In Europa sono più le donne ad affermare che rinunciare alla carne sarebbe l’opzione più semplice, rispetto agli uomini (rispettivamente 20% e 10%).

Tuttavia, quando si pone la domanda opposta, ovvero quale sarebbe la scelta più difficile, il 39% degli europei e il 38% degli statunitensi affermano che rinunciare alla propria auto sarebbe quella che peserebbe di più. Gli abitanti in zone rurali (51%) affermano che rinunciare alla propria auto sarebbe la scelta più difficile, un’opinione condivisa dal 46% degli italiani e sloveni, maltesi (49%) e lussemburghesi (52%).

L’indagine rileva che le apprensioni riguardo alla salute attraversano in modo trasversale le popolazioni dei vari paesi: alla domanda sull’uso dei trasporti pubblici ai tempi del COVID-19, il 75% degli statunitensi, il 71% dei cinesi e il 67% degli europei affermano di essere meno disposti a prenderli, proprio perché temono delle conseguenze sulla propria salute in un tempo segnato dalla pandemia di COVID-19. Questa percentuale è particolarmente elevata in Italia (77%), Romania (78%), Portogallo (80%) e a Malta (83%).

Tuttavia, superate le restrizioni di viaggio dovute alla pandemia di COVID-19, il 37% dei cinesi, il 22% degli europei e degli statunitensi affermano che non prenderanno l’aereo in futuro per considerazioni legate ai cambiamenti climatici. Il 42% dei cittadini europei intende trascorrere le vacanze nel proprio paese o in un paese limitrofo per ridurre al minimo le emissioni di carbonio. Il 29% degli europei (rispetto al 29% dei cittadini cinesi e al 35% degli statunitensi) afferma che riprenderà a viaggiare in aereo come faceva prima della pandemia.

Per la maggior parte degli intervistati in Cina, negli Stati Uniti e in Europa preoccupa più un eventuale contagio di COVID-19 degli effetti legati ai cambiamenti climatici.

Il 72% degli europei crede che il proprio comportamento possa fare la differenza, una posizione condivisa dal 72% degli statunitensi e dall’84% degli intervistati cinesi.
I giovani sono notevolmente più propensi a credere che il proprio comportamento possa fare la differenza nella lotta agli sconvolgimenti climatici rispetto agli intervistati più anziani in Europa e negli Stati Uniti; un divario che non è invece rilevato in Cina. L’indagine mostra che nell’UE il 77% dei cittadini compresi nella fascia di età 15-29 anni ritiene che il proprio comportamento possa fare la differenza rispetto al 64% di quelli di età pari, o superiore, a 65 anni. Negli Stati Uniti, queste percentuali sono rispettivamente 75% e 56%.
ITALIA

Per gli italiani sarebbe più facile rinunciare ai voli aerei che smettere di consumare carne, comprare nuovi capi di abbigliamento, possedere un’auto o utilizzare servizi di video streaming. Rinunciare ai voli aerei è la scelta che pesa meno per il 38% degli intervistati, mentre quella che costa di più per il 46% degli italiani è rinunciare all’uso dell’auto propria.

Nel complesso, il 34% degli italiani afferma che sta modificando radicalmente delle abitudini per contrastare i cambiamenti climatici. Si tratta di una percentuale superiore di quindici punti alla media europea (19%). I genitori di ragazzi minorenni (39%) e gli abitanti delle città (35%) sono particolarmente rappresentati in questo gruppo.

Il 33% degli intervistati italiani afferma che, superate le restrizioni di viaggio dovute alla pandemia di COVID-19, non prenderà l’aereo per considerazioni legate ai cambiamenti climatici, e il 43% intende trascorrere le vacanze in Italia o in un paese limitrofo per ridurre al minimo le emissioni di carbonio. Solo per il 12% degli italiani le abitudini di viaggio in aereo resteranno invariate rispetto a quelle pre-COVID.

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